Con la Toyota Prius si possiede non solo una spaziosa, per qualcuno troppo lunga (oltre i 4,5 mt.) due volumi cinque posti, ma soprattutto la più popolare delle auto ibride con propulsione combinata: 1.8 benzina più elettrico. L’immagine molto personale e tagliente deve piacere, ma passa in secondo piano rispetto alla parte tecnica influente sui consumi e quindi costi di utilizzo, molto bassi e vantaggiosi in ambito urbano. Si viaggia in ecologia risparmiando nella gestione, abbastanza nella norma il resto delle vettura, tranne il cambio automatico con variatore. Capace di offrire comfort e capacità di carico, ma non certo lusso o finiture premium, la Prius ha il suo plus in propulsione ed efficienza.
Unica la motorizzazione, 1.8 hybrid, per avere tutti i sistemi di sicurezza occorre stare sulla top di gamma in quanto ad allestimento, nemmeno troppo distante in quanto a prezzo da quello minore.
Diffusa in quanto ibrida ma non poi così elevata per numeri in assoluto, la Prius nelle prime generazioni vede prezzi decaduti a livello basso. Al contrario i modelli attualmente in gamma sono ben apprezzati e rivendibili, con quotazioni discrete. Ovviamente delegata alla rete ufficiale Toyota la manutenzione.
Un nome di origini antiche e latine, dal significato di “prima”, per un veicolo che tecnicamente è stato futurista e innovatore, ovvero primo nel suo genera almeno per popolarità, grazie all’ampia diffusione della motorizzazione ibrida che la identifica, benzina più elettrico. La meccanica ordinaria della due volumi con trazione anteriore e motori quattro cilindri Atkinson, si accoppia a una propulsione aggiuntiva elettrica. Oggi alla quarta generazione, XW50, dopo il debutto del 1997, Toyota Prius è la ibrida più venduta al mondo con oltre 4,5 milioni di unità prodotte e servizi lavorativi (enti pubblici o taxi) estesi in tutti i continenti.