Ricaricare bene, non solo ricaricare in fretta: Plenitude e Pininfarina ripensano gli spazi della mobilità elettrica

Ricaricare bene, non solo ricaricare in fretta: Plenitude e Pininfarina ripensano gli spazi della mobilità elettrica
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La sosta per la ricarica è ancora spesso vissuta come un'interruzione del viaggio e, proprio per questo, Plenitude e Pininfarina hanno deciso di cambiare prospettiva: non più semplici colonnine, ma aree progettate con attenzione al design, all'ergonomia e all'esperienza dell'utente. Una partnership che racconta come le infrastrutture di ricarica stiano diventando, a tutti gli effetti, parte del paesaggio urbano
30 marzo 2026

C'è un momento preciso in cui l'auto elettrica smette di essere una promessa e diventa un'abitudine. Non è quando la compri, né quando la guidi per la prima volta. È quando ti fermi a ricaricarla per la seconda o la terza volta, quasi senza pensarci. È lì che la mobilità elettrica diventa davvero quotidiana.

Ma quel momento di sosta - venti minuti, mezz'ora, a volte di più - racconta ancora una storia incompleta. Le infrastrutture di ricarica, nella maggior parte dei casi, sono ancora pensate come strumenti tecnici: efficienti, visibili, funzionali, ma a volte ancora un po’ lontane dall'idea che quel tempo potrebbe diventare qualcosa di diverso da un'attesa

Dal rifornimento alla sosta: un cambio di paradigma

Con la diffusione crescente dei veicoli elettrici, il tema dell'infrastruttura di ricarica si sta spostando dal piano puramente tecnico a quello dell'esperienza. Non si tratta più soltanto di quanti kilowatt eroga una colonnina, ma di come è fatta, dove si trova, come si integra nel contesto urbano o extraurbano in cui è inserita, e cosa offre all'e-driver mentre aspetta.

È una trasformazione silenziosa ma significativa, le aree di ricarica stanno cominciando a somigliare sempre di più a piccoli hub di mobilità: punti riconoscibili, progettati con attenzione ai materiali, all'ergonomia, alla relazione con lo spazio circostante. La direzione è chiara: la sosta non è un problema da minimizzare, ma un'opportunità da progettare.

In questo senso, quello che sta succedendo nel mondo della ricarica non è poi così diverso da quello che è già successo in altri ambiti del design urbano. Le pensiline degli autobus, le stazioni della metropolitana, i punti di bike sharing: tutti luoghi che un tempo erano pensati esclusivamente in chiave funzionale e che nel tempo sono diventati oggetto di attenzione progettuale, perché si è capito che la qualità dello spazio influisce sull'esperienza e, in ultima analisi, sull'adozione del servizio.

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Plenitude e Pininfarina: quando il design incontra la ricarica

È in questo contesto che si inserisce la partnership annunciata a inizio marzo tra Plenitude, attraverso la sua controllata Plenitude On The Road, e Pininfarina. L'accordo prevede la progettazione e lo sviluppo di un nuovo design per le aree di ricarica di Plenitude: stazioni concepite come spazi distintivi e riconoscibili, capaci di adattarsi a contesti diversi - urbani o periferici, autostradali o residenziali - mantenendo una coerenza estetica e funzionale.

La casa di design di Cambiano, fondata nel 1930 e da quasi un secolo sinonimo di stile automobilistico italiano nel mondo, porta in questa collaborazione le sue competenze in architettura, ergonomia, qualità dei materiali e integrazione ambientale. Un approccio multidisciplinare che, applicato alle infrastrutture di ricarica, punta a trasformare la colonnina da elemento neutro a elemento caratterizzante del paesaggio urbano.

Paolo Martini, Head of E-Mobility Recharge Solutions di Plenitude e AD di Plenitude On The Road, ha inquadrato l'accordo come un tentativo di cambiare il modo in cui le persone vivono i luoghi della ricarica, puntando su servizi sempre più personalizzati e adattabili. Paolo Dellachà, AD di Pininfarina, ha sottolineato la volontà di trasformare le aree di ricarica in spazi accoglienti e integrati nel territorio, nella convinzione che il design possa essere un acceleratore concreto del cambiamento.

La partnership non è solo progettuale: include anche l'installazione di quattro punti di ricarica Plenitude On The Road presso la sede di Pininfarina a Cambiano, in provincia di Torino. Due colonnine a corrente alternata (AC) fino a 22 kW e due a corrente continua (DC) fino a 50 kW, che serviranno concretamente il sito e si inseriscono nel percorso di evoluzione ESG della design house.

Perché questa collaborazione conta

Al di là dell'annuncio in sé, questa partnership segnala qualcosa di più strutturale: la consapevolezza, da parte degli operatori del settore, che la qualità dell'esperienza di ricarica è diventata una variabile competitiva. In un mercato in cui la differenziazione tecnica tra le diverse realtà tende ad assottigliarsi - le colonnine fast e ultrafast si moltiplicano, i protocolli si standardizzano - il design e l'esperienza diventano elementi di distinzione.

Non è un caso che a muoversi in questa direzione sia proprio Plenitude, che con 23.000 punti di ricarica ha già una rete di dimensioni significative e che ora punta a caratterizzarla anche dal punto di vista visivo e esperienziale. E non è un caso che il partner scelto sia Pininfarina: un nome capace di comunicare qualità e italianità in modo immediato, con una storia nel design che va ben oltre l'estetica della carrozzeria di un’automobile.

Il progetto è in fase di sviluppo. Ma la direzione è tracciata: le infrastrutture di ricarica stanno crescendo e con esse cresce anche l'attenzione a come le viviamo. Perché fermarsi a ricaricare, nel tempo, dovrà sembrare sempre meno un'interruzione e sempre più una parte naturale del viaggio.

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