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Il baricentro dell’industria automotive si sta spostando sempre più verso Est e, se per decenni l’Europa ha dominato il settore dei fornitori, oggi nuove realtà cinesi stanno guadagnando terreno con tecnologie aggressive e ambizioni globali. Tra queste spicca Yuchai, nome ancora poco noto in Occidente ma destinato, secondo molti analisti, a diventare centrale nel panorama della propulsione mondiale.
Il gruppo asiatico ha presentato un nuovo motore EREV (Extended Range Electric Vehicle) per veicoli commerciali che promette di rivoluzionare l’efficienza del diesel, con una riduzione dei consumi fino al 50%.
Il cuore dell’innovazione è un sistema che utilizza un volano di inerzia ottimizzato, elemento tradizionalmente presente nei motori a combustione per accumulare energia cinetica e ridurre vibrazioni e irregolarità di funzionamento. Nel progetto Yuchai, il volano è integrato con una connessione più rigida all’albero motore, riducendo il numero di componenti e migliorando l’efficienza complessiva.
Secondo l’azienda, il sistema non richiederebbe manutenzione per l’intero ciclo di vita e, abbinato a un motore diesel, sarebbe in grado di raggiungere un’efficienza di 4,8 kWh per litro. Tradotto in termini pratici: fino al 50% di risparmio di carburante rispetto a soluzioni convenzionali, con un range di potenza dichiarato estremamente ampio che va da 20 a 600 CV (il che apre la strada a molteplici applicazioni).
Sebbene il nuovo motore sia stato presentato per veicoli commerciali leggeri e medi, la versatilità del progetto lascia intendere possibili utilizzi anche in segmenti più pesanti: mezzi industriali, macchine agricole e applicazioni specialistiche potrebbero beneficiare della combinazione tra elettrificazione e supporto diesel ad alta efficienza.
Yuchai sostiene inoltre che i costi operativi risultino inferiori a quelli di alcuni veicoli elettrici, elemento che potrebbe rimescolare le carte in un mercato in cui la transizione energetica è ancora frenata da infrastrutture e investimenti iniziali elevati.
Pur essendo quasi sconosciuta al grande pubblico europeo, Yuchai è già un fornitore rilevante per diversi costruttori cinesi, tra cui Dongfeng Motor e BAIC Group, e ha stretto collaborazioni con una divisione motori di Rolls-Royce. Non ha ancora le dimensioni di colossi come Bosch, ma si muove in un contesto in cui i fornitori cinesi stanno rapidamente colmando il divario tecnologico.Tuttavia, resta da verificare se i dati diffusi da Yuchai siano frutto di test indipendenti o proiezioni interne.
Infine, secondo le previsioni degli analisti, entro il 2040 la Cina potrebbe diventare il primo polo mondiale della componentistica automotive, con ricavi globali stimati attorno ai 3.000 miliardi di euro annui, contro i circa 2.000 miliardi attualmente generati in Europa.