Nuovo Codice della Strada: il trucco della "finta cintura" vi costerà carissimo, ecco quanto

Nuovo Codice della Strada: il trucco della "finta cintura" vi costerà carissimo, ecco quanto
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Basta un pezzetto di plastica da due euro per zittire il cicalino dell'auto, ma l'inganno ora si paga a caro prezzo. Tra maxi multe, decurtazione dei punti e la nuova "sospensione breve", chi manomette i sistemi di sicurezza rischia di tornare a casa a piedi.
16 agosto 2026

Esiste una nicchia di mercato tanto fiorente quanto assurda, popolata da automobilisti disposti a tutto pur di non compiere un gesto che richiede esattamente due secondi: allacciarsi la cintura di sicurezza. Da anni, infatti, spopolano online e nei mercatini dei banali inserti di plastica o metallo sagomati ad arte per imitare la linguetta della cintura. Li infili nella fibbia, il sensore dell'auto si "illude" che il passeggero sia in sicurezza, la spia rossa si spegne e il fastidioso cicalino smette di suonare.

È il trionfo della furbizia spicciola, l'illusione di aver fregato il sistema. Peccato che, in caso di impatto, la fisica non si faccia ingannare da un pezzo di plastica da due euro. Ma se il buonsenso e l'istinto di sopravvivenza non bastano a fermare questa pratica autolesionista (che include anche l'abitudine di far passare il nastro dietro lo schienale), ora ci pensa il portafoglio. E, soprattutto, il nuovo Codice della Strada, che ha trasformato questa pessima abitudine in un biglietto di sola andata per il ritiro della patente.

 

Il prezzo dell'inganno: multe raddoppiate e punti azzerati

Il cicalino non è un optional fastidioso inserito per capriccio dalle case automobilistiche. Dal 2019 (per i nuovi modelli) e dal 2021 (per tutte le nuove immatricolazioni), la normativa europea lo ha reso un equipaggiamento di sicurezza obbligatorio, proprio perché i dati dimostrano che la sua presenza alza drasticamente le probabilità che gli occupanti si leghino.

Sotto il profilo sanzionatorio, il Codice della Strada italiano non fa sconti. L'articolo 172 parla chiaro: chi viaggia senza cintura va incontro a una multa che oscilla dagli 83 ai 332 euro. Se il trasgressore è colui che si trova al volante, la sanzione pecuniaria è accompagnata dal taglio di 5 punti dalla patente, una penalità che raddoppia implacabilmente per i neopatentati.

Ma c'è un dettaglio che i "furbetti" del falso aggancio ignorano clamorosamente. L'alterazione del sistema di sicurezza costituisce un'infrazione a sé stante. Il comma 11 del medesimo articolo sanziona specificamente chi ostacola o altera il normale funzionamento della cintura, prevedendo un'ulteriore multa da 41 a 167 euro. Se si viene fermati a un posto di blocco con la linguetta finta inserita e senza cintura addosso, si sta tecnicamente commettendo la violazione principale (mancato uso), aggravata dalla premeditazione di aver manomesso i sistemi di bordo.

 

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La trappola della "sospensione breve": si torna a casa a piedi

La vera mazzata, però, è arrivata recentemente con l'entrata in vigore della Legge 177 del 2024, la riforma che ha introdotto il nuovo Codice della Strada. Il legislatore ha inserito una norma, l'articolo 218-ter, che introduce il concetto di "sospensione breve" della patente.

Il meccanismo è una vera e propria tagliola per chi ha già un saldo punti non ottimale. Se venite fermati per il mancato uso o l'alterazione delle cinture e la vostra patente ha meno di 20 punti residui, la sospensione scatta in automatico, direttamente sul posto e senza dover attendere i biblici tempi della Prefettura. Nello specifico, chi ha tra i 10 e i 19 punti si vede ritirare il documento per 7 giorni. Chi è sotto la soglia dei 10 punti, saluta la patente per 15 giorni. Tempi che raddoppiano matematicamente se dalla vostra condotta è scaturito un incidente, foss'anche una semplice uscita di strada in solitaria.

A tutto questo si aggiunge la ghigliottina della recidiva: due infrazioni di questo tipo nell'arco di un biennio portano alla sospensione del documento di guida da 15 giorni a due mesi.

 

Il conducente è il capitano della nave

A peggiorare il quadro c'è la responsabilità civile e penale. Molti guidatori sono convinti che, se un passeggero maggiorenne si rifiuta di allacciare la cintura, la colpa (e la multa) ricada esclusivamente su quest'ultimo. Vero per quanto riguarda la sanzione amministrativa, ma falso sotto il profilo giudiziario.

La Corte di Cassazione, con la recente e pesantissima sentenza n. 46566 del dicembre 2024, ha ribadito un concetto granitico: chi è al volante è responsabile della sicurezza di chi è a bordo. In caso di incidente con lesioni o decesso di un passeggero, il guidatore non può semplicemente difendersi dicendo "il cicalino non suonava, pensavo fosse legato". Il conducente ha l'obbligo di accertarsi personalmente che tutti gli occupanti abbiano le cinture allacciate prima di accendere il motore.

 

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