F1. Kimi Antonelli promosso, Max Verstappen bocciato: le pagelle del GP d'Olanda 2026

F1. Kimi Antonelli promosso, Max Verstappen bocciato: le pagelle del GP d'Olanda 2026
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I promossi e i bocciati di Zandvoort nelle pagelle del Gran Premio d'Olanda 2026 di Formula 1
24 agosto 2026

Chi sono i promossi e i bocciati di Zandvoort? Scopriamolo insieme, sfogliando le pagelle del Gran Premio d'Olanda 2026 di Formula 1. 

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Lando Norris, voto 10

Dopo la pausa estiva la F1 riprende da dove ci eravamo lasciati, con un nuovo trionfo di Norris, la conferma che la McLaren si è ufficialmente aggiunta alla lotta per la vittoria e una Ferrari veloce ma sprecona, mentre Antonelli capitalizza il potenziale correndo come un veterano. La buona notizia è che abbiamo ritrovato ufficialmente un grande protagonista: ora che ha un mezzo competitivo, i riflettori valorizzano il grande stato di forma che Norris per la verità ha mostrato per tutta la stagione. Velocissimo in qualifica, perfetto in gara: l’inglese ha trionfato con pieno merito in Olanda, confermandosi anche internamente il vero riferimento per la McLaren. Voto 10, campione non per caso.

Andrea Kimi Antonelli, voto 8,5

Alle sue spalle un Antonelli meno preciso del solito in qualifica, ma freddissimo nello sfruttare ogni opportunità in gara, a partire dalle partenze. Ad un certo punto, quando era in testa, aveva anche dato l’impressione di poter vincere, ma il ritmo non era quello giusto, soprattutto con le gomme più dure. L’italiano comunque è bravo a capitalizzare il massimo risultato possibile e ancora una volta sovrasta Russell, che pure gli era stato davanti nella Sprint. Voto 8,5, i campionati si vincono anche così.

George Russell, voto 7

Alle sue spalle, come detto, un Russell che in realtà aveva dato segnali incoraggianti, cogliendo pole e vittoria nella sprint, salvo compromettere tutto con una brutta partenza (anzi due) la domenica. Così non ha perso punti sul compagno ma nemmeno ne ha guadagnati, ora con una gara in meno per recuperare un distacco ormai importante in classifica. Comunque più convincente (e meno polemico) delle uscite precedenti: voto 7, ma l’obiettivo era un altro.

Lewis Hamilton, voto 7,5

Fuori dal podio, un Hamilton apparso più in difficoltà rispetto a Leclerc fino all’ultimo giro delle Q3, dove piazza la zampata. In gara parte meno bene del compagno, ma recupera sul ritmo di gara, arrabbiandosi anche con il box perché gli hanno lasciato davanti il monegasco con gomme vecchie senza invertire subito le posizioni. Come non è raro che accada, naturalmente aveva ragione lui e visto il distacco finale da Russell l’esitazione potrebbe essere costata un podio. Ancora una volta però l’inglese fa il suo. Voto 7,5.

Charles Leclerc, voto 7

Solo 5° un Leclerc in gran spolvero nella Sprint (che chiude ottimo 2°) e anche la domenica a inizio gara, ma poi non regge sul ritmo quando più conta, non è ben chiaro se per differenze di strategia o per altre ragioni. Insomma, ancora una volta grandi effetti speciali ma senza raccoglierne fino in fondo i frutti. Come sempre però ci ha provato: voto 7.

Oscar Piastri, voto 6

Tocca arrivare invece fino al 6° posto per scovare la McLaren di Piastri, che conferma così tutte le sue difficoltà: eppure era partito forte, con un gran sorpasso su Russell nel primo giro, salvo poi perdersi per strada. Problemi a digerire questa generazione di monoposto o “botta” psicologia del 2025 non ancora del tutto elaborata? Se continua così, da talento emergente rischia di involversi in un… Bottas 2.0: voto 6, può fare di meglio e lo sa.

Liam Lawson, voto 8

Ancora a punti Lawson, ritornato una tantum in Red Bull e giustamente orgoglioso di avere dimostrato che il suo licenziamento era stato quanto meno prematuro, come ha evidenziato soprattutto in qualifica con un tempo molto vicino a quello di Verstappen. Un risultato che per lui ha molto più valore dei punti presi: bravo, meritava di chiudere quel capitolo della sua carriera con una nota positiva. Voto 8.

Nico Hulkenberg, voto 7,5

Bello anche l’8° posto di Hulkenberg, che soffre la velocità di Bortoleto (gli anni passano per tutti) ma dimostra di avere ancora tanta voglia, oltre che mestiere. Così dopo che il brasiliano si è girato nel corso del primo giro è toccato a lui portare a casa il risultato lottando a centro gruppo con piloti ben più giovani. Voto 7,5.

Fernando Alonso, voto 9

E sempre per la serie “spazio ai giovani”, bellissimo il 9° posto di Alonso, arrivato dopo una qualifica difficile ma frutto stavolta di una gara relativamente lineare - e questo è l’aspetto più importante -, grazie ad un pit stop in meno della maggior parte degli avversari ma anche ad una monoposto finalmente a posto con il telaio, in attesa di capire come sfruttare al meglio la versione aggiornata del propulsore. Voto 9: non appena c’è stata la possibilità, lo spagnolo si è fatto trovare pronto, come sempre.

Pierre Gasly, voto 7

Chiude la zona punti Gasly, che per un soffio aveva mancato la Q3 in qualifica ma bravo in gara a capitalizzare. Correre a centro gruppo è una lotta continua, ma il francese dimostra di essere sempre un osso duro se c’è la possibilità di portare a casa il risultato: voto 7.

Max Verstappen, voto 5

Fuori dai punti, voto 5 a Verstappen che si congeda dal “suo” pubblico con un erroraccio al primo giro, complice la pista umida: stavolta la foga di andare oltre le prestazioni (modeste) della monoposto lo ha tradito, ma non è certo il caso di infierire.

Yuki Tsunoda, voto 7

Voto 7 invece a sorpresa a Tsunoda, tornato una tantum alla guida e autore di una prestazione più che dignitosa visto il poco tempo per familiarizzare con la Racing Bulls.

Zandvoort, voto 7

Infine, voto 7 al circuito di Zandvoort, che al suo ultimo gran premio di F1 regala forse la gara più bella da quanto è tornato in calendario. La pista olandese, oltre al fascino della sua tradizione e ad una location unica, praticamente sulla spiaggia, ha aperto l’era delle curve paraboliche in F1, però ha sempre sofferto la difficoltà nei sorpassi, prefigurando gare relativamente noiose e ingessate in assenza di fattori esterni di imprevedibilità, ma va dato atto che con le monoposto di questo ciclo tecnico abbiamo visto dei bei duelli, e senza situazioni troppo artificiali dovute ai livello di energia. Resta il fatto che un altro paese europeo esce da un calendario sempre più orientato al business, in un paddock dove tutti professano amore per i circuiti storici ma poi finite le interviste ricominciano a contare i soldi.

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