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C'è stato un tempo in cui per risparmiare sull'auto si cercava l'assicurazione online più economica. Poi, per decine di migliaia di automobilisti italiani, è arrivata l'illuminazione, o meglio, l'escamotage definitivo: l'esterovestizione. Un gioco di prestigio burocratico che permetteva di guidare tutti i giorni sulle nostre strade una vettura formalmente immatricolata all'estero. Prima andavano di moda le targhe tedesche, poi c'è stata l'invasione di quelle bulgare e, infine, il boom assoluto delle targhe polacche.
Il vantaggio? Semplice e clamoroso: bollo e superbollo azzerati, assicurazioni tagliate "oltre il 70%" (come promettevano spavaldamente i siti specializzati) e una sorta di "scudo dell'invisibilità" contro le multe, sfruttando la cronica difficoltà delle Polizie Locali italiane nel notificare i verbali oltreconfine. Ma questa pacchia sta per finire. E questa volta, lo Stato sembra aver preparato una tenaglia perfetta per stritolare il fenomeno.
Per capire la portata del fenomeno, basta guardare i numeri, che descrivono una vera e propria anomalia statistica. Attualmente, in Italia circolano stabilmente circa 53.000 veicoli con targa estera. Di questi, ben 35.000 sono concentrati in una sola provincia: quella di Napoli.
Non si tratta ovviamente di un'improvvisa ondata di turisti o lavoratori mitteleuropei all'ombra del Vesuvio, ma della risposta - per quanto elusiva - a un problema reale: la Campania detiene il triste primato dei premi Rc Auto più alti d'Italia. Di fronte a polizze insostenibili, la targa polacca è diventata la scappatoia perfetta.
Il Governo ha deciso di smantellare questo sistema pezzo per pezzo, partendo dal REVE (il Registro dei Veicoli Esteri gestito dall'Aci), istituito nel 2022. Chi risiede in Italia ed è in possesso di un'auto con targa straniera è obbligato a iscriverla a questo registro.
La prima vera stretta è scattata il 25 maggio scorso, quando è stato introdotto l'obbligo di pagare l'Ipt (Imposta Provinciale di Trascrizione) al momento dell'iscrizione al REVE. Ma il vero colpo di grazia arriverà tra pochi mesi, nascosto tra le pieghe del testo-base del nuovo Codice della Strada.
La norma in via di approvazione parla chiaro: una volta che l'auto straniera è iscritta al registro, l'obbligo assicurativo potrà essere assolto esclusivamente stipulando una polizza Rc Auto con una compagnia italiana (o comunque autorizzata a operare nel nostro Paese). Tradotto: fine delle polizze low-cost dell'Est Europa. Chi guida in Italia, pagherà le tariffe italiane.
Ma come si fa a beccare chi, pur di non pagare, decide semplicemente di ignorare il REVE e continuare a circolare facendo finta di nulla? Fino a ieri, fermare un'auto con targa polacca per un banale controllo era un incubo per le Forze dell'Ordine: verificare la validità dei documenti cartacei stranieri richiedeva procedure lunghe e farraginose.
Oggi le regole d'ingaggio sono cambiate. Lo scorso 13 agosto, il Ministero dell'Interno ha inviato una circolare cruciale a Prefetture, Questure, Carabinieri e Guardia di Finanza. La Direzione Centrale per la Polizia Criminale ha ufficialmente aperto i collegamenti telematici con i portali governativi della Repubblica di Polonia.
Questo significa che da qualche giorno, quando una pattuglia ferma un'auto con targa polacca a Milano, Roma o Napoli, l'agente può collegarsi in tempo reale ai database di Varsavia. Con un clic sul tablet d'ordinanza è possibile scoprire all'istante se l'auto è rubata, se è realmente assicurata, se la targa corrisponde al telaio e se la patente del conducente è autentica. L'era dei furbetti è giunta al capolinea.