Fare il pieno costa meno: benzina mai stata cosi economica dal 2021

Fare il pieno costa meno: benzina mai stata cosi economica dal 2021
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I prezzi della benzina in Italia scendono fino a 1,684 €/litro al self‑service, il livello più basso da oltre quattro anni. Il trend riflette un calo dei carburanti alla pompa, con effetti positivi sulla spesa quotidiana per gli automobilisti, mentre diesel e GPL seguono la tendenza
1 gennaio 2026

Nel pieno della stagione delle partenze e degli spostamenti legati alle vacanze di fine anno, i prezzi dei carburanti in Italia regalano un po’ di sollievo alle tasche degli automobilisti. Secondo i dati più recenti elaborati dall’Osservatorio prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e dalla Staffetta Energia, la benzina self‑service scende a 1,684€ al litro, il prezzo più basso registrato da ottobre 2021 (escludendo la parentesi delle accise ridotte tra settembre e dicembre 2022).

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Variazioni territoriali e confronto con altri carburanti

Sebbene il prezzo medio sia di 1,684€/litro al self, le differenze tra rete urbana, extraurbana e autostradale restano rilevanti. Sulle arterie autostradali il listino è più alto, con benzina self a 1,781€/litro e il servito che supera i 2€/litro in molte aree. Non è solo la verde a scendere: il diesel self service si attesta intorno a 1,636€/litro, mentre il GPL resta stabile sotto i 0,70€/litro.

Anche metano e GPL mostrano listini più contenuti, seppure con variazioni minime rispetto alle settimane precedenti. Queste differenze non sono solo una questione di tassazione o costi logistici: riflettono anche strategie commerciali delle compagnie e livelli di domanda stagionale, più bassi in questo periodo dell’anno.

Le ragioni del calo e le dinamiche globali

Il calo dei prezzi alla pompa in Italia si inserisce in un trend più ampio osservato anche in altri Paesi. Negli Stati Uniti, ad esempio, il prezzo medio della benzina ha raggiunto livelli minimi simili a quelli del 2021, sostenuto da una produzione interna più forte e da una generale stabilità delle quotazioni petrolifere.

In Europa la dinamica dei carburanti è influenzata da diversi fattori: i prezzi del greggio sono relativamente stabili o in lieve flessione rispetto ai picchi degli anni recenti, la domanda stagionale è più bassa durante l’inverno e la concorrenza tra gestori spinge verso prezzi più competitivi.

Anche il valore dell’euro rispetto al dollaro può rendere più conveniente l’importazione di petrolio. Nonostante questo quadro positivo, alcuni esperti sottolineano che i cali ai distributori sono solo parzialmente allineati alla flessione del prezzo del petrolio sui mercati internazionali, a causa di margini industriali, costi fissi e accise che restano una componente significativa del prezzo finale.

Cosa significa per gli automobilisti e prospettive future

Per chi utilizza l’auto per lavoro o per viaggi, il ritorno dei prezzi della benzina su livelli di quattro anni fa rappresenta un risparmio tangibile. Con 50 oggi si acquista una quantità di carburante sensibilmente maggiore rispetto alla media del 2025, contribuendo a ridurre il bilancio familiare dedicato alla mobilità quotidiana.

Guardando al futuro, gli analisti prevedono che il mercato dei carburanti possa continuare a risentire delle dinamiche globali sul prezzo del petrolio, delle politiche energetiche europee e della transizione verso elettrico e combustibili alternativi. Tuttavia, le oscillazioni stagionali suggeriscono che i prezzi potrebbero rimanere su livelli relativamente contenuti nei primi mesi del 2026, soprattutto se la domanda non dovesse aumentare drasticamente.

Per gli automobilisti italiani, quindi, questo periodo di prezzi più bassi alla pompa è un’opportunità da sfruttare subito, soprattutto in vista delle partenze di gennaio e dei primi mesi dell’anno.

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