Il vero colpevole dell'incidente di Mestre? E' ancora lì, e nessuno lo arresta

Il vero colpevole dell'incidente di Mestre? E' ancora lì, e nessuno lo arresta
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Enrico De Vita
  • di Enrico De Vita
Non un malore, non una distrazione: il colpevole dell'incidente di Mestre è ancora lì, a lato della strada, una protezione del tutto insufficiente per un viadotto che sovrasta di oltre 10 metri una ferrovia. Ce ne parla il nostro ingegner Enrico De Vita
  • Enrico De Vita
  • di Enrico De Vita
4 ottobre 2023

Con le indagini della magistratura in corso, è ancora presto per attribuire un'unica causa al disastroso incidente di ieri 3 ottobre a Mestre, ma una cosa è certa: il guard rail vecchio, basso e insufficiente (e probabilmente anche interrotto) è l'indiziato numero uno. Abbiamo chiesto all'ing. Enrico De  Vita, esperto di sicurezza stradale, il suo parere e in quali condizioni versa la nostra rete stradale

Ing. De Vita, cosa può aver provocato l'incidente?

A mio giudizio, non un malore del conducente. Ho visto e purtroppo anche assistito di persona a incidenti di guidatori infartuati e in queste situazioni il veicolo prosegue diritto, mentre in questo caso si nota dai filmati che c'è un netto spostamento verso destra. Forse un altro pullman a sinistra ha stretto il veicolo, sta di fatto che l'autobus si è appoggiato più volte al guard rail fino ad incontrare una interruzione che ha determinato lo sfondamento facendo letteralmente da trampolino e portando poi il veicolo a sfondare la "protezione" - che non era certo una protezione per i veicoli, semmai solo per i pedoni.

Per un simile tipo di strada la protezione è adeguata?

Il veicolo dell'incidente arriva a pesare 18 tonnellate a pieno carico, un TIR anche 40 tonnellate. Immaginate se una lama a onda alta 50-60 cm e un parapetto possano fermare una simile massa. Ma nemmeno un'auto lanciata a media velocità verrebbe fermata, se urtasse la barriere con un angolo abbastanza ampio. Resistenza pari a zero. Il problema poi è l'altezza da terra di quel punto: tra i 10 e i 15 metri, una vera bomba che cade, non si può omologare una strada senza aver prima imposto una protezione totale dei veicoli che circolano al di sopra e anche al di sotto.

Ing. De Vita, com'è la situazione generale in Italia?

Ci sono molte strade in Italia purtroppo che hanno ancora questo tipo di "zero protezione" e in molti ricorderanno ancora l'incidente in Irpinia dove nel 2013 trovarono la morte ben 40 persone proprio per un pullman che infranse la protezione laterale. Questo tipo di protezione sulle molte strade italiane è totalmente inesistente e anche mantenuta male, pensate che in Irpinia l'ente concessionario aveva avuto l'obbligo di sostituire i guard rail nel 2009 e non l'ha mai fatto, e l'incidente è arrivato solo quattro anni dopo. E non è che queste barriere non esistano, si chiamano New Jersey rinforzati, li avrete visti su certe autostrade, dotati di pali e cavi d'acciaio, reti e ancoraggi idonei. Siamo in ritardo spaventoso negli obblighi dati alle concessionarie delle autostrade e addirittura per le strade statali e minori non c'è ritardo perché non c'è l'obbligo. Un esempio? Vedo spesso autorizzare rotatorie che sono trappole per gli automobilisti, vere opere di un genio malefico. In Germania proibiscono rotonde con diametro inferiore ai 31 metri, da noi ne troviamo anche di 5 metri, e siccome un TIR ha un diametro di sterzata di 18 metri, inevitabilmente le distrugge. Abbiamo più che mai la necessità di un organo centrale che abbia potere legislativo ed esecutivo, come esiste negli USA. Li si chiama Ente nazionale per la sicurezza sulle strade.

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