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La distanza tra l'industria automobilistica cinese e quella europea non riguarda soltanto il prodotto finale. Dietro alle nuove auto cinesi che stanno arrivando in Europa ci sono infatti processi decisionali, tempi di sviluppo e culture industriali molto diversi. A raccontarlo è Jerker Andersson, ingegnere responsabile del software e dell'architettura elettronica in Geely, secondo cui uno dei principali vantaggi dei costruttori cinesi è la capacità di intervenire rapidamente quando emerge un problema o quando una funzione può essere migliorata.
Il rapporto tra Volvo Cars e Geely rappresenta un osservatorio particolarmente interessante: il gruppo cinese ha completato l'acquisizione di Volvo da Ford nel 2010, mantenendo sede e attività produttive europee e lasciando al management svedese autonomia operativa. Negli anni successivi, inoltre, Volvo e Geely hanno intensificato la collaborazione su propulsori, piattaforme per auto elettriche, software e tecnologie di nuova generazione, pur conservando strutture societarie separate.
Secondo Andersson, la differenza tra Cina ed Europa emerge soprattutto nella velocità con cui viene presa una decisione. Il ragionamento attribuito all'ingegnere di Geely è diretto: «Se vedono che un'auto non funzionerà, non esitano nemmeno un secondo». Una mentalità molto diversa dall'approccio europeo, tradizionalmente più orientato alla pianificazione di lungo periodo e all'inserimento delle modifiche nei cicli già programmati, come un restyling o una nuova generazione del modello.
L'esempio citato riguarda lo Zeekr 001. In precedenza, per interrompere la ricarica era necessario salire a bordo dell'auto, fermare la sessione, scendere nuovamente e soltanto allora scollegare il connettore. Sul Lynk & Co 01, invece, la ricarica in corrente alternata poteva essere interrotta semplicemente sbloccando il veicolo. Davanti a questa differenza, la soluzione cinese non è stata quella di attendere il successivo aggiornamento del modello: la stessa funzione è stata introdotta sullo Zeekr 001 in appena tre mesi. È questo il punto centrale del racconto: «invece di aspettare il restyling o la generazione successiva», gli ingegneri hanno corretto rapidamente un limite concreto dell'esperienza d'uso.
Il confronto, naturalmente, non si riduce a una semplice contrapposizione tra un modello «veloce» e uno «lento». La collaborazione tra Volvo e Geely mostra piuttosto come due culture automobilistiche possano cercare un equilibrio. Da una parte c'è la tradizione europea, con una forte esperienza nello sviluppo del veicolo, nella dinamica e nella pianificazione; dall'altra c'è una maggiore capacità di accelerare decisioni, aggiornamenti e sviluppo delle funzioni, soprattutto in un settore sempre più dominato da software, connettività ed elettrificazione.
Il messaggio che arriva dall'interno dell'ecosistema Geely è quindi significativo per tutta l'industria europea. La competizione con i costruttori della Cina non si gioca soltanto sul prezzo o sulla quantità di nuovi modelli, ma anche sulla capacità di trasformare rapidamente un problema individuato in una soluzione disponibile per il cliente. E proprio questo approccio potrebbe spiegare una parte della velocità con cui le Case cinesi stanno evolvendo. Allo stesso tempo, l'esperienza di Volvo dimostra che la collaborazione può valorizzare competenze differenti: Geely e Volvo Cars hanno già indicato la condivisione di piattaforme, tecnologie per l'elettrico, software e attività di approvvigionamento come strumenti per aumentare velocità ed efficienza. La vera sfida, dunque, sarà capire se l'industria europea riuscirà ad adottare parte di questa rapidità senza rinunciare ai propri punti di forza: qualità, sicurezza, ingegneria e sviluppo del prodotto.