Ordini di auto elettriche in volata del 50%: Renault travolta da una domanda che non riesce a soddisfare

Ordini di auto elettriche in volata del 50%: Renault travolta da una domanda che non riesce a soddisfare
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Il caro carburante innescato dalla guerra in Iran ha riacceso l'interesse per le vetture a batteria, e adesso il colosso francese si trova a corto di componenti.
26 giugno 2026

Quando il prezzo alla pompa si impenna, qualcosa cambia nelle scelte di chi deve comprare un'auto nuova. Lo sa bene Renault, che nelle ultime settimane ha visto i propri ordini di auto elettriche crescere a un ritmo difficile persino da gestire. A raccontarlo è stato l'amministratore delegato Francois Provost, in un'intervista all'agenzia Reuters in cui ha descritto un fenomeno tanto improvviso quanto evidente: il conflitto in Iran ha fatto salire i prezzi del carburante, e questo ha spinto un numero crescente di automobilisti a guardare con interesse rinnovato alla mobilità a zero emissioni.

Renault Twingo
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Francia e Germania trainano il boom

I numeri parlano chiaro. Nei due mercati chiave per la casa della losanga, Francia e Germania, i portafogli ordini si sono gonfiati di circa il 50 per cento dall'inizio delle ostilità. Una crescita verticale che ha colto di sorpresa la stessa azienda, abituata a curve di domanda ben più graduali. Il rincaro dei carburanti, spiega Provost, ha agito da acceleratore su una tendenza già in corso, trasformando una curiosità latente in decisioni d'acquisto concrete.

Il paradosso è che, stavolta, il problema non riguarda le batterie. Renault assicura di non avere difficoltà nell'approvvigionamento delle celle, eppure fatica comunque a tenere il passo. La strozzatura si è spostata più a monte, lungo la catena dei fornitori di componenti.

Renault Twingo
Renault Twingo Renault

"Stiamo superando le capacità dei nostri fornitori"

È lo stesso numero uno del gruppo a usare parole nette. "Al momento stiamo superando le capacità dei nostri fornitori", ha ammesso Provost, fotografando una situazione in cui la richiesta corre più veloce della filiera produttiva. Per affrontare il nodo, l'azienda ha istituito una task force dedicata, incaricata di sciogliere i colli di bottiglia e riallineare offerta e domanda.

Sul tavolo c'è anche l'ipotesi di aumentare i ritmi. Nella seconda metà dell'anno Renault valuta l'introduzione di turni aggiuntivi negli stabilimenti specializzati in veicoli elettrici: i poli francesi di Douai e Maubeuge e l'impianto sloveno di Novo Mesto. Una mossa che testimonia quanto la pressione sia reale e non un semplice picco passeggero.

Un mercato europeo che cambia marcia

Il caso Renault si inserisce in un quadro continentale in chiara espansione. Nei primi quattro mesi dell'anno le vendite di auto puramente elettriche in Europa sono salite del 29 per cento, sfiorando il milione di unità. Un segnale che la transizione, pur tra incertezze e rincari, sta guadagnando terreno in maniera strutturale.

A confermarlo sono anche i dati dell'associazione di categoria ACEA, secondo cui nello stesso periodo nell'Unione Europea sono state immatricolate quasi 3,8 milioni di vetture, con una crescita complessiva del 4,2 per cento rispetto a un anno prima. La spinta arrivata dalla domanda di elettrico in diversi grandi mercati ha dunque contribuito a rimettere in moto l'intero settore.

Renault Twingo di profilo
Renault Twingo di profilo

Cosa accadrà quando il carburante tornerà a costare meno

Provost non si nasconde dietro un facile ottimismo. Quando il conflitto si placherà e i prezzi del carburante torneranno a scendere, l'attuale entusiasmo per le elettriche è destinato secondo lui ad attenuarsi. Ma il dirigente resta convinto che la direzione di fondo non cambierà: la transizione alla mobilità elettrica, sostiene, continuerà ad accelerare al di là delle oscillazioni congiunturali.

Per rendere queste vetture davvero accessibili nel medio periodo, il manager guarda con interesse alle batterie LFP, le celle al litio-ferro-fosfato note per i costi più contenuti. Il desiderio dichiarato è che il produttore cinese Envision AESC avvii quanto prima la fabbricazione di queste batterie più economiche proprio nello stabilimento di Douai, un passo che potrebbe abbassare ulteriormente i prezzi di listino e consolidare la domanda anche quando l'effetto carburante sarà svanito.

Batteria LFP
Batteria LFP Renault
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