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C'è un numero che a Shenzhen non riescono a togliersi dalla testa: 500. Non è un fatturato, non è una quota di mercato, è una velocità. E BYD ha deciso che sarà la sua prossima conquista. La Yangwang U9, già entrata nella storia come l'auto elettrica di serie più veloce del mondo, si prepara a un nuovo assalto che potrebbe riscrivere ancora una volta le gerarchie dell'automobilismo estremo.
A ufficializzare la sfida ci ha pensato direttamente Stella Li, CEO di BYD, dal palcoscenico del Goodwood Festival of Speed. Il messaggio è chiaro: a novembre la hypercar cinese tornerà a caccia del record con un solo obiettivo, superare i 500 km/h.
Il precedente, del resto, parla da solo. Con il collaudatore Marc Basseng al volante, la U9 ha già toccato i 496,22 km/h, un risultato che ha lasciato a bocca aperta mezzo mondo. Mancano meno di quattro chilometri orari, un'inezia sulla carta, un'impresa titanica quando ci si muove a quelle velocità, dove ogni dettaglio aerodinamico pesa come un macigno.
Gli ingegneri di BYD, però, sono convinti che il margine ci sia. Interventi mirati sull'aerodinamica e una messa a punto ancora più chirurgica dovrebbero regalare alla vettura quello spunto finale necessario per abbattere la barriera psicologica.
Il teatro dell'impresa sarà ancora una volta il circuito ATP di Papenburg, in Germania, lo stesso dove la U9 ha firmato il primato attuale. Non una scelta casuale: l'impianto, attivo dal 1998, è uno dei centri di collaudo più richiesti al mondo per i test di velocità estrema, grazie a un anello ovale di 12,3 chilometri con rettilinei da circa 4 chilometri ciascuno. Il posto perfetto per spingere una hypercar al limite senza compromessi sulla sicurezza.
Sarebbe ingenuo leggere questa sfida come un semplice esercizio di stile. Superare i 500 km/h significherebbe per BYD certificare davanti al mondo intero la maturità della propria tecnologia elettrica, in un momento in cui il colosso cinese sta spingendo con forza sull'espansione internazionale.
Ma significherebbe soprattutto consacrare Yangwang, il marchio di lusso del gruppo, come rivale credibile dei nomi più leggendari del panorama hypercar. Quelli che, fino a poco tempo fa, guardavano ai costruttori cinesi con un sorriso di sufficienza. A novembre, quel sorriso potrebbe congelarsi definitivamente.