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Hyundai Tucson

Il ritorno del crossover
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Forte del rinomato buon rapporto qualità/prezzo del Marchio la (ex) ix35 rinnova il look, le dotazioni, le motorizzazioni e, soprattutto, torna al nome delle origini: Tucson. L’abbiamo provata su strada… e non solo

Hyundai Tucson

C’era una volta la Hyundai Tucson. Correva l’anno 2004 e il C-SUV della Casa coreana faceva il suo ingresso sul mercato, andando ad affiancare la Santa Fe, sulle strade già dal 2001. All’inizio del 2009, in Corea, debutta la seconda generazione di Tucson che arriva in Italia a marzo del 2010 col nome di ix35, sigla che contraddistingue le vetture Hyundai per il mercato europeo. 


Una vettura pensata proprio per i nostri mercati, ma venduta in tutto il mondo mantenendo il nome Tucson. Oggi, dopo i successi globali ottenuti e con all’attivo oltre un milione di SUV venduti in Europa (130.000 in Italia), Hyundai vuole elevare questo nuovo modello ad “ambasciatore del Marchio” e lo fa ridonandole un vero nome: Tucson. 

 

Siamo stati a provarla a Rüsselsheim – in Germania - nel Centro Tecnico Europeo di Hyundai dove la Tucson viene pensata e progettata, per poi prendere forma nello stabilimento di Nošovice, nella Repubblica Ceca, dove viene costruita. Una crossover a tutti gli effetti quindi anche nelle origini, considerando che la matita che ne ha tracciato le linee è italiana, guidata dalla mano del designer Nicola Danza

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Somiglia alla ix35, ma per noi la Tucson ha guadagnato in eleganza. E' stata disegnata dall'italiano Nicola Danza

Dal vivo: com'è fuori

Al primo sguardo la somiglianza con la ix35 è forte, ma a ben guardare salta presto all’occhio quel tocco di eleganza in più, dato da una linea più lunga e larga, con il profilo leggermente ribassato. L’imponente vista anteriore è dominata dall’ampia griglia esagonale, come sulla ix35, che si unisce ai fari a LED ora più sottili e allungati. 

 

Il montante anteriore è stato spostato all’indietro, andando quindi a disconnettersi visivamente dal cofano, rinnovato nel profilo ora più filante e in armonia con gli ampi passaruota. I designer hanno lavorato per enfatizzare le linee concave e convesse al di sopra dei passaruota posteriori, per completare e sottolineare l’armonia della fiancata. Il posteriore presenta un design pulito, con linee orizzontali che emergono fin dai passaruota e accentuate dai sottili gruppi ottici. 

 

Un design che segue dunque le ultime tendenze del segmento e che punta ad ingolosire utenti più esigenti, con un target di clientela prevalentemente maschile, ma una linea e una guidabilità che piaceranno sicuramente anche alle donne, sempre più vicine a questa moda (possiamo chiamarla così?) del SUV. Le undici colorazioni disponibili saranno: Polar White, sette metallizzati (Ara Blu, Ash Blue, Micron Grey, Moon Rock, Thunder Grey, White Sand, Ultimate Red) e tre perlati (Ruby Wine, Phantom Black, Platinum Silver). 

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La plancia della nuova Hyundai Tucson: il design è pulito e non mancano le superfici morbide per una sensazione "premium"

Dal vivo: com'è dentro

Se gli interni della ix35 peccavano di abbondanza delle plastiche, per la nuova Tucson si è lavorato a favore di una maggiore sensazione di comfort all’interno dell’abitacolo grazie all’impiego di nuovi materiali soft-touch. La linea della plancia rimane semplice e pulita, con l’ampio schermo touch screen da 8” al centro e tutti i comandi ben piazzati, visibili e facilmente gestibili; niente fronzoli dunque, a favore di una consolle di comando con tutto a portata di mano e di vista, ben orientata verso il guidatore.

 

Migliora anche la visibilità, grazie anche al montante anteriore spostato all’indietro come accennato poco più su, e si conferma la buona abitabilità dell’abitacolo fatta eccezione per la panca posteriore, un filo sacrificata nonostante i 4 cm in più regalati alla Tucson rispetto al precedente modello (4,475 metri ora la lunghezza totale). Centrimetri che si è preferito donare al bagagliaio: mantenendo i sedili posteriori in posizione eretta si hanno a disposizione 513 litri per i bagagli, che diventano 1.503 abbattendo i sedili.

 

Tre le possibilità di scelta per le colorazioni: Oceandis Black, Chai Beige e il nuovo Red Wine. Gli interni neri sono disponibili in tessuto o in pelle. Il beige punta sul bicromatico, con il cruscotto inferiore che richiama i sedili, ed è anch’esso disponibile in entrambe le versioni, tessuto o pelle. La versione Red Wine è disponibile solo in pelle. 

Le motorizzazioni

La nuova Tucson debutta con una gamma di motorizzazioni, tutte Euro 6, che propone due motori benzina: il 1.6 GDI a iniezione diretta da 132 cavalli a cui si affianca la (completamente nuova) versione turbo 1.6 T-GDI da 175 cavalli con una coppia di 265 Nm a 1.500-4.500 giri, abbinata sia al cambio manuale a 6 marce che alla nuova trasmissione sequenziale a 7 rapporti con doppia frizione (7DCT). Tre i propulsori diesel, a partire dall’entry-level 1.7 CRDi da 115 cavalli (propulsore che si prevede andrà per la maggiore in Italia) sino ad arrivare alle due versioni 2.0 CRDi da 136 o 186 cavalli. Il più piccolo dei motori diesel, il 115 cavalli, è disponibile esclusivamente con cambio manuale a 6 marce, due ruote motrici e tecnologia start&stop. 

 

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Posted by Hyundai Italia on Martedì 30 giugno 2015

 

I motori 1.6 T-GDI benzina e 2.0 diesel si avvalgono del sistema di trazione integrale, che scarica il 100% della coppia sull’asse anteriore durante la guida su strada normale e fino al 40% sull’asse posteriore, automaticamente, a seconda delle condizioni. Selezionando manualmente il Lock Mode si va ad applicare la coppia in egual misura sui due assi. Tutte le motorizzazioni già presenti sulla ix35 sono state sottoposte a miglioramenti atti soprattutto a diminuire, si parla del 12% circa, sia le e emissioni che i consumi. Per la nuova Tucson Hyundai ha perfezionato anche ogni componente del telaio, massimizzando i benefici del passo lungo (2.670 mm) e dalla carreggiata larga. La funzione Drive Mode Select (DMS) - per le auto equipaggiate con cambio automatico - offre una scelta di due modalità di guida: Normal o Sport, con differenti setup per sterzo, erogazione, motore e cambio. 

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Buona la capienza del bagagliaio: si passa da 513 litri a 1.503 abbattendo i sedili

Tecnologia e dotazioni

La dotazione della Tucson si riconferma ricca quanto quella dell’uscente ix35, con sedili anteriori riscaldati e ventilati, portellone posteriore con apertura elettrica (si apre al semplice avvicinarsi di chi ha con sé il portachiavi), e Smart Parking Assist System (SPAS), dispositivo che parcheggia automaticamente la vettura. Il sistema di navigazione è semplice, efficace ed intuitivo: presenta più opzioni di percorso con aggiornamento delle mappe nella memoria SD e servizi TomTom LIVE gratuiti per sette anni. È disponibile anche la radio DAB+ con lettore CD e 6 altoparlanti. Le connessioni USB e AUX sono poste nella parte bassa della consolle. 

 

Per quanto riguarda la sicurezza troviamo la frenata di emergenza (AEB) con tre modalità di funzionamento: pedonale, cittadino e interurbano: il sistema attiva la frenata automatica quando rileva una pericolosa velocità d’avvicinamento a una persona o a un veicolo, a tutte le andature. Il Lane Keeping Assist System (LKAS) corregge in modo proattivo lo sterzo per evitare eventuali involontari cambi di corsia mentre il Rear-Cross Traffic Alert monitora un'area di 180 gradi alle spalle della vettura. Il Blind Spot Detection tiene sotto controllo l’area circostante e i punti ciechi, mentre la funzione Speed Limit Information (SLIF) verifica i segnali dei limiti di velocità presenti sulla strada, segnalandoli al guidatore. Per finire, l’Active Hood (AHS) agisce sul cofano al fine di attutire qualsiasi impatto in caso di collisione frontale. 

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Un breve percorso con ostacoli tipici dell'offroad ci ha fatto apprezzare le doti della nuova Tucson anche su passaggi complicati. Non è un fuoristrada puro né vuole esserlo, ma non se l'è cavata affatto male

Come si guida

Bando a numeri e finezze tecniche, passiamo al vero motivo che ci ha portato fino in Germania: raccontarvi come si comporta su strada questa nuova Tucson. Una volta accomodati all’interno dell’abitacolo sistemiamo la posizione di guida agendo sui (non sempre!) comodi comandi elettrici posti sul lato sinistro del sedile; la seduta è comoda, i sedili sono stati allungati rispetto alla precedente versione e la sensazione è quella, sempre ricercata soprattutto su questo tipo di auto, di dominare sia la strada che la vettura.

 

Premiamo il tasto Start e il 1.6 protagonista della nostra prova si avvia silenziosamente, piacevole caratteristica che porteremo con noi per tutta la durata del test: l’abitacolo è silenzioso e da sotto al cofano non trapelano rumori né vibrazioni, nemmeno a velocità particolarmente sostenute (leggasi nei tratti autostradali tedeschi privi di limiti, dove il propulsore, seppur piccino, ci ha dato non poche soddisfazioni). 

 

La nostra Tucson è dotata di cambio automatico a 7 rapporti che, a differenza dell’automatico che equipaggiava la ix35, si comporta egregiamente, salvo qualche impercettibile incertezza in fase di partenza, a voler essere pignoli. Per il resto i rapporti e le cambiate sono ben gestiti, con precisione e buona progressione nella guida urbana, tra i continui stop&go dell’ora di punta, così come nei tratti più scorrevoli e sinuosi, dove si fa però immancabilmente sentire la mancanza del cambio manuale. E’ proprio sulle strade extraurbane tra le colline tedesche che abbiamo modo di apprezzare la nuova piattaforma, votata al comfort ma efficace anche in quanto a stabilità e precisione nel disegnare le curve: la sensazione è quella di essere alla guida di una vettura meno generosa nelle forme, peso e ingombri svaniscono e la Tucson si fa sorprendentemente leggiadra. 

La sensazione è quella di essere alla guida di una vettura meno generosa nelle forme, peso e ingombri svaniscono e la Tucson si fa sorprendentemente leggiadra

 

Unica pecca riscontrata, ma confidiamo nella giustificazione del basso chilometraggio della nostra crossover, riguarda la frenata, che avremmo gradito un filo più decisa e con un intervento meno invadente della frenata di emergenza.

 

Una volta testata l’efficienza su strada non abbiamo potuto resistere alla tentazione di portare il nuovo C-SUV coreano su un breve percorso sterrato fatto di (ripidi!) saliscendi, ponti di tronchi in legno, twist e quant’altro. Non serve dirvi com’è andata, sapete benissimo che queste vetture non sono fatte per il fuoristrada puro ma vi assicuriamo che, ovviamente mantenendo velocità pacatissime, non se l’è cavata affatto male e non ci ha negato una bella dose di divertimento, lasciandoci stupiti e… impolverati! 

In conclusione

Hyundai, che in coreano significa modernità, ha nuovamente dimostrato di avere una gran voglia di fare e di crescere, migliorandosi e puntando sempre di più sulla sicurezza e sul design, elemento da troppo tempo trascurato dai costruttori extra-europei. Questa nuova crossover dimostra l’impegno della Casa coreana e va a sostituire una vettura di successo, la ix35 e ad affiancarne una altrettanto apprezzata, la Santa Fe, alla  quale assomiglia non poco, se non fosse per le misure più contenute. 

 

La vedremo nelle concessionarie a fine luglio, data in prossimità della quale verranno comunicati i prezzi di listino, sperando che Hyundai riesca a stupirci anche sotto questo aspetto. 

Pro

- La linea: piccoli accorgimenti per un grande risultato visivo
- La guidabilità: ottima
- Il bagagliaio: più che sufficiente per tutta la famiglia

Contro

- La frenata: leggermente spugnosa
- L’abitabilità della panca posteriore

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