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Alain Prost: «Renault competitiva tra 2-3 anni»

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Intervista con il quattro volte iridato, che sulla Ferrari dice «Sarebbe un bene se battesse la Mercedes»

Alain Prost: «Renault competitiva tra 2-3 anni»

In occasione della presentazione del nuovo team Renault di ritorno in Formula 1 a partire dalla stagione 2016 abbiamo incontrato Alain Prost, che oggi ricopre il ruolo di ambasciatore della Casa della Losanga. Ecco l'intervista che abbiamo raccolto con “Il Professore”.

Hai vinto la prima gara della tua carriera con la Renault ed oggi la Renault ritorna in Formula 1. Ti senti un po' un padrino?

«Sono contento di aver partecipato a questa decisione, comunque non sono parte dell'organizzazione perché non volevo complicare la situazione, visto che già mi occupo delle attività in Formula E e ho il ruolo di ambasciatore del marchio. Però sono contento, perché è un progetto molto interessante per tutta l'azienda. Questa non è solamente una squadra di Formula 1, è un progetto importante per la Renault perché, come diceva il presidente, è un progetto sportivo che però coinvolge una parte importante dei dipartimenti commerciali e del marketing in regioni in cui la Casa vuole sviluppare la propria presenza».

La Formula 1 è ancora un biglietto da visita nei paesi in cui c'è poca cultura dell'auto?

«Per una marca come Renault creare una squadra di Formula 1 non costa molto in rapporto al ritorno di immagine, di conoscenza del marchio che si crea attraverso essa soprattutto nei paesi emergenti». 

Normalmente si impiegano due o tre anni per essere competitivi, ma a volte ci si mette anche meno. Un piccolo vantaggio sarà il cambiamento di regolamento

La voglia di battere Niki Lauda da presidente del team non ti è venuta?

«No, perché penso che questo lavoro va fatto al 100% e non è possibile dedicargli solo una parte del proprio tempo. Avrei potuto, ma così mi sento molto più libero. C'è una squadra con gente valida, se ci fossi stato io sarebbe stato più difficile per tutti. Preferisco così».

La prima sfida per Renault è tecnica o politica? Battere le Mercedes oggi è dura...

«Entrambe, è molto semplice. L'unica cosa che posso dire, che è la mia opinione personale, è che una settimana si parla di motori, l'altra delle gomme, l'altra ancora di altre cose. Non ho mai visto una strategia d'insieme, diversa. Bisogna capire che se si cambia un aspetto tecnico bisogna poi ripensare tutto il progetto. Questa è comunque la mia opinione personale che non ha niente a che vedere sulla giornata di oggi».

Quanto tempo ci vorrà per essere competitivi e vincere?

«Non si può dire, è molto difficile fare una stima. Il management è tutto nuovo per cui questa stagione sarà complicata perché bisogna costruire l'ambiente necessario. Normalmente si impiegano due o tre anni per essere competitivi, ma a volte ci si mette anche meno. Un piccolo vantaggio sarà il cambiamento di regolamento. Quando si cambia si riparte da una pagina bianca e questo potrebbe essere un po' d'aiuto per noi».

Palmer e Magnussen: ti piacciono questi due piloti?

«Non posso dire il contrario!».

Secondo te la Ferrari riuscirà a battere la Mercedes quest'anno?

«Sarebbe un bene per la Formula 1, perché ci sarebbe una competizione finalmente più intensa. Anch'io vorrei vedere queste cose quest'anno».

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