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In un presente fatto di marchi nuovi, neonati, resuscitati e di tanta incertezza sul futuro del settore automotive, c’è chi, come Mercedes-Benz, può permettersi il lusso di rivendicare un passato fatto di 140 anni di storia e di continua innovazione. Correva l’anno 1886, infatti, quando Carl Benz depositò il brevetto della Patent-Motorwagen, considerata la prima automobile della storia. Due anni più tardi fu però sua moglie Bertha, all’insaputa del marito, a dimostrarne concretamente le potenzialità, percorrendo con i due figli oltre cento chilometri da Mannheim a Pforzheim. Nel 1926, dalla fusione tra Benz & Cie. e Daimler-Motoren-Gesellschaft, nacque infine Mercedes-Benz.
Una storia, un heritage, che Mercedes ha voluto ricordare nella serata di ieri, con un evento dedicato organizzato a Roma, la Città eterna, sede da oltre cinquant’anni dell’headquarter italiano della Stella. Un connubio legato da un fil rouge che attraversa idealmente la storia della mobilità mondiale grazie a un curioso dettaglio. La carreggiata della Benz Patent-Motorwagen Modello 3, l’auto con cui Bertha Benz effettuò il primo viaggio a lunga distanza della storia a bordo di una vettura a motore, è infatti sostanzialmente analoga alla distanza che separava le ruote dei carri dell’antichità.
Una misura che può essere osservata ancora oggi nei tratti meglio conservati del basolato della Via Appia Antica, dove sono ancora visibili i solchi lasciati dal ripetuto passaggio dei carri. Una continuità dimensionale che racconta come le proporzioni dei mezzi di trasporto siano rimaste relativamente costanti nei secoli e abbiano finito per influenzare anche le prime ferrovie. Lo scartamento ferroviario standard, pari a 1.435 millimetri, si affermò infatti nell’Ottocento partendo dalle dimensioni dei carri e delle wagonway britanniche, non molto differenti da quelle dei veicoli dell’antichità. Una curiosità evidenziata da Roberto Giacobbo, presentatore e divulgatore presente all’evento romano in qualità di collezionista e appassionato Mercedes.
Una serata che è stata anche l’occasione per ricordare quante e quali siano state le innovazioni introdotte da Mercedes-Benz nel corso della propria storia. Dalla prima automobile alle zone di deformazione programmata, brevettate da Béla Barényi, fino all’ABS, all’airbag abbinato al pretensionatore, al controllo elettronico di stabilità ESP e al sistema preventivo di protezione degli occupanti Pre-Safe. Senza dimenticare il cruise control adattivo Distronic, i fari Digital Light e i più recenti sistemi di assistenza alla guida: tecnologie spesso apparse per la prima volta sulle ammiraglie della Stella e successivamente diffuse sull’intero mercato.
Un’attitudine all’innovazione che trova un’ulteriore testimonianza nella nuova Classe S, presente anch’essa a Roma per il suo debutto italiano. L’aggiornamento più esteso mai realizzato all’interno della stessa generazione interessa oltre il 50% della vettura, pari a circa 2.700 componenti nuovi o riprogettati. Al centro c’è il sistema operativo MB.OS, che integra infotainment, assistenza alla guida e gestione del veicolo, supportando aggiornamenti over-the-air. La quarta generazione di MBUX utilizza inoltre l’intelligenza artificiale generativa di ChatGPT-4o, Microsoft Bing e Google Gemini, mentre dieci telecamere, cinque radar e dodici sensori a ultrasuoni alimentano i nuovi sistemi MB.Drive.
A cambiare è anche l’immagine dell’ammiraglia, ora caratterizzata da una griglia ingrandita del 20% e illuminata, dalla Stella sul cofano disponibile per la prima volta con illuminazione e dai nuovi fari Digital Light con firma luminosa a doppia stella. L’MBUX Superscreen riunisce sotto un’unica superficie il display centrale da 14,4 pollici e lo schermo del passeggero da 12,3 pollici, mentre il programma Manufaktur permette di scegliere tra oltre 150 colori per la carrozzeria e più di 400 combinazioni per gli interni.
La gamma conserva un’offerta articolata tra propulsori benzina e diesel a sei cilindri, il V8 della S 580 4Matic da 537 CV e le versioni plug-in hybrid, capaci di percorrere circa 100 chilometri in modalità elettrica. Tutti i motori termici adottano un sistema mild hybrid a 48 volt con starter-generator integrato da 17 kW.
Sul fronte del comfort, le sospensioni Airmatic o E-Active Body Control possono regolare preventivamente lo smorzamento in prossimità di dossi e irregolarità, sfruttando anche le informazioni Car-to-X condivise dagli altri veicoli Mercedes. L’asse posteriore sterzante, di serie con un angolo di 4,5 gradi e disponibile fino a 10 gradi, riduce invece il raggio di sterzata della versione a passo lungo di quasi due metri.
La nuova Classe S diventa così il punto di incontro tra le due anime della storia Mercedes-Benz. Da una parte un patrimonio industriale iniziato quando l’automobile era ancora poco più di un esperimento, dall’altra la volontà di continuare a utilizzare la propria ammiraglia come un laboratorio per tecnologie destinate, nel tempo, a raggiungere modelli e segmenti più accessibili.
Perché celebrare 140 anni, per Mercedes, non significa soltanto guardare nello specchietto retrovisore: significa soprattutto rivendicare la capacità di avere trasformato più volte il modo in cui le persone viaggiano, cercando di immaginare oggi quello che diventerà normale domani.