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“È nato tutto per una esigenza reale, e ora è diventata una opportunità”. È nelle parole del sindaco di Valle Castellana, Camillo D’Angelo, il senso della storia della benzina del sindaco, il distributore comunale che in questi giorni è tornato al centro dell'attenzione per i suoi prezzi inferiori rispetto a quelli normalmente praticati dalle stazioni di servizio private. L'intervista pubblicata il 24 agosto da Il Resto del Carlino ha riportato sotto i riflettori una scelta che il Comune aveva compiuto anni fa per una ragione molto concreta: non perdere l'unico distributore di carburante del territorio.
“Dopo il sisma e con lo spopolamento delle aree interne, il distributore non era più economicamente conveniente e rischiava la chiusura”. D’Angelo ricostruisce così l'origine dell'operazione. “In questo caso si sarebbe perso un altro servizio essenziale”, spiega il sindaco, ricordando che senza quella pompa anche per una necessità minima, come “una tanica di gasolio per gli attrezzi agricoli”, sarebbe stato necessario “recarsi ad Ascoli facendo 40 minuti di auto”. Da qui la decisione: “Abbiamo così pensato di rilevarlo come amministrazione comunale, acquistando direttamente il carburante e vendendolo al prezzo di costo”.
È una scelta che risale al 2022, quando il Comune rilevò l'impianto per scongiurarne la chiusura e garantire un prezzo dei carburanti calmierato. Già allora D’Angelo spiegava che l'obiettivo era tutelare cittadini, pendolari e attività economiche locali, in un territorio segnato da terremoto e spopolamento. Oggi quel progetto è diventato un caso nazionale. Il prezzo indicato alla pompa è di 1,75 euro al litro per la benzina e 1,89 euro per il diesel, con un risparmio che altre ricostruzioni quantificano in circa 10-20 centesimi al litro rispetto ai distributori privati.
Il punto centrale della formula scelta dal Comune è tutto in una frase del sindaco: “Dobbiamo solo acquistare il carburante e distribuirlo al prezzo di costo, senza guadagno naturalmente”. Non c'è quindi un particolare meccanismo fiscale dietro il prezzo più basso: il Comune ha scelto di rinunciare al margine sulla vendita. Anche i costi di gestione, secondo D’Angelo, sono contenuti: “La luce e la manutenzione dell'impianto che è un self-service quindi non c'è personale”. A questi si aggiunge un “importante impianto di videosorveglianza”. Il resto consiste nell'acquisto del carburante e nella sua distribuzione senza applicare un margine commerciale.
E il risultato, racconta ancora il sindaco, si vede nei numeri: “Siamo passati da 75.000 euro di entrate del 2024 a 500.000 del 2025”. Le previsioni per l'anno in corso sono inoltre “ancora migliori”, perché “c'è stata una grande riscoperta della montagna durante l'estate e abbiamo avuto molti più turisti, anche stranieri”. Il fenomeno non riguarda quindi soltanto gli circa 800 residenti. Il distributore serve anche pendolari, lavoratori impegnati nella ricostruzione post-sisma e turisti diretti verso l'area del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. La sua funzione, nata come risposta a un problema locale, si è trasformata in un servizio capace di attirare automobilisti anche dall'esterno.
La popolarità dell'iniziativa è cresciuta insieme al prezzo dei carburanti. “Diversi comuni come quello di Castelli, sempre in provincia di Teramo, ci hanno chiesto come attivare l'iter per seguire il nostro esempio”, racconta D’Angelo. È forse questo il passaggio che più fotografa il nuovo interesse per il modello di Valle Castellana: quello che era nato come una soluzione per una piccola comunità montana viene ora osservato come possibile risposta al caro carburanti. La vicenda, però, non nasce per inseguire l'emergenza dei prezzi. L'amministrazione aveva rilevato l'impianto proprio per garantire un servizio essenziale in un territorio dove gli abitanti sono distribuiti in numerose frazioni e il distributore più vicino si trova a diversi chilometri di distanza.
E proprio questa origine distingue il caso di Valle Castellana da una normale iniziativa commerciale. Il Comune non ha deciso di aprire una pompa per fare concorrenza ai privati: ha scelto di intervenire perché “il distributore non era più economicamente conveniente e rischiava la chiusura”. Oggi, invece, quella stessa scelta produce un effetto molto concreto per chi guida: benzina a 1,75 euro, diesel a 1,89 euro e un risparmio che può arrivare a circa 20 centesimi al litro. Il sindaco, però, guarda già oltre il prezzo alla pompa. L'obiettivo resta quello indicato fin dall'inizio: “Garantiamo che questo importante servizio non chiuda”, aveva spiegato D’Angelo quando il Comune rilevò l'impianto, collegando il progetto alla necessità di contrastare “il fenomeno dello spopolamento” e mantenere servizi fondamentali nelle aree interne. Oggi, mentre il caro benzina torna a pesare sugli automobilisti italiani, quella scelta è diventata una storia molto più grande del piccolo Comune abruzzese da cui è partita. E D’Angelo la riassume con una frase semplice: “È nata per una esigenza reale, e ora è diventata una opportunità”.