Auto elettriche e Tuk: così in India prende forma la rivoluzione della mobilità

Auto elettriche e Tuk: così in India prende forma la rivoluzione della mobilità
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Le auto elettriche crescono rapidamente in India, ma la vera rivoluzione della mobilità arriva dai tuk-tuk a batteria. Tra nuove regole sulle emissioni, costi del carburante e investimenti industriali, il gigante asiatico sta ridisegnando (a suo modo) il futuro delle auto e dei trasporti urbani
4 luglio 2026

L'India accelera sulla mobilità a zero emissioni seguendo una strada diversa rispetto a Europa e Stati Uniti. Se in Occidente il dibattito ruota soprattutto attorno alle auto elettriche, nel Paese asiatico la vera trasformazione coinvolge anche i tuk-tuk, i celebri risciò a tre ruote che rappresentano una parte fondamentale del trasporto urbano. I numeri confermano che il cambiamento è già in atto.

Secondo i dati di Jato Dynamics, nel marzo 2026 le vendite di auto elettriche in India sono cresciute dell'82% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, raggiungendo quota 24.148 unità. Nell'intero anno fiscale concluso a marzo sono state immatricolate 233.246 vetture a batteria, con un aumento dell'87%. Si tratta di una crescita favorita dal lancio di nuovi modelli, dagli incentivi fiscali governativi e dalla crescente attenzione verso i costi dei carburanti, aumentata dopo lo scoppio della guerra tra Stati Uniti e Iran che ha riportato al centro il tema della sicurezza energetica.

A Delhi e dintorni il mercato delle auto resta comunque agli inizi: i modelli elettrici rappresentano circa il 5% delle vendite complessive in un Paese che ogni anno immatricola quasi 4,7 milioni di vetture. Attenzione al futuro: a fare la differenza nei prossimi anni saranno anche le nuove norme sulle emissioni che entreranno in vigore dal 2027 e imporranno ai costruttori una drastica riduzione della CO2 media prodotta dalle flotte, spingendo inevitabilmente le case automobilistiche ad ampliare l'offerta di modelli elettrici.

Non solo auto: l'India alla “ricerca” della mobilità elettrica

La rivoluzione della mobilità, però, non passa soltanto dalle auto elettriche. Come ha spiegato il Telegraph, il vero simbolo della transizione in India coincide con il tuk-tuk elettrico. Nel 2025 quasi il 70% dei nuovi veicoli a tre ruote venduti nel Paese era alimentato a batteria, contro appena il 20% registrato cinque anni prima; una diffusione senza paragoni a livello mondiale, sostenuta soprattutto dalla convenienza economica.

Per chi utilizza questi mezzi ogni giorno per trasportare persone o merci, il costo di esercizio è nettamente inferiore rispetto ai modelli a benzina o a gas naturale compresso, mentre la rete di ricarica e i sistemi di battery swapping continuano ad espandersi nelle principali città. Parallelamente cresce anche l'industria nazionale delle quattro ruote.

Tata Motors, Mahindra e JSW MG dominano oggi il mercato delle auto elettriche, ma stanno accelerando gli investimenti anche grazie ad accordi tecnologici con aziende cinesi. Emblematico il caso della futura gamma Avinya di Tata Motors, che utilizzerà una piattaforma sviluppata insieme a Chery attraverso Jaguar Land Rover per ridurre tempi e costi di sviluppo, abbracciando una scelta che permette ai costruttori indiani di arrivare più rapidamente sul mercato, ma che evidenzia anche quanto la filiera cinese rimanga centrale, soprattutto per batterie e tecnologie legate ai veicoli elettrici.

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La sfida dell'India

Il percorso dell'India resta comunque ricco di sfide. Il principale ostacolo alla diffusione delle auto elettriche nel Paese rimane ancora il prezzo. Gran parte dell'offerta è composta da Suv decisamente più costosi rispetto alle equivalenti versioni con motore termico. Per raggiungere gli obiettivi fissati dal governo guidato da Narendra Modi serviranno modelli più accessibili, capaci di conquistare quella fascia di clienti che oggi continua a scegliere vetture a benzina o alimentate a metano, ancora molto diffuse grazie ai costi contenuti.

Le stime indicano che la quota delle auto elettriche dovrà raddoppiare entro il 2028, arrivando intorno al 10% del mercato, per poi sfiorare il 20% entro il 2032. Tradotto in volumi significa superare il mezzo milione di immatricolazioni annue nel giro di pochi anni e arrivare a oltre un milione entro la fine del decennio.

Intanto il governo continua a sostenere la produzione locale di batterie e componenti strategici per ridurre la dipendenza dalle importazioni cinesi, mentre nuovi marchi preparano il debutto sul mercato. Insomma, se in Europa la transizione procede tra rallentamenti e incertezze, l'esperienza indiana dimostra che l'elettrificazione può assumere forme molto diverse. Non soltanto grandi Suv o berline premium, ma anche piccoli mezzi da lavoro e trasporto urbano che, grazie ai costi ridotti e all'utilizzo quotidiano, stanno contribuendo a cambiare il volto della mobilità. In attesa della grande rivoluzione delle auto.

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