Formula 1: la Ferrari a cosa può ambire davvero a Zandvoort?

Formula 1: la Ferrari a cosa può ambire davvero a Zandvoort?
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Nelle FP2 del Gran Premio d'Olanda, la Ferrari ha colto una doppietta, grazie al miglior tempo di Charles Leclerc e al secondo posto di Carlos Sainz. Ma a cosa può ambire davvero a Zandvoort?
3 settembre 2021

Nel venerdì di prove libere di Zandvoort sono fioccate le bandiere rosse. Nelle FP1, un problema sulla Aston Martin AMR21 di Sebastian Vettel, intoccabile per via dell’ibrido ancora in funzione, ha causato una lunga interruzione. Nel pomeriggio, invece, è stata la volta di Lewis Hamilton, appiedato dalla sua W12 dopo pochi minuti dall’inizio della sessione. Con sole due ore a disposizione per mettere a punto l’assetto, dei lunghi stop possono essere un problema, specie per chi fatica a trovare la quadra.

Non è così per la Ferrari, che ha dimostrato di aver svolto bene i compiti a casa, portando in pista una vettura da subito veloce, con un set-up azzeccato. Il toboga di Zandvoort, con il suo layout tortuoso, esalta una delle caratteristiche positive della SF21, la capacità di generare più carico rispetto agli avversari in curva, grazie ad un’ottima trazione. Se si tiene a mente, inoltre, che sulla pista olandese il motore conta poco, si capisce perché la Rossa qui sembra a suo agio.

Nelle FP2, la Ferrari ha messo a segno una doppietta che fa sperare i tifosi. Ma la fiducia è ben riposta? Il ritmo sul giro secco c’è, e la cosa non stupisce, visto che la SF21 è capace di portare subito in temperatura le gomme. Ma il rovescio della medaglia di questo pregio è un difetto che pesa sul passo gara, inficiando la tenuta degli pneumatici. In effetti, i long run a Zandvoort sono stati tutt’altro che esaltanti. 

Va detto, però, che a Zandvoort essere protagonisti di un’ottima qualifica vorrebbe dire fare ben più di metà del lavoro. La pista olandese è esaltante sul giro secco, ma le opportunità di sorpassare sembrano poche. Di conseguenza, se la Ferrari dovesse classificarsi nelle posizioni nobili dello schieramento, non rischierebbe di essere risucchiata a centro mischia.

È il vantaggio su cui poteva contare Charles Leclerc a Monaco, ma che non ha potuto sfruttare. La partenza al palo per la Rossa è un obiettivo sfidante: domani Red Bull e Mercedes tireranno fuori qualcosa in più. Ma non è da escludere che possa giocare un ruolo da Cenerentola del sabato, senza rischiare di ritrovarsi con una zucca la domenica. 

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