Scania, i camion elettrici da 130 tonnellate lavorano a 1.200 metri sottoterra

Scania, i camion elettrici da 130 tonnellate lavorano a 1.200 metri sottoterra
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Due enormi camion elettrici Scania da 130 tonnellate sono entrati in servizio nella miniera di ferro di Malmberget, in Svezia, a oltre 1.200 metri di profondità. Batterie da 624 kWh, fino a sette ore di autonomia e ricarica a 375 kW dimostrano come l'elettrificazione possa trovare applicazioni anche nel trasporto pesante estremo.
28 agosto 2026

L'elettrificazione dei mezzi pesanti arriva in uno degli ambienti più impegnativi possibili. La società mineraria svedese LKAB ha infatti messo in servizio due camion da trasporto completamente elettrici nella miniera di ferro di Malmberget, nel nord della Svezia.

I due veicoli Scania hanno una massa complessiva a pieno carico di circa 130 tonnellate e operano a oltre 1.200 metri sotto la superficie, quasi un miglio di profondità. Nel corso di una giornata possono trasportare complessivamente oltre 3.200 tonnellate di minerale di ferro.

Si tratta di mezzi 6x4 sviluppati specificamente per il lavoro in miniera, con una batteria agli ioni di litio da 624 kWh. Secondo Scania, nelle condizioni ideali possono lavorare per circa sette ore con una singola ricarica.

Gli Scania elettrici si ricaricano in circa 80 minuti
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Sottoterra le batterie trovano condizioni ideali

Paradossalmente, l'ambiente sotterraneo sembra offrire condizioni particolarmente favorevoli alla tecnologia elettrica. La temperatura nella miniera rimane infatti costante tra 12 e 15 °C, un intervallo ideale per il funzionamento delle batterie.

“L'ambiente è buio, ma è ideale per i veicoli elettrici”, spiega Pär Sundqvist, ingegnere di LKAB responsabile dell'elettrificazione. A questo si aggiungono strade in buone condizioni e percorsi relativamente prevedibili, elementi che rendono più semplice gestire consumi e autonomia.

Per ricaricare i camion viene utilizzato un sistema CCS con potenza fino a 375 kW. Una ricarica completa, sufficiente per affrontare un intero turno di lavoro, richiede circa 80 minuti.

La soluzione è particolarmente interessante perché dimostra come l'elettrico possa essere utilizzato in applicazioni industriali dove massa, carichi e condizioni operative sono decisamente impegnativi.

Un'elettrica diversa dai camion stradali

Dal punto di vista tecnico, i camion Scania destinati a LKAB adottano un'impostazione differente rispetto a quella dei più recenti truck elettrici stradali. Non utilizzano infatti un e-axle integrato, ma un'architettura con motore elettrico centrale, cambio automatizzato e assali motori convenzionali.

La trasmissione è stata adattata per offrire un'elevata coppia alle ruote, indispensabile per muovere carichi di queste dimensioni sulle pendenze e sulle superfici della miniera.

I mezzi sono stati sviluppati e modificati da Scania insieme a LKAB proprio per rispondere alle esigenze dell'impiego sotterraneo. La collaborazione ha portato alla realizzazione di veicoli fortemente personalizzati rispetto ai camion della gamma stradale.

LKAB punta all'elettrificazione

L'operazione rientra in un progetto più ampio di elettrificazione delle attività minerarie. LKAB ha fissato l'obiettivo di portare al 30% la quota di mezzi elettrici della propria flotta entro il 2027.

In questo contesto, i due Scania rappresentano un banco di prova significativo: lavorare in un ambiente chiuso e sotterraneo permette infatti di sfruttare alcuni dei vantaggi più evidenti della propulsione elettrica, come la riduzione delle emissioni locali, il minor rumore e una gestione più efficiente del mezzo.

Il settore minerario si conferma così uno degli ambiti in cui l'elettrificazione dei veicoli pesanti può trovare applicazioni concrete, soprattutto quando i percorsi sono controllati, le condizioni operative sono prevedibili e la ricarica può essere organizzata direttamente sul luogo di lavoro.

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