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Il Cybercab di Tesla è finalmente arrivato sulle strade di Austin, ma il debutto operativo del robotaxi è stato accompagnato quasi immediatamente da un ostacolo tutt'altro che secondario. La National Highway Traffic Safety Administration (NHTSA) ha infatti aperto un'indagine poche ore dopo l'avvio delle prime operazioni del nuovo veicolo autonomo, che a differenza delle Tesla tradizionali è privo di volante e pedali.
Il debutto rappresenta un passaggio importante per Tesla, che da anni lega una parte consistente delle proprie prospettive alla guida autonoma, alla robotica e all'intelligenza artificiale. Tuttavia, almeno per il momento, il Cybercab è ancora lontano dai numeri raggiunti da operatori come Waymo.
Secondo i dati del registro dei veicoli automatizzati del Texas, Tesla ha registrato 45 Cybercab nello Stato. Un numero ancora molto limitato se confrontato con una vera flotta robotaxi operativa su larga scala.
L'evento organizzato ad Austin non ha avuto l'atmosfera quasi da festival che aveva caratterizzato alcune delle precedenti presentazioni Tesla. Un dettaglio che non è passato inosservato, soprattutto considerando l'importanza attribuita dall'azienda al Cybercab.
A rendere il debutto ancora più particolare è stata l'assenza di Elon Musk. Il CEO di Tesla non ha partecipato all'evento, nonostante abbia più volte indicato robotica, intelligenza artificiale e guida autonoma come elementi fondamentali per il futuro dell'azienda.
Anche Wall Street non sembra aver accolto l'appuntamento con particolare entusiasmo. Al di là dell'impatto mediatico della presentazione, però, il vero banco di prova per Tesla sarà un altro: dimostrare che il Cybercab può funzionare in modo sicuro, affidabile e su larga scala.
Una dimostrazione pubblica, per quanto spettacolare, dice infatti relativamente poco sulla capacità di gestire migliaia di corse quotidiane in condizioni reali.
Il Cybercab introduce una caratteristica che lo distingue immediatamente dalle normali automobili: non ha volante né pedali.
Proprio questa configurazione è finita al centro dell'attenzione della NHTSA. Le attuali normative federali statunitensi sulla sicurezza dei veicoli prevedono infatti la presenza di comandi manuali come il pedale del freno.
Il quadro normativo è però in evoluzione. Il Dipartimento dei Trasporti statunitense ha recentemente proposto di eliminare alcuni di questi requisiti per i veicoli progettati specificamente per funzionare senza conducente.
Tesla ha comunque scelto di procedere attraverso la self-certification, il meccanismo normalmente utilizzato dai costruttori automobilistici statunitensi per dichiarare la conformità dei propri veicoli alle norme vigenti.
La NHTSA ha quindi aperto un'indagine per verificare la situazione del Cybercab.
L'apertura dell'indagine non equivale automaticamente a un blocco definitivo delle operazioni. Tesla potrebbe infatti continuare a utilizzare i veicoli mentre le autorità esaminano la conformità del Cybercab.
La questione è però significativa perché mette in evidenza uno dei problemi che accompagnano lo sviluppo dei robotaxi: la tecnologia, ancora una volta, procede più velocemente delle normative.
Un'auto progettata fin dall'origine per non avere un conducente umano presenta infatti caratteristiche molto diverse da quelle di un'automobile tradizionale. Il problema è capire come inserire questi veicoli all'interno di norme nate in un'epoca in cui a bordo era sempre previsto un essere umano capace di intervenire direttamente sui comandi.
L'intervento della NHTSA non è comunque senza precedenti e non significa, di per sé, che il progetto Cybercab sia destinato a fermarsi.
Il debutto di Austin non permette ancora di stabilire se Tesla riuscirà a mantenere le promesse fatte negli ultimi anni sulla guida autonoma. L'assenza di un volante e dei pedali rende il Cybercab uno dei progetti più radicali mai portati avanti dall'azienda, ma proprio questa caratteristica lo mette anche di fronte a nuove sfide normative.
L'indagine della NHTSA arriva quindi in un momento delicato. Tesla deve dimostrare non soltanto che il Cybercab può guidare senza un essere umano al volante, ma anche che questo modello può essere certificato, utilizzato e prodotto in quantità sufficienti per creare un vero servizio di trasporto autonomo.
Le prime auto sono già in strada. Ora comincia la parte più difficile: trasformare una tecnologia presentata come il futuro della mobilità in un servizio quotidiano, sicuro e realmente scalabile.