Benzina e diesel, nuovi ribassi: crollano le quotazioni e scendono i prezzi alla pompa

Benzina e diesel, nuovi ribassi: crollano le quotazioni e scendono i prezzi alla pompa
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Continuano a scendere i prezzi di benzina e diesel in Italia grazie al calo delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati. Dopo settimane di forte volatilità, il mercato registra un alleggerimento dei listini alla pompa, anche se restano le incognite legate al Brent e alle tensioni geopolitiche
29 maggio 2026

Nuovo ribasso per i prezzi dei carburanti in Italia. Benzina e diesel continuano infatti la loro fase discendente, sostenuti dal netto calo delle quotazioni dei prodotti raffinati sui mercati internazionali. Una dinamica che sta progressivamente riportando ossigeno agli automobilisti dopo mesi caratterizzati da rincari, accise riviste e forte instabilità energetica. Il trend interessa sia la rete urbana sia quella autostradale e potrebbe proseguire anche nelle prossime settimane, salvo nuovi scossoni sul fronte del petrolio greggio.

Il calo dei raffinati spinge giù i prezzi alla pompa

Le quotazioni internazionali di benzina e gasolio raffinati hanno registrato una flessione significativa, trascinando verso il basso anche i prezzi praticati nei distributori italiani. La benzina self service è tornata sotto quota 1,97 euro al litro, mentre il diesel continua a perdere terreno dopo i forti rialzi registrati nei mesi precedenti. A incidere è soprattutto il ridimensionamento del cosiddetto “crack spread”, ovvero il margine tra costo del greggio e prezzo dei carburanti raffinati, che negli ultimi mesi aveva raggiunto livelli molto elevati.

Anche le principali compagnie petrolifere hanno iniziato ad adeguare i listini consigliati: Eni, IP e Tamoil hanno applicato riduzioni sia sulla verde sia sul gasolio, contribuendo a una graduale diminuzione dei prezzi medi nazionali. Il fenomeno interessa anche GPL e metano, sebbene con oscillazioni più contenute.

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Accise, Brent e tensioni internazionali: il mercato resta instabile

Nonostante il calo dei carburanti, il contesto resta però estremamente delicato. Da una parte pesa il nuovo sistema di accise introdotto nel 2026, che ha progressivamente ridotto il vantaggio fiscale del diesel rispetto alla benzina, portando il gasolio a costare in diversi momenti addirittura più della verde.

Dall’altra continua a incidere la volatilità del petrolio Brent, ancora influenzato dalle tensioni geopolitiche internazionali e dall’andamento delle scorte globali. Gli analisti sottolineano come eventuali nuove crisi nell’area mediorientale o ulteriori tagli produttivi dell’OPEC possano invertire rapidamente il trend ribassista visto nelle ultime settimane. Per il momento, tuttavia, il raffreddamento delle quotazioni dei raffinati lascia intravedere un inizio estate leggermente più favorevole per automobilisti e trasportatori italiani, dopo un 2026 segnato da prezzi record e rincari diffusi in tutta Europa.

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