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Pagani Huayra Roadster: all'asta una delle 100 supercar prodotte

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Aggiudicata per oltre i due milioni di euro, è la numero 42 delle 100 realizzate da Horacio Pagani

Quando si parla di supercar esclusive, il nome di Horacio Pagani è impossibile che non venga alla mente. L’imprenditore italo argentino ha iniziato la propria carriera nel campo dell’automobilismo passando prima dal team Renault di Formula 1, per poi, a metà anni ’80, finire in Lamborghini, dove è diventato capo ingegnere.

Dopo qualche anno, a quarant’anni, non contento dei pochi investimenti fatti sull’impiego della fibra di carbonio da parte di Lamborghini, ha lasciato l’azienda di Sant’Agata, aprendo una società di consulenza il cui maggiore focus era proprio l’impego di materiali avanzati e proprio Lamborghini si avvalse della sua consulenza.

L’idea di fornire i propri servizi a terzi, però, non lo convinceva e così, anche grazie alla fornitura dei propulsori V12 di derivazione AMG, nel 1999 vede la luce al salone di Ginevra la Pagani Zonda C12.

Ovviamente il successo è stato immediato e gli aggiornamenti del modello si sono susseguiti negli anni fino al 2011 quando è stata presentata la Huayra, un altro bolide con motore V12 AMG realizzato appositamente per Pagani e capace di sprigionare 700 Cv, tenuti a bada, tra le altre cose da un’inedita aerodinamica attiva controllata dall’ABS e da un sistema ECU. L’auto riusciva a raggiungere una velocità massima di 386 km/h, con la frenata gestita da un sopraffino impianto frenante carboceramico realizzato da Brembo.

 

 

Negli anni Horacio Pagani ha intuito che il mercato stava premiando le supercar a cielo aperto e così, sempre a Ginevra, ha svelato la versione roadster che, grazie ad uno scrupolosissimo uso di fibra di carbonio e titanio ha fatto scendere l’ago della bilancia di quasi 80 kg rispetto alla versione chiusa. Anche il motore è stato ritoccato, così da permettere un incremento di potenza di 50 CV, arrivando a quota 750.

RM Sotheby’s ha messo all’incanto una delle 100 Huayra roadster realizzate e, in questo caso, il motore da 6.0 litri, dotato di doppia turbina è incorniciato all’interno di una carrozzeria in tinta Blue TriColore, ovviamente realizzata con la fibra di carbonio a vista e dettagli argentati.

Per quanto riguarda gli interni, invece, i sedili a guscio e i dettagli della plancia abbinano pelle color panna alternata a inserti tabacco, mentre i pannelli delle portiere, il guscio dei sedili, il tunnel centrale e tantissimi altri componenti sono realizzati in fibra di carbonio.

Quasi inutile dire il prezzo a cui è stata battuta sia stato davvero elevato, parlaiamo di due milioni e 370.000 dollari, poco meno rispetto rispetto alla stima.

 

 

Photo credits: RM Sotheby's

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