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Le auto stanno diventando uno dei nuovi obiettivi del cyber crimine globale. Il motivo è presto detto: un tempo venivano considerate soltanto dei mezzi di trasporto, mentre oggi le auto moderne sono piattaforme digitali altamente connesse, dotate di sensori, sistemi software avanzati e connessioni costanti a internet.
Questa evoluzione tecnologica, fondamentale per lo sviluppo della mobilità intelligente e delle auto elettriche e autonome, ha aperto anche nuove opportunità per hacker e criminali informatici. Le auto connesse funzionano ormai come computer su ruote: integrano decine di centraline elettroniche, sistemi di infotainment collegati allo smartphone e aggiornamenti software “over the air”. Tutto questo aumenta il comfort e le funzionalità per il conducente, ma allo stesso tempo amplia la superficie di attacco per possibili intrusioni informatiche.
Gli esperti di sicurezza informatica avvertono che ogni nuova funzione digitale può così diventare una porta d’ingresso per il cyber crimine. In alcune dimostrazioni di sicurezza, diversi ricercatori sono riusciti a sfruttare vulnerabilità nei sistemi di comunicazione delle auto per accedere ad alcune funzioni del veicolo o ai dati degli utenti. Con milioni di auto connesse in circolazione nel mondo, il settore automobilistico sta quindi diventando uno dei nuovi campi di interesse per hacker, cyber criminali e gruppi di spionaggio digitale.
La crescente digitalizzazione delle auto rende i veicoli moderni una vera e propria estensione dell’ecosistema digitale personale. Le auto elettriche e le auto connesse utilizzano microfoni, telecamere, radar, sensori lidar e sistemi di comunicazione Wi-Fi o cellulare per funzionare correttamente. Questo significa che generano enormi quantità di dati su spostamenti, abitudini e comportamento degli utenti.
È proprio questa ricchezza di informazioni a rendere le auto sempre più interessanti per il cyber crimine. Come ha sottolineato il Guardian, ci sono molte opportunità per raccogliere dati e quindi molte opportunità per compromettere un veicolo di questo tipo, proprio perché le auto moderne, come detto, sono piene di sensori e sistemi software connessi.
Gli hacker possono sfruttare vulnerabilità nei sistemi di infotainment o nelle connessioni wireless per accedere ai dati del veicolo o dei dispositivi collegati. Anche la semplice connessione dello smartphone alle auto tramite Bluetooth o cavo può trasferire contatti, messaggi e informazioni personali nel sistema dell’auto.
Questo rende le auto connesse un possibile obiettivo non solo per il cyber crimine, ma anche per attività di spionaggio digitale o raccolta di dati sensibili. Non a caso alcuni governi e aziende stanno iniziando a valutare con maggiore attenzione i rischi legati alla sicurezza informatica delle auto, soprattutto quando si parla di software e componenti prodotti in contesti geopolitici sensibili.
Il rischio più grande, tuttavia, riguarda la possibilità che gli hacker riescano a colpire non una singola auto ma intere flotte di veicoli contemporaneamente. Con l’aumento delle auto connesse e delle auto autonome, gli attacchi informatici potrebbero evolvere fino a diventare operazioni di cyber crimine su larga scala.
Secondo quanto riportato da Wired, infatti, l’enorme complessità dei sistemi digitali delle auto moderne crea una superficie di attacco senza precedenti. Ogni veicolo può contenere centinaia di possibili punti vulnerabili tra software, sensori e sistemi di comunicazione. Significa cioè che un singolo exploit potrebbe essere sfruttato da hacker per prendere il controllo di più auto contemporaneamente.
In uno scenario estremo, insomma, un attacco informatico coordinato potrebbe bloccare il traffico di un’intera città: incroci paralizzati, auto ferme o fuori controllo e servizi di emergenza impossibilitati a muoversi. Alcuni strumenti utilizzati dagli hacker per il cosiddetto penetration testing includono già moduli dedicati all’analisi delle vulnerabilità delle auto connesse.
Tutto questo avviene in uno scenario particolare, ossia mentre le aziende tecnologiche e automobilistiche competono per sviluppare sempre più auto intelligenti e digitalizzate. La corsa all’innovazione rischia dunque di procedere più velocemente della sicurezza informatica. Ed è proprio in questo spazio che il cyber crimine trova nuove opportunità: trasformare le auto - simbolo di libertà e mobilità - in uno dei prossimi grandi obiettivi degli hacker.