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Mazda, tutte le sportive di Kenichi Yamamoto

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Dalla Cosmo fino all'ultima generazione di MX5. Vetture che hanno segnato la storia dell'automobilismo

Mazda, tutte le sportive di Kenichi Yamamoto

Mazda è famosa per molte scelte a livello di filosofie costruttive e tecnologie. Tra le tante c'è sicuramente la più cara agli appassionati di auto sportive, ovvero l'adozione del motore rotativo, ideato da Felix Wankel, che ha reso alcune auto uniche nel loro genere. Modelli da strada e anche da pista, dedicati ad alcune delle competizioni più importanti e difficili del mondo, come la leggendaria 24H di Le Mans. Vogliamo riproporvi le salienti anche in memoria di Kenichi Yamamoto, l'uomo che per la prima volta decise di impiantare un rotativo sotto al cofano di una Mazda.  

 

Eunos Cosmo IV serie
Eunos Cosmo IV serie
 
Dobbiamo infatti ringraziare Yamamoto per la Cosmo con il motore a rotori, il cui concept debuttò nel 1963 al Tokyo Motor Show, così come il Presidente Tsuneji Matsuda, con cui passò ore a illustrare la tecnologia alla base della Cosmo a clienti e appassionati, per poi girare il paese con quella stessa auto. L'evoluzione di questa vettura è arrivata fino al 1996 con l'ultima versione. Fu l'unica automobile Mazda dotata del motore Wankel a tre rotori 20B-REW e doppio turbocompressore; fu prodotta anche con il motore a due rotori 13B-REW sempre con doppio turbo. Il motore 20B-REW aveva una cilindrata di 1.962 cm³, la più elevata mai utilizzata su un Wankel, ed erogava 300 CV. era una vettura con carrozzeria 2+2 ed era dotata di numerosi e innovativi servomeccanismi. Tra questi figurava il cambio automatico a quattro rapporti a controllo elettronico.
 
rx2
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Debutto nel 1970 per lei, conosciuta anche come Mazda Capella. Si trattava di un'alternativa alla Familia e alla più grande Luce e oltre ai 1.5 e 1.6 L era spinta da anche dai 1150L Wankel nelle versioni 12A e 12B da 132 CV. Disponibile con cambio a 4/5 marce manuale, venne prodotta anche nella variante automatica a 3 rapporti. Insieme alla Ford Telstar, con cui condivideva la piattaforma, in tutto il mondo ne vennero venduto oltre 4 milioni
 

 

 

 
Nasce un anno dopo la RX2 e anche queste viene più comunemente definita come Grand Familia o 808. Si trattava di una vettura declinata nelle 3 varianti classiche di carrozzeria che adottava gli stessi motori visti fino a quel momento, rotativo compreso. All'interno del mercato orientale però Mazda battezzò i modelli provisti di Wankel con il nome Savanna. Da ricordare la vittoria al debutto nella Fuji 500 del 1971 e la vittoria nella classe turismo del GP del Giappone, dove fermò dopo 49 vittorie consecutive la Nissan Skyline.
 

 

 

 

 
Ed è con la RX7 che si comincia a fare sul serio. Di questa coupé esistono tre generazioni, la prima presentata nel 1978, solo un anno dopo la cessazione della produzione della prima vettura di serie equipaggiata da tale motore, la NSU Ro 80, e l'ultima prodotta fino al 2002. l'ultima serie montava il 13B REW (birotore a ciclo Wankel da 1.3 L) che, mediante due turbocompressori sequenziali ed intercooler aria-aria, erogava nella versione europea 239 CV a 6500 giri/min (255 CV in quella giapponese), mentre nelle versioni Type R e Type RS, in vendita per il mercato interno dal '99 al 2002, sviluppava 280 CV, dati però solo dichiarati dalla casa per un vincolo tra le case costruttrici giapponesi che imponeva di non superare quella potenza, in realtà quel motore superava alla prova dei fatti i 300 CV. Il sistema di turbine sequenziali era sofisticato per una vettura di normale produzione. Sviluppato in collaborazione con Hitachi, era composto da un gruppo di turbocompressori in blocco unico, specificatamente progettato, consistente di due turbine di ugual dimensioni HT12, gemellate nel lato caldo, azionato dai gas di scarico provenienti dai rotori.
 

 

 

 

 

 

Prodotta dal 2003 al 2011 è stata l'ultima Mazda a portare su strada un Wankel e si distingueva per la carrozzeria con numerosi elementi in alluminio e carbonio per ridurre il peso mentre il nuovo telaio ha permesso di esaltare le qualità dinamiche della vettura. La distribuzione dei pesi è pari a 50:50. Il motore è posizionato nella zona anteriore della vettura. Il nuovo propulsore aspirato denominato Renesis 13B-MSP è composto da due rotori da 654 cm³ l'uno. La versione High Power sviluppa 231 CV ed è abbinata ad un cambio manuale a 6 rapporti, mentre la versione standard sviluppa 192 CV, abbinata ad un cambio manuale a 5 rapporti o automatico a 4 o 6 rapporti. Nel mercato europeo la RX-8 venne proposta nella versione da 231 CV. In questa versione spinge senza problemi dai 1.000 a 9.000 giri permettendo una grande accelerazione e un'ottima ripresa. La velocità massima dichiarata è pari a 235 Km/h, con uno scatto sullo 0 a 100 km/h in 6,4 secondi.

Infine impossibile non menzionare la MX5, che anche se non ha mai accolto un Wankel sotto il suo cofano rimane uno dei capolavori indiscussi della casa Giapponese, immortale e praticamente immutata nel concetto dal 1989.

 
 
 

 

 

 

 

  • EpochePassate1

    Errorini al volo dal titolo:
    Le auto NON sono di Yamamoto, non direttamente quantomeno come ingegnere responsabile o ideatore.
    Al massimo alcune nel periodo in cui lui fu presidente.
    Non fu lui a decidere di mettere un rotativo sotto il cofano di una Mazda, ma direttamente il presidente Mazda nel 1951. Lui fu però uno dei 47 samurai che lo resero funzionante ed affidabile per la produzione, contrariamente a NSU.
    Onore a te Presidente, oh mio Presidente.
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