F1, ecco il momento in cui la Mercedes ha perso la gara ad Austin

F1, ecco il momento in cui la Mercedes ha perso la gara ad Austin
Diletta Colombo

La Mercedes, favorita della vigilia, è uscita sconfitta dal Gran Premio degli Stati Uniti 2021 di Formula 1. E le ragioni di questo ko pesantissimo in ottica mondiale per Lewis Hamilton sono da ricercare nella strategia

25 ottobre 2021

Dopo la sua partenza fulminea in quel di Austin, Lewis Hamilton sembrava nella posizione perfetta per poter cogliere un successo che gli avrebbe consentito di riprendersi la testa della classifica piloti. L’illusione, però, era destinata a durare poco. Scattato come un ghepardo ai blocchi di partenza, nel suo primo stint Hamilton si è ritrovato a dover gestire una mescola, la media, che la W12 dimostrava di non gradire particolarmente. E le prime nubi hanno cominciato ad addensarsi all’orizzonte.

Le premesse, per questo GP, parevano ben diverse. La Mercedes aveva cominciato il weekend di gara nel migliore dei modi, mostrando un’ottima forma nelle FP1. Ma, come spesso accade, la prima sessione di prove libere non racconta tutta la storia. A modificare l’intreccio hanno pensato due fattori. Il primo è il caldo notevole registrato in quel di Austin, una condizione che la Red Bull predilige rispetto alla Mercedes. E il secondo, forse ancora più decisivo, è il cambio di setup che si è reso necessario per evitare i cedimenti all’ala posteriore dovuti ai bump texani che avrebbero, di lì a un paio di giorni, causato il ritiro delle due Alpine.

Sono queste le ragioni per cui nel primo stint Hamilton si è ritrovato per le mani una vettura che non gli ha consentito di staccarsi da Verstappen con la stessa naturalezza con cui aveva preso la testa della corsa pochi giri prima. Lewis, però, aveva ancora dalla sua un plus notevole ad Austin, il vantaggio di posizione in pista. Mantenere la leadership della corsa avrebbe dovuto essere la priorità, per la Mercedes. Ma una chiamata tanto audace quanto azzeccata da parte della Red Bull ha messo la Stella a tre punte con le spalle al muro.

Verstappen, al termine del decimo giro, ha riguadagnato la via dei box, per montare le hard e tentare l’undercut su Hamilton. Una scelta che ha ripagato, visto che la Mercedes non ha risposto nel giro successivo, ma ha tenuto Lewis in pista fino alla conclusione della tredicesima tornata, quando Max aveva già guadagnato a sufficienza per tenersi dietro il rivale per il titolo. La Mercedes avrebbe voluto allungare ulteriormente il primo stint di Hamilton, ma la Red Bull, su lungimirante suggerimento di Verstappen, ha deciso di usare Sergio Perez come pedina per indurre la Mercedes a coprire le spalle ad Hamilton. A quel punto, la gara si era già fatta in salita. 

Ma cosa avrebbe potuto fare di diverso la Mercedes per evitare tutto questo? La scuderia di Brackley non si sarebbe trovata alla mercé dei guizzi strategici della Red Bull se avesse optato per una strategia aggressiva, anticipando la sosta di Hamilton per calzare il primo treno di hard e neutralizzando, così facendo, la possibilità di un undercut da parte di Verstappen. Lewis, in questo modo, avrebbe con tutta probabilità mantenuto la leadership della corsa, e avrebbe potuto sfruttare una mescola ben più congeniale alla sua W12.

Di che cosa fosse capace Hamilton con le hard lo abbiamo scoperto nel suo terzo stint, quando si è ritrovato ad inseguire Verstappen a parità di mescola, ma con gomme più fresche, e ha guadagnato oltre mezzo secondo al giro per diverse tornate. Nello scenario alternativo, sarebbe però stato Lewis ad avere pneumatici con più giri, questa volta nel secondo stint. Sarebbe riuscito a gestirli? Considerando come Verstappen, dopo la seconda sosta per evitare un undercut da parte di Hamilton, è riuscito a coccolarli per preservarli fino alla lotta finale con il rivale, è lecito pensare che fosse una strategia praticabile anche per il sette volte campione del mondo. 

È dello stesso avviso Andrew Shovlin, il direttore tecnico della Mercedes. Col senno del poi - ha spiegato a freddo - avrebbe optato per una sosta anticipata, osando prima che potesse farlo la Red Bull. Nell'effettivo momento della decisione, però, il muretto della Mercedes ha scelto di restare in pista, visti i tempi tutto sommato incoraggianti fatti registrare fino a quel momento da Hamilton con le medie. È proprio in questo frangente che la Mercedes ha perso la corsa.

Non è la prima volta, in questa combattuta stagione 2021, che la Mercedes si lascia sorprendere a livello strategico dalla Red Bull. Potrebbe essere un effetto collaterale di anni di successi incontrastati, senza rivali che potessero davvero insidiare la corazzata anglo-tedesca dominatrice dell’era dell’ibrido. Quest’anno, però, la musica è cambiata. E se la Mercedes vuole davvero vincere il mondiale piloti con Hamilton, deve osare con la strategia. Altrimenti, contro una Red Bull e un Max Verstappen così chirurgicamente precisi, il miglior Lewis può non bastare.

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