intervista

Ingenlath: «Le future Volvo? Abbiamo un marchio fortissimo, saranno davvero cool»

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Thomas Ingenlath, Senior Vice President Design di Volvo Car Group, ci ha parlato di come ha ripensato da cima a fondo le Volvo del futuro. Fuori vogliono essere sempre più cool, mentre gli interni promettono di essere rivoluzionari

Ingenlath: «Le future Volvo? Abbiamo un marchio fortissimo, saranno davvero cool»

Ginevra Thomas Ingenlath, Senior Vice President Design di Volvo Car Group, ci ha parlato di come ha ripensato da cima a fondo le Volvo del futuro, che promettono di essere sempre più cool fuori ma anche davvero rivoluzionarie dentro.

 

Qual è la nuova direzione intrapresa dallo stile Volvo?
«Le tre nuove concept (Coupé, XC Coupé ed Estate, ndr) prefigurano le future Volvo, sia all'interno che all'esterno, soprattutto per quanto riguarda alcuni dettagli, che ritroveremo sui modelli di serie. Grazie al nuovo design vogliamo rendere il marchio Volvo ancora più “cool”, facendo emergere tutte le sue potenzialità che fino ad ora non sono riuscite ad esprimersi interamente».

 

Questa volta puntate davvero in alto...
«Sì, certo, vogliamo puntare in alto, in altissimo. Il segmento [premium, ndr] è molto competitivo e qui il brand gioca un ruolo importantissimo. Noi di Volvo siamo avvantaggiati perché abbiamo un marchio fortissimo, con una grande credibilità. Abbiamo quindi tutta la potenzialità per sviluppare modelli capaci di diventare veri oggetti del desiderio».

 

Perché non avete scelto di anticipare i vostri futuri modelli con una singola concept car?
«Avevamo bisogno di un soggetto neutro per anticipare tutte le nostre nuove tecnologie – i motori Drive-E, l'arrivo dell'ibrido, la piattaforma modulare SPA – ma anche che per prefigurare il design dei futuri modelli. Abbiamo deciso di utilizzare tre diverse concept car perché le novità da presentare erano davvero tantissime e con un solo prototipo si rischiava di non dare a ciascuna il giusto risalto. Con la Coupé abbiamo voluto parlare di dimensioni, proporzioni e tridimensionalità, la XC Coupé invece ha spiegato a quale mondo ci vogliamo rivolgere, mostrando lifestyle che cerchiamo, mentre la Estate ha messo in mostra tutti gli aspetti della connettività evoluta, che renderanno così uniche le prossime Volvo. Ora questa fase però è finita e aspettiamo l'arrivo della nuova XC90».

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La Volvo Concept Estate è la terza ed ultima concept prima del lancio dei nuovi modelli della Casa svedese

 

Avete lavorato molto sulle proporzioni, non è vero?

«Sì, abbiamo ripensato tutte le proporzioni, cercando soluzioni naturali, che trasmettono un'idea di eleganza. Rispetto ad altri, il nostro stile appare più “rilassato” perché non abbiamo avuto bisogno di ricorrere a soluzioni esasperate. Non abbiamo voluto creare un nuovo design in maniera forzata, ci siamo lasciati ispirare semplicemente dall'eleganza e  dalle proporzioni naturali».

 

Perché parlate di un abitacolo rivoluzionario?

«Vogliamo che la Volvo sia “cool” all'esterno, ma anche calda e accogliente all'interno, riscoprendo il vero DNA del nostro marchio. Abbiamo pensato dell'auto progettate interamente intorno all'uomo. Quando si è a bordo la sensazione non è quella di essere racchiusi in una macchina, ma di trovarsi in un ambiente familiare. Non mi piace molto il paragone ma l'abitacolo delle nuove Volvo vuole essere come un salotto di casa».

Vogliamo che la Volvo sia “cool” all'esterno, ma anche calda e accogliente all'interno, riscoprendo il vero DNA del nostro marchio

 

L'aspetto che più colpisce degli interni è la quasi totale assenza di tasti e bottoni "fisici". Questa scelta ardita come ha influenzato gli interni?

«Non basta togliere tutti i bottoni per avere un nuovo interno innovativo. Il rischio è quello di avere un plancia monotona e noiosa, con tantissime superfici vuote rivolte verso i passeggeri. Quando abbiamo deciso di sfruttare un grande touch screen per collocare l'80% dei comandi delle future Volvo abbiamo quindi dovuto ripensare completamente alle logiche di un abitacolo. Abbiamo ottenuto un concetto assolutamente moderno di interni, dove abbiamo potuto giocare molto di più con le superfici e di materiali. Il nostro abitacolo, oltre ad essere disegnato attorno all'uomo è stato pensato poi per integrarsi in maniera perfetta con la più moderna tecnologia».

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Gli interni della Concept Estate prefigurano l'abitacolo della prossima XC90

 

Perché avete voluto sottolineare con importanza il legame con il design scandinavo?
«Il nostro compito è proporre un design puramente scandinavo perché siamo un'azienda che affonda le sue radici in questa regione del Nord Europa. Parliamo di un “design around you” perché il nostro stile è cucito attorno alle esigenze dell'uomo, ma mettiamo al centro anche lo stile e i valori della Scandinavia».

 

A clienti di quali fasce di età volete rivolgervi con questi prototipi?

«Non ho mai preso in considerazione l'età dei potenziali clienti per disegnare una nuova auto. Credo che l'unico modo per fare bene il mestiere del designer sia quello di essere onesti e coerenti verso le proprie convinzioni. Un designer vuole solo realizzare l'auto più bella possibile per la sua sensibilità».

Non ho mai preso in considerazione l'età dei potenziali clienti per disegnare una nuova auto

 

Vi piacerebbe sviluppare un'auto compatta di segmento B, per rivaleggiare per esempio con la Mini?

«Per il momento non è nei nostri programmi, che per ora prendono in considerazione automobili fino al segmento C. Mi piacerebbe molto però lavorare su un'auto compatta, sarebbe un'esperienza davvero affascinante. Diamoci appuntamento tra sette anni».

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Alcuni originali elementi della Concept Estate, come la leva di selezione del cambio in cristallo, ci saranno anche sulle versioni di serie

 

Quali sono le particolarità di questi tre prototipi che ritroveremo sulla prossima XC90?

«Sono molti i dettagli di queste concept che ritroveremo sulla nuova XC90, a partire dal cruscotto col in grande display centrale, ma anche dalla leva di azionamento del cambio in cristallo, che sarà disponibile per davvero sulle versioni top di gamma. Sarebbe bello però ritrovarsi fra tre o quattro anni e vedere quali dettagli di questi prototipi ritroveremo sulle altre novità attese dopo la XC90 (S90, V70, XC70 ecc., ndr). Del resto i nostri prototipi non sono pensati per anticipare un singolo modello, ma tutta una futura famiglia di nuove Volvo».

 

Perché la sicurezza continua ad essere un aspetto così centrale per Volvo?
«La sicurezza non riguarda solo un aspetto razionale. Sentirsi sicuri e viaggiare tranquilli è un'emozione molto importante per chi si trova a bordo di un'auto. Per questo abbiamo voluto parlare della sicurezza anche attraverso il design».

Vogliamo creare un sistema molto più avanzato, simile ad un angelo custode, che veglia costantemente sulla sicurezza dei passeggeri

 

Perché dite che il vostro approccio nei confronti delle tecnologie che riguardano la sicurezza è molto diverso da quello dei vostri concorrenti?

«Il nostro approccio nei confronti della sicurezza vuole essere molto diverso da quello dei nostri competitors. Non vogliamo segnali che avvisino del rischio di incidente imminente, che sembrano insegnanti pronte ad ammonire lo studente indisciplinato. Vogliamo piuttosto creare un sistema molto più avanzato, simile ad un angelo custode, che veglia costantemente sui passeggeri intervenendo in maniera attiva per garantire sempre il migliore standard di sicurezza possibile».

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Tutte le principali funzioni delle future Volvo saranno racchiuse nel grande display centrale

 

Ci sarà sempre meno spazio per la sportività sulle auto quindi?
«Il termine sportività è talmente abusato nel mondo dell'auto che trovo davvero difficile utilizzarlo. Certo, le Volvo vogliono essere prodotti che parlano il linguaggio emotivo dell'automobile, legato in maniera indissolubile alla dimensione della velocità, grazie a forme dinamiche. Ma ridurre le future Volvo ad un'idea di sportività è riduttivo. I nostri nuovi modelli saranno molto di più».
 

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