Non è troppo popolare eppure si tratta di un buon veicolo Crossover, di ingombro prossimo ai 4,5 metri con buono spazio a bordo e qualità di livello medio alto. La personalità esteriore non manca e le finiture sono buone, anche se non si hanno picchi di razionalità o lusso negli interni. Non manca comunque un sistema Infotainment con display 7’’ e soprattutto la guida è di feeling buono e sostenuto, a scapito solo della morbidezza, con ausili elettronici di quelli più in voga volendo.
Trazione anteriore o integrale, riservata alle propulsioni più potenti. Sono due le motorizzazioni, quatto cilindri benzina o gasolio, con varianti di prestazione senza però mai esagerare. Il diesel è onesto quanto il benzina. Data la visibilità non eccelsa sul retro, è gradito il supporto alla visione posteriore.
Vettura “buona” ma non super economica da nuova, la CX-5 non ha sfondato in Italia e popola il mercato dell’usato con versioni soprattutto 2.2 diesel. Il deprezzamento non è però di quelli elevati mantenendo un buon valore residuo nel medio termine, forte dell’affidabilità e dello stile azzeccato. Anche alla lunga è da sapere che i sistemi elettronici giapponesi, qualora necessiti, sono da programmare e codificare presso la rete ufficiale.
Nasce nel 2012 la Crossover giapponese, assemblata non solo in madre patria per essere venduta globalmente. È la prima Mazda a usare in serie il Kodo design e la tecnologia Skyactiv, rimpiazzando due auto in gamma prima di lei: CX-7 e Tribute. Dotata anche di trazione integrale, vede l’ultimo restyling nel 2015.