L'elogio della meccanica eterna: gli 800mila chilometri della "Venerabile" Mercedes bianca

L'elogio della meccanica eterna: gli 800mila chilometri della "Venerabile" Mercedes bianca
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In un'epoca di auto connesse, aggiornamenti software e obsolescenza rapida, la resistenza ecologica ha il volto di una signora francese e del suo inarrestabile motore a gasolio da 75 cavalli.
21 agosto 2026

Se provate a parlarle di transizione energetica, app per programmare le ricariche o vantaggiosi contratti di leasing a tre anni, Marie-Ange Gerbal vi risponderà con un sorriso cortese ma incredibilmente fermo. Per questa signora francese, che vive tra i pittoreschi paesaggi dei Pirenei, la vera sostenibilità non si misura in kilowattora, ma in decenni di onorato servizio.

La sua fedele compagna di viaggio non ha schermi curvi né guida autonoma: è una possente Mercedes-Benz 200 D (serie W124) bianca, immatricolata nel 1985. Marie-Ange l'ha acquistata di seconda mano nel 1987, quando il quadro strumenti segnava "appena" 50.000 km. Oggi, a distanza di quasi quarant'anni, quella stessa vettura - affettuosamente ribattezzata "La Vénérable" (La Venerabile) - ha accumulato l'astronomica cifra di 831.000 chilometri. E sotto il grande cofano piatto, a scandire il ritmo, c'è ancora il motore originale.

Come può un'automobile sopravvivere all'equivalente di oltre venti giri del mondo senza mai un guasto irreparabile? Il segreto di questa inarrestabile maratoneta è tutto in ciò che non ha. A spingere la pesante carrozzeria tedesca è un placido quattro cilindri diesel aspirato da due litri, in grado di erogare appena 75 cavalli.

Prestazioni che oggi farebbero sorridere qualsiasi neopatentato, ma che sono abbinate a un'assenza totale di centraline complesse, aggiornamenti software e sensori capricciosi. C'è solo metallo, olio e meccanica pura. Un ecosistema talmente semplice e sovradimensionato che ha richiesto, in quattro decenni, soltanto la normale manutenzione ordinaria, un paio di rinfrescate alla vernice bianca e due sostituzioni fisiologiche del contachilometri.

Lo schiaffo morale all'obsolescenza programmata

La storia di Marie-Ange, portata alla luce dai colleghi de La Dépêche, è un potentissimo manifesto contro la cultura dello scarto. La "Venerabile" non è solo un mezzo di trasporto, ma una capsula del tempo che ha visto crescere quattro generazioni della famiglia Gerbal. E a chi le lascia continuamente bigliettini sotto i tergicristalli con offerte d'acquisto (il modello oggi vale fino a 10.000 euro tra i collezionisti), la proprietaria risponde con un rifiuto categorico.

Mentre l'industria e la politica ci spingono a rottamare auto perfettamente funzionanti per inseguire l'ultimo modello a zero emissioni, la signora Gerbal ci pone davanti a un dubbio feroce: è davvero ecologico smaltire, fondere e ricostruire una vettura nuova ogni quattro anni? Per lei, il vero rispetto per l'ambiente passa dalla manutenzione, dalla riparabilità e dall'affetto per le proprie cose.

Il mirino è ora puntato verso un traguardo leggendario: il milione di chilometri. E se un giorno il cuore in ghisa della Mercedes dovesse arrendersi, niente paura. Nel garage di Marie-Ange riposa una vecchia Renault 10 Major del 1967 appartenuta a sua madre: basta cambiarle il motore, e un altro lungo viaggio nel tempo potrà avere inizio.

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