Jaguar Land Rover rinvia al 2030 la nuova generazione del Defender

Jaguar Land Rover rinvia al 2030 la nuova generazione del Defender
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La decisione di posticipare di circa due anni il lancio della nuova architettura e della versione 100% elettrica è guidata dalla forte domanda per il modello attuale e da una mirata allocazione dei capitali d'investimento
31 agosto 2026

Jaguar Land Rover (JLR) ridisegna la propria tabella di marcia industriale e sceglie la via della prudenza finanziaria. Il gruppo britannico ha deciso di posticipare di circa due anni il lancio della nuova generazione della Land Rover Defender e della sua declinazione a zero emissioni, facendoli slittare al 2030 o ai primi anni del prossimo decennio rispetto alla finestra originaria compresa tra il 2028 e il 2029.

Alla base della decisione non c'è una sofferenza di mercato, bensì l'esatto opposto. Rivelatasi un solido motore per i conti dell'azienda fin dal suo debutto nel 2019, la Defender continua a registrare volumi di vendita estremamente robusti. Infatti, l'iconico fuoristrada viaggia a un ritmo costante di circa 110.000 unità consegnate all'anno, arrivando a generare da solo oltre un terzo dei volumi globali dell'intero gruppo. Una performance che solleva il management dalla necessità di rincorrere il ciclo di vita tradizionale dei modelli per sostituire un prodotto ancora altamente redditizio.

La scelta risponde inoltre a una precisa strategia di allocazione dei capitali e a vincoli di natura ingegneristica. L'attuale architettura in alluminio D7x presenta limiti strutturali che impedirebbero l'alloggiamento di pacchi batteria di grandi dimensioni senza compromettere l'abitacolo e le storiche prestazioni fuoristradistiche della vettura. Per realizzare un'erede nativa elettrica servirebbe una nuova piattaforma dedicatavi, ma JLR ha preferito congelare momentaneamente l'investimento per indirizzare i flussi di cassa immediati su progetti ritenuti prioritari nell'immediato, in primis lo sviluppo della Range Rover Electric.

A pesare sui calcoli dei vertici aziendali intervengono anche fattori macroeconomici e tensioni sul fronte del commercio internazionale. I veicoli destinati al mercato statunitense sono assemblati nello stabilimento di Nitra, in Slovacchia, e scontano dazi d'importazione al 15%. A questo elemento si aggiungono il recente ridimensionamento dei sussidi per i veicoli a batteria negli Stati Uniti e la forte pressione competitiva sui listini in Cina, dinamiche che rendono meno attrattivo l'avvio immediato di un SUV elettrico di alta gamma.

Resta invece confermata la roadmap per il segmento inferiore: il progetto del cosiddetto "baby Defender", sviluppato sulla nuova piattaforma EMA, prosegue nei tempi prestabiliti e vedrà la luce sia con motorizzazioni ibride sia con varianti 100% elettriche.

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