Parasole per auto: lo monti nel modo giusto? L'errore che trasforma l'abitacolo in un forno

Parasole per auto: lo monti nel modo giusto? L'errore che trasforma l'abitacolo in un forno
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La maggior parte degli automobilisti sbaglia il verso del parasole o tenta di posizionarlo all'esterno, ottenendo l'effetto contrario rispetto a quello desiderato.
8 agosto 2026

Con l'arrivo delle ondate di calore estive, l'abitacolo della nostra automobile si trasforma rapidamente in una trappola rovente. Per cercare di arginare il problema e non ustionarsi al rientro in auto, il parasole da parabrezza rappresenta da decenni la soluzione più rapida ed economica.

Eppure, un gesto apparentemente banale come la sua installazione nasconde delle insidie inaspettate che rischiano di sortire l'effetto esattamente opposto a quello desiderato. A smascherare le cattive abitudini degli automobilisti è intervenuto Juan José Ebenezer, un noto meccanico spagnolo diventato celebre sui social network per i suoi segreti sulla manutenzione dei veicoli.

Il principale errore commesso quotidianamente da milioni di guidatori riguarda l'orientamento stesso del pannello: la tendenza comune è quella di rivolgere la parte decorata, colorata o con i loghi verso l'esterno, semplicemente per una questione di gradevolezza visiva. Si tratta, in realtà, di un gravissimo passo falso.

Il design di questo accessorio prevede infatti che la superficie brillante, lucida o argentata sia sempre quella esposta direttamente ai raggi solari, e dunque rivolta verso il vetro. Questo strato è stato concepito appositamente con materiali riflettenti per respingere le radiazioni e bloccare l'assorbimento termico prima che invada l'abitacolo. Mostrare ai passanti il lato con i disegni o le scritte significa, di fatto, annullare l'effetto a specchio del dispositivo.

Il risultato? Il materiale assorbe il calore e fa innalzare drasticamente le temperature interne. Una dinamica fisica che, come ricorda lo stesso Ebenezer, trova ampie conferme negli studi scientifici sull'irraggiamento.

 

Perché non va mai incastrato sotto i tergicristalli

C'è poi un secondo, frequentissimo abbaglio da cui i professionisti dei motori mettono in guardia: il tentativo di posizionare il parasole all'esterno della vettura, magari bloccandolo alla meno peggio sotto le spazzole dei tergicristalli. Sebbene possa sembrare un modo astuto per fermare i raggi prima ancora che tocchino il vetro, l'utilizzo esterno di un parasole concepito per gli interni è una pratica da bandire.

Le raffiche di vento possono infatti spostarlo con grande facilità o farlo volare via, mentre un improvviso temporale estivo finirebbe per infradiciare e distruggere irrimediabilmente il materiale di cui è composto. Da non sottovalutare, inoltre, il concreto rischio di danneggiare la vettura: lo sfregamento continuo del pannello mosso dall'aria rischia di graffiare il parabrezza o rovinare la vernice della carrozzeria circostante. Senza contare, in ultima istanza, che un accessorio lasciato in bella vista all'esterno senza protezioni diventa una facilissima preda per i furti.

La regola d'oro per mantenere l'auto al riparo dai danni del sole rimane dunque una sola: montaggio rigorosamente interno, finestrini ben chiusi e lato argentato sempre a fronteggiare i raggi solari.

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