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Alghero, 1 Ottobre. Impossibile scorrere lungo la 127bis in direzione Olmedo Monte Baranta (e tornare da lì il mattino). Impossibile scorrere la 31bis in direzione di Ittiri (e tonare da lì) il pomeriggio. Google Maps dovrebbe istituire un colore viola per la super densità di traffico di passione, quello che ha sciamato sulle direttrici del primo giorno del Rally Italia Sardegna 2026. Difficile, ma affascinante come non mai, districarsi tra le vie e il lungomare di Alghero teatro di un Service Park impareggiabile, tutto il giorno e ancora prima di giorno mentre ancora la Banchina Millelire viene “arredata” per la grande occasione. L’Alquer accoglie un festa incredibile, non solo del Rally, non solo certamente dell’Isola ma altrettanto certamente per l’Isola.
In un colpo solo va in scena un caleidoscopio concentrico di evento e eventi collaterali, di attività e di aspettative. Alghero è il centro del Mondo. è l'Opera di ACI Sassari, di Tiziano Siviero, di una forza imbattibile. È l’ultimo Rally del Campionato del Mondo World Rally Car, dopo la cancellazione extra sensata dell’Arabia Saudita dal calendario. Di conseguenza è l’ultimo Rally di Mondiale dell’anno. È l’ultimo Rally della storia regolamentare partita con le Plus di dieci anni fa, poi “mod” 5 anni fa con la gag delle ibride e infine risvegliato nel 22 dopo la parentesi comica. E Alghero è il giorno del ritorno ufficiale di Ford l’anno prossimo (che poi vdrai cambierà non mlto, ma l’evento è tale). Adesso siamo alle porte del nuovo regolamento, una “garanzia” per i prossimi dieci anni basata su qualcosa che a me pare particolarmente incerto. C’è poi, e infine, il thriller dell’ipotesi ultima edizione in Sardegna, che sarebbe come scacciare tutti i santi dal Paradiso, ma su questo si tornerà sopra chissà quante volte. Godiamoci il RS26, quindi e comunque un Rally Italia Sardegna punto cospicuo della storia e del rokanzo WRC.
Mattina, pomeriggio e serata affollati di avvenimenti, società, sport, gusto, estetica e tradizione intrecciano le migliori intenzioni di un colossale show, dentro e fuori i bastoni della Città catalana è una festa indimenticabile da subito. Shakedown al mattino, corto, come al solito. Me bello, il tracciato oltre Olmedo ha pure il suo fascino particolare. Si dirà che è strano che a staccare il miglior tempo dell’”ultimo test” sia Thierry Neuville, i dico che lo è un po’ menop da quando a Alzenau lavora il nostro amico Massimo Carriero. Niente di strano, invece, che Oliver Solberg ci abbia dato dentro. Il figlio di “Hollywood” ha ben poco da fare in quanto a strategia, li “errori di gioventù” della stagione in corso, e in dirittiura d’arrivo gli impongono di attaccare come se non ci fosse… anche il terzo posto di Katsuta non sorprende, in fondo il giapponese è una delle rivelazioni della stagione.
Pomeriggio, Ittiri Arena Show. È la prima speciale dell’ultimo Rally dell’anno. È il Maracanã sardo del WRC. 2.500 spettatori “assimilati” alle tribune naturali, un crescendo di competizione, esempio e spattacolo che travolge. Sfilano i già Campioni del Mondo, Matteo Fontana, Robert Virves, Toyota, Lancia, è un tappeto rosso di gloria, poi gli dei del controsterzo sulla terra magica dell’Isola. Sì, dai, non è che dal punto di vista agonistico voglia dire molto, sono solo due chilometri, duecento metri, due minuti di arrembaggio uno contro uno. Ma proprio in questa formula spettacolare si possono intravedere alcuni motivi-indizio che fanno pensare. Pubblico scatenato quando si “scontrano” Ogier e Neuville, gli ultimi ex Campioni. Il recordman ricorda all’avversario più volte polverizzato che, in fondo, può tutt’ora sussistere una gerarchia. Che Solberg si ripeta al limite del… limitatore e stacchi il miglior tempo non è una notizia, c’era da aspettarselo. Ed ecco Evans contro Pajari. Verosimilmente, se ci sarà una guerra, è tra loro due. Ecco, un sereno, attento Elfyn regola l’arrembante finlandese. Entrambi in “epoche” diverse hanno già imparato a vincere, ora uno solo dei due, sempre verosimilmente, capirà cosa vuol dire diventare Campione del Mondo.
Mi leggo qualche pagina dell’ultimo libro di Marco Giordo (poi ve lo racconto), una miniera di ricordi, riascolto l’intervista a Edoardo di Lauro, il General Advisor del Rally Italia Sardegna che ci chiarisce in magnifica sintesi cosa vuol dire tutto questo, scorro impaziente le pagine e le mappe del programma, consulto l’”Almanacco Bellini” per lo storico, non sto nella pelle. Venerdì, è tosta, è battaglia, è tensione agonistica che andrà a fondo scala.
Il “piano di volo” di venerdì. 119,66 i chilometri cronometrati, due passaggi delle tre speciali in programma. “Tula-Erula”, 18,77 km, “Su Filigosu-Lerno” di 17,83 km e “Monti di Alà-Sa Conchedda-Lerno”, lunga 23,23 km con avvio nella spettacolare Arena di Alà dei Sardi. Fate voi!
© Immagini. Toyota TGR, Red Bull Content Pool, Hyundai Motorsport, Ford M-Sport, WRC.com, Lancia Corse
RALLY ITALIA SARDEGNA DOPO SS1: 1. SOLBERG-EDMONDSON (TOYOTA GR Yaris Rally1) in 2'01.4; 2. OGIER-LANDAIS (TOYOTA GR Yaris Rally1) a 0.8; 3. EVANS-MARTIN (TOYOTA GR Yaris Rally1) a 1.1; 4. PAJARI-SALMINEN (TOYOTA GR Yaris Rally1) a 1.5; 5. NEUVILLE-WYDAEGHE (HYUNDAI i20 N Rally1) a 2.3; 6. KATSUTA-JOHNSTON (TOYOTA GR Yaris Rally1) a 2.7; 7. FOURMAUX-CORIA (HYUNDAI i20 N Rally1) a 3.0; 8. ARMSTRONG-BYRNE (FORD Puma Rally1) a 3.7; 9. MCERLEAN-TREACY (FORD Puma Rally1) a 4.2; 10. SUNINEN-HUSSI (TOYOTA GR Yaris) a 4.6