F1. "Non siamo dove vorremmo". Verstappen lancia l'allarme ibrido: perché il terzo posto nelle qualifiche Sprint a Silverstone è una maschera

F1. "Non siamo dove vorremmo". Verstappen lancia l'allarme ibrido: perché il terzo posto nelle qualifiche Sprint a Silverstone è una maschera
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Dietro il terzo tempo di Max Verstappen nella Sprint Qualifying di Silverstone si nasconde una realtà preoccupante. Il campione del mondo ammette i limiti della Red Bull sul deployment e la gestione dell'energia sui rettilinei
3 luglio 2026

Un venerdì sulle montagne russe per Max Verstappen a Silverstone. Dopo una prima e unica sessione di prove libere decisamente in salita, il campione del mondo è riuscito a raddrizzare il tiro nel momento decisivo, agguantando la terza posizione sulla griglia della Sprint. Una reazione di puro carattere e tecnica, che però non nasconde i grattacapi che affliggono la Red Bull sul tracciato britannico.

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"Se consideriamo dove eravamo stamattina in FP1, penso che possiamo essere ragionevolmente contenti di essere nei primi tre", ha ammesso l'olandese a caldo, tirando un sospiro di sollievo per un risultato che fino a poche ore prima sembrava tutt'altro che scontato. Una qualifica vissuta sul filo dei millesimi, dove il minimo dettaglio avrebbe potuto stravolgere i piani del campione: "L'esito della SQ3 è stato molto tirato, saremmo potuti finire facilmente terzi così como sesti o settimi. Ma siamo finiti dalla parte buona dell'orologio, quindi sì, siamo un po' più vicini".

La risalita in classifica, tuttavia, non cancella i dubbi legati al comportamento della sua monoposto. La vettura non si cuce ancora addosso alle sue doti di guida e la ricerca del bilanciamento ideale si sta rivelando una caccia al tesoro complessa nelle pieghe storiche di Silverstone. "La macchina andava un briciolo meglio nella qualifica Sprint rispetto al mattino, ma non è ancora affatto dove voglio che sia. Penso sia una combinazione tra il layout attuale della pista e alcuni nostri limiti sui rettilinei, oltre alla difficoltà nel portare il bilanciamento nella corretta finestra di utilizzo".

I problemi non si fermano alla sola dinamica del veicolo, ma toccano anche la gestione della power unit, un fattore cruciale per non perdere terreno nei lunghi curvoni d'appoggio. Verstappen non si nasconde e traccia con precisione la mappa delle aree in cui intervenire: "Non siamo dove vorremmo, forse un pochino nella percorrenza di curva, ma anche in termini di deployment dell'ibrido e cose simili. Abbiamo un po' di elementi da capire e risolvere per cercare di trovare più tempo sul giro. Ma ovviamente proveremo a farlo solo dopo la Sprint".

In vista della gara da 100 km del sabato, lo sguardo del pilota Red Bull è insolitamente rivolto agli specchietti piuttosto che ai fari della Mercedes. Davanti ci sono Lewis Hamilton e Kimi Antonelli, una prima fila che al momento fa paura per consistenza e velocità. Le speranze di un attacco immediato lasciano spazio a un saggio realismo agonistico: "Loro sembrano un po' troppo veloci. E credo che, guardando anche ai rispettivi compagni di squadra, saranno rapidi anche sul passo gara quando tutto si stabilizzerà. Per quanto mi riguarda, penso che la mia sarà più che altro una battaglia con i piloti che si trovano dietro di me".

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