GP Stiria 2020

F1, Racing Point: il reclamo della Renault secondo la FIA è "ammissibile"

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Il reclamo da parte della Renault nei confronti della Racing Point è stato giudicato ammissibile: il team di Silverstone sarà oggetto di un'indagine approfondita

F1, Racing Point: il reclamo della Renault secondo la FIA è ammissibile

Visti i risultati in pista della Racing Point e la somiglianza della RP20 con la Mercedes dello scorso anno, era inevitabile che prima o poi il team di Silverstone pestasse i piedi alla scuderia sbagliata. E quel momento è arrivato: la Renault ha presentato ufficialmente reclamo contro le due RP20 di Lance Stroll e Sergio Perez. L'accusa è la violazione degli articoli 2.1, 3.2 e degli Articoli 1, 2 e 3 dell'Appendice 6 del regolamento tecnico. Di cosa si tratta, nello specifico? L'Articolo 1 dell'Appendice 6 stabilisce che, per quanto riguarda i componenti elencati, i team possono usare solo parti disegnate dalla stessa scuderia: vista la somiglianza della RP20 alla W10, la Racing Point non avrebbe rispettato la normativa.

Né tantomeno, sostengono dalla Renault, la regola che stabilisce che, nel caso in cui parte del design venga condotto esternamente, il progetto non possa essere sviluppato da un concorrente diretto o da chi progetta componenti per un concorrente diretto. Non solo: la Racing Point non deterrebbe nemmeno i diritti esclusivi del progetto della RP20. Leggi: hanno copiato. La FIA ha giudicato "ammissibile" il reclamo della Renault e ha annunciato l'inizio di un'indagine approfondita. Per l'analisi, il collegio dei commissari sportivi ha chiesto a Mercedes di fornire al reparto tecnico della FIA le prese d’aria dei freni anteriori e posteriori della W10.

E il reclamo della Renault ha il sapore di una ripicca, visto che lo scorso anno un'analoga azione della Racing Point aveva portato alla squalifica di Daniel Ricciardo e Nico Hulkenberg dal GP del Giappone. Una vendetta che potrebbe essere servita fredda, a meno che la FIA non decida di creare un rilevante precedente per i team clienti, dando il via libera a collaborazioni molto più strette con quelle che diventerebbero scuderie satellite.

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