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Alghero, 4 Ottobre. Campione del Mondo! Elfyn Evans è Campione del Mondo. Insieme a Scott Martin, s’intenda, sulla Toyota Yaris Rally1 imbattibile, s’intende. Ma un finale come questo non l’ho mai visto, mai sentito così forte. Pochi metri ancora, il traguardo lì, a due curve dalla fine è la fine del mondo, tutto si rovescia in un istante. Oliver Solberg ha tutto nelle sue mani, da terzo a primo, da perdente a dominatore, persino un record inedito a portata di mano, essere l’unico Campione del Mondo figlio di Campione del Mondo. Ma basta un’uscita di strada, basta finire sulla spiaggia dell’Argentiera, e cambia tutto di nuovo, per l’ennesima volta in questo Sardegna di magia e sortilegio, di benedizione e dannazione. Elfyn Rhys Evans, 28 dicembre 1988, gallese purosangue. A tempo pieno nel Campionato del Mondo dal 2014, con M-Sport Ford e quindi con Toyota Gazoo Racing dal 2020. Elfyn è stato vicecampione Piloti nel 2020, 2021, 2023, 2024 e 2025. È figlio di Gwyndaf Evans, asso del Campionato Britannico di Rally 1996 ed ex pilota WRC. Casco appeso al chiodo, Gwyndaf è diventato il "main sponsor" del figlio via la concessionaria Ford di famiglia, Gwyndaf Evans Motors, a Dolgellau, però fondata dal bisnonno a Dinas Mawddwy.
Evans ha iniziato da professionista nel 2007 guidando una Ford Fiesta Gruppo N e ha subito partecipato al Rally Gran Bretagna di quell'anno, a casa, in Galles. A spanne, 70 Rally di Mondiale, 13 vittorie. 50 podi, quasi 230 speciali vinte (e anche una ventina di ritiri). Questo dal Galles del 2007 all'Italia Sardegna di oggi. A parte la prima vittoria, arrivata dieci anni dopo il debutto, quando è stato "navigato" da Daniel Barrit, poi sempre Scott Martin al suo fianco, a partire dal successo del 2010 in Svezia. Dal 2020, quando passa tra le file del Toypta Gazoo Racing, è una lunga parabola di crescita e di... frustrazioni. Ben cinque volte secondo a fine Campionato, le ultime tre consecutivamente. Fino a ieri. Oggi Elfyn Evans, terzo inglese, è Campione del Mondo, con Toyota! È il 23mo nome di una lista stilata dal 1977 e che inizia con il nome di Sandro Munari e di Lancia.
Quest'anno Evans ha vinto in Svezia e Giappone, ed è andato a podio al Monte-Carlo, Canarie, Portogallo, Finlandia, ed è l'unico Pilota della terna di finalissima in Sardegna a non aver "collezionato" neanche uno zero durante la stagione. A Solberg 3 vittorie, a Pajari 3, Evans solo 2, ma una grande dote maturata nell’ultimo anno, la migliore, evidentemente la più redditizia: la regolarità di rendimento.
La cronaca dell’ultimo giorno dell’ultimo Rally è un dettaglio… enorme, la sequenza fotografica che condensa una storia appassionante lunga un’intera stagione da cardiopalmo. 4 prove speciali, ovvero due per due volte. “Osilo-Tergu”, 23,71 chilometri, “Sassari-Argentiera”, 7,10 chilometri, al secondo giro un vero e proprio podio naturale per incoronare il Re della stagione che proprio lì finisce. Impressionante cornice di pubblico, che ha avuto iul privilegio di vedere molto, quasi tutto, con un colpo d’occhio eccezionale con lo sfondo del mare della Sardegna. Solberg, Pajari, Fourmaux nella prima, Neuville, Katsuta e Evans nella “prova “generale”. A meno di un colpo di scena non c’è possibilità di “rimpasto”, i distacchi sono netti, Evans controlla il “suo” Mondiale dalle retrovie del quintetto di testa. Ma non sarà scritto così l'epologo.
Seconda Osilo-Targu. Pajari ci prova e mette in fila Ogier e Solberg. Un brivido: Evans fora (accidenti, queste Hankook, possibile che non si possa lasciare in pace nemmeno l’ultimo sospiro di Campionato?). Due minuti per cambiare, e tutto viene sospeso a un filo sottilissimo. Se na va la possibilità di raccogliere punti Super Domenica, diventa necessario, indispensabile attaccare i 5 punti Power Stage. Insomma, la difesa di quel quinto posto che per quanto anonimo era il primo obiettivo per aspirare al più bel risultato della carriera, diventa difficile, forse impossibile perché impone un cambio drastico di strategia. La battaglia è aperta, ancora apertissima.
E finalmente, alle 14:15, scatta l’ora X. Sassari-Argentiera. È la prova finale, la “giuria” del Campionato che va in consiglio e si riunisce al tribunale dell’Argentiera. Pista di sabbia, granito e tufo, roccia per chi sbaglia, è la “Speciale teorica ideale” disegnata e tagliata dagli organizzatori, da Tiziano Siviero, per l’epilogo dei Rally Italia Sardegna edizioni dell’Ovest, Alghero al centro. 35 punti in palio, i 25 del Rally, più gli altri 10 di bonus Super Sunday e Power Stage. Neuville diventa “benchmark”, Evans è più lento, troppo, terzo tempo alle spalle anche di Pajari. Tocca al figlio di “Hollywood”, che si tiene in disparte la testa tra le mani. Parte Oliver Solberg, il Rally e il Mondiale sono nelle sue mani. Primo intertempo: è davanti. Secondo intertempo, davanti ancora, ultimo intertempo, per tutti è fatta. Evans è all’arrivo, quei sette minuti che ti consumano perché sai che non puoi più fare molto e, nel momento cruciale, non hai fatto abbastanza, perché il ragazzino sta venendo giù come un missile. Ma come una valanga Oliver perde il controllo, il contatto con la traiettoria e scende per gravità carambolando sulla tangente fuori pista verso la spiaggia. Finita! Il Rally è vinto lo stesso, il sogno di padre e figlio spezzati in un attimo drammatico, indimenticabile, forse traumatico. Jari-Matti Latvala è il primo a tentare di consolare Oliver, Petter saltella zoppicando verso il traguardo come un animale ferito, o impazzito. Evans ha vinto il Mondiale, l’ha pienamente meritato, ma non riesce ad essere felice come, appunto, merita.
Neuville ha vinto l’ultima Speciale (o ultimo Power Stage) del Mondiale 2026, Sami Pajari si è aggiudicato l’ultima Super Domenica, Oliver Solberg l’ultimo Rally prima che, l’anno prossimo, cambino molte cose. Soprattutto e infine, Elfyn Evans è finalmente diventato Campione del Mondo! Tutto questo accade il 4 Ottobre 2026, un giorno in cui l’incantesimo “contagioso” è la Sardegna.
© Immagini. Toyota TGR, Red Bull Content Pool, Hyundai Motorsport, Ford M-Sport, WRC.com, Lancia Corse