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Polestar amplia la famiglia 4 con una nuova versione SUV che punta tutto sulla versatilità senza rinunciare alle prestazioni. La novità si chiama semplicemente Polestar 4 SUV e porta con sé più spazio, un bagagliaio più capiente e una carrozzeria più tradizionale rispetto alla 4 Coupé.
Ma c'è un dettaglio che, più di tutti gli altri, merita attenzione: il lunotto posteriore è tornato.
Sì, perché sulla Polestar 4 Coupé il vetro posteriore era stato eliminato, lasciando il compito di fornire la visuale alle spalle dell'auto a una telecamera e a uno specchietto retrovisore digitale. Una soluzione tecnologicamente interessante, ma che aveva fatto discutere parecchio. Ora Polestar sembra aver deciso che, a volte, anche la tecnologia può arrendersi alla vecchia e cara finestra.
La nuova Polestar 4 SUV mantiene l'impostazione stilistica della Coupé, compresi i gruppi ottici anteriori a doppia lama e l'impostazione minimalista degli interni, ma cambia radicalmente nella parte posteriore.
Il tetto è più lineare, il portellone è più verticale e sul tetto compaiono le barre longitudinali, capaci di sostenere fino a 100 kg di carico dinamico. Una configurazione pensata per rendere la 4 più utilizzabile tutti i giorni, senza trasformarla in un SUV tradizionale.
La modifica porta anche qualche vantaggio per i passeggeri posteriori: lo spazio per la testa aumenta di 2,5 centimetri. Il nuovo tetto panoramico in vetro, inoltre, è di serie e si estende lungo tutta la superficie superiore dell'auto.
E poi c'è il bagagliaio. La capacità arriva a 530 litri fino agli schienali e a 655 litri considerando lo spazio fino al tetto. Abbattendo i sedili posteriori, si raggiungono 1.665 litri. La capacità complessiva, considerando anche il vano anteriore, arriva a 1.680 litri.
Il vero cambiamento, però, è quello che non si misura in litri.
La Polestar 4 SUV reintroduce il lunotto posteriore e uno specchietto retrovisore tradizionale di serie. Chi preferisce la soluzione tecnologica della Coupé può comunque ordinare lo specchietto digitale, utile soprattutto quando il vano di carico è pieno.
Una scelta che fa sorridere: dopo aver eliminato il lunotto per affidarsi a una telecamera, Polestar torna sui propri passi proprio con la versione più pratica della 4. Evidentemente, per quanto possa essere intelligente, una telecamera non riesce sempre a convincere tutti che guardare fuori da un vetro sia un'idea così antiquata.
La Polestar 4 SUV utilizza la piattaforma SEA ed è proposta con due motorizzazioni: la Rear Motor da 200 kW (272 CV) e 343 Nm, capace di accelerare da 0 a 100 km/h in 7,3 secondi e percorrere fino a 630 km WLTP, e la Dual Motor da 400 kW, che raggiunge 600 km di autonomia.
Entrambe montano una batteria da 100 kWh, con ricarica fino a 200 kW in DC e 22 kW in AC. Per chi cerca maggiore sportività è disponibile il Performance Pack, con ammortizzatori attivi ZF, freni Brembo, cerchi da 22 pollici e pneumatici Pirelli P Zero. La dotazione tecnologica comprende inoltre la funzione V2L, che consente di alimentare dispositivi esterni fino a 3,3 kW, e la nuova Camping Mode, mentre l'integrazione di Google Gemini porta a bordo comandi vocali più evoluti, conversazioni contestuali, pianificazione dei viaggi e traduzioni in tempo reale.
La produzione della Polestar 4 SUV è già iniziata nello stabilimento di Busan, in Corea del Sud, e le prime consegne sono previste nel quarto trimestre del 2026.
Il listino parte da 55.900 euro per la versione Rear Motor, mentre la Dual Motor costa almeno 62.900 euro. Per la Polestar 4 SUV con Performance Pack servono invece 73.900 euro.
Insomma, la nuova 4 SUV aggiunge spazio, praticità, autonomia e tecnologia. Ma soprattutto aggiunge una cosa che sulla Coupé mancava: un buco nel posto giusto. Il lunotto è tornato. E, almeno per questa volta, la telecamera posteriore può tornare a fare semplicemente la telecamera posteriore.