Le auto rubate, la Russia e la rivendita sul mercato nero: cosa c'è dietro l'epidemia di furti che sta sconvolgendo il Canada (e quali modelli rischiano di più)

Le auto rubate, la Russia e la rivendita sul mercato nero: cosa c'è dietro l'epidemia di furti che sta sconvolgendo il Canada (e quali modelli rischiano di più)
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Un esercito di auto rubate sta lasciando il Canada e finendo nei circuiti del mercato nero russo. Mosca è la loro principale destinazione. Cosa sta succedendo? Le sanzioni contro il Cremlino hanno fatto esplodere la domanda di SUV e pickup occidentali nel Paese di Putin. Alimentando così un traffico organizzato che passa proprio dai porti canadesi...
26 settembre 2026

Da un parcheggio di Toronto a un mercato clandestino di auto migliaia di chilometri più a est, nella Russia guidata da Vladimir Putin. È questa la rotta tracciata da un'indagine che ha fatto luce su un fenomeno che da anni tormenta il Canada e che ha trasformato i suoi porti in uno dei punti di partenza di un traffico internazionale di veicoli.

Migliaia di automobili vengono infatti sottratte ogni anno dalle strade, dai parcheggi e persino dalle abitazioni canadesi. In alcuni casi i ladri entrano nei mezzi soltanto per impossessarsi delle chiavi. Il trend ha raggiunto livelli record dopo la fine delle restrizioni legate al Covid, quando le difficoltà delle catene di approvvigionamento e la scarsità di automobili disponibili hanno reso i veicoli particolarmente preziosi.

Da quel momenti in poi le autorità canadesi hanno rafforzato i controlli e investito decine di milioni di dollari per contrastare i furti, ma una parte consistente dei mezzi di maggiore valore continua a essere destinata all'esportazione. Cosa c'entra la Russia? Le sanzioni occidentali hanno ridotto drasticamente la disponibilità sul mercato russo di molti marchi automobilistici occidentali, facendo aumentare prezzi e domanda.

Il risultato? Mentre i governi cercavano di isolare Mosca dal mercato automobilistico internazionale, le organizzazioni criminali hanno trovato un nuovo spazio per fare affari. Gli investigatori parlano sempre più spesso di veicoli sottratti su commissione, sulla base delle richieste di acquirenti stranieri.

Dal Canada alla Russia: la rotta delle auto rubate

A ricostruire dimensioni e funzionamento del traffico è stato il New York Times, che ha ottenuto dati dell'Interpol relativi ai veicoli canadesi rubati ritrovati in Russia. Tra febbraio 2024 e luglio 2026 sono state registrate 4.798 segnalazioni, un dato che secondo le autorità rappresenta soltanto una parte del fenomeno.

La Russia risulta di gran lunga la principale destinazione internazionale delle auto rubate provenienti dal Canada. Nel mirino finiscono soprattutto SUV e grandi pickup occidentali, come Dodge Ram, Toyota Tundra e Ford F-150, ma anche modelli premium come Land Rover. Il meccanismo è organizzato come una vera e propria filiera. Gli acquirenti possono ordinare determinati veicoli attraverso canali online e i complici presenti in Canada si mettono alla ricerca degli esemplari richiesti.

Una volta individuata l'auto, entrano in azione i ladri, mentre altri membri della rete si occupano dei documenti e della logistica. I mezzi vengono quindi nascosti all'interno di container insieme a merci legali e spediti all'estero.

Il porto di Montreal è diventato uno dei principali snodi, anche se le autorità hanno registrato una crescita delle spedizioni da Vancouver dopo l'intensificazione dei controlli sulla costa orientale. In alcuni casi le auto vengono dirette verso l'Africa occidentale o il Medio Oriente, mercati importanti per i veicoli usati.

Ma una parte della merce prosegue verso la Russia passando soprattutto dagli Emirati Arabi Uniti, oltre che attraverso Georgia, Kazakistan, Kirghizistan e Lituania. Al porto di Montreal gli agenti controllano ogni settimana circa una dozzina di container, arrivando a trovare anche 20-30 auto rubate per un valore complessivo che può raggiungere i 2 milioni di dollari.

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Mosca e il mercato nero delle auto

Il punto centrale dell'inchiesta è capire perché un Paese lontanissimo dal Canada sia diventato il principale sbocco di questo traffico. La risposta porta direttamente alle sanzioni occidentali imposte alla Russia dopo l'invasione dell'Ucraina. Il ritiro o il ridimensionamento di numerosi costruttori stranieri dal mercato russo ha creato un vuoto che i canali illegali hanno rapidamente iniziato a riempire. Le auto occidentali sono diventate più rare, più costose e, proprio per questo, ancora più desiderabili.

Le organizzazioni criminali canadesi non sono nate a causa delle sanzioni: esistevano già reti capaci di rubare, falsificare documenti e movimentare merci. Le restrizioni hanno però aumentato il valore del loro business. Secondo gli investigatori, il fenomeno segue una logica precisa: qualcuno ordina un determinato  modello, la rete individua l'obiettivo e il veicolo viene fatto uscire dal Canada prima di essere immesso nel mercato nero. Le autorità stanno inoltre verificando se alcuni pickup arrivati in Russia siano stati successivamente utilizzati in contesti militari.

Un video trasmesso da una televisione controllata dal ministero della Difesa russo ha mostrato, per esempio, diversi Dodge Ram all'interno di una fabbrica di droni. Intanto Mosca potrebbe rendere il quadro ancora più favorevole ai trafficanti: il ministero dell'Interno russo ha proposto norme per consentire la registrazione di automobili rubate nei cosiddetti Paesi “ostili”, tra cui il Canada. Una misura che, se approvata, potrebbe complicare ulteriormente il contrasto internazionale. Il Canada ha intanto inasprito le pene, portandole fino a 14 anni di carcere per alcuni casi di furto d'auto.

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