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La rivalità tra i costruttori cinesi è solo apparente, almeno sotto la scocca. I State Science and Technology Progress Awards, i più prestigiosi riconoscimenti ingegneristici assegnati dallo Stato cinese, hanno appena premiato i sistemi di gestione delle batterie sviluppati da BYD, Geely e Changan, rivelando un dettaglio che cambia la prospettiva sull'intero mercato: le fondamenta tecnologiche sono comuni. Le motivazioni ufficiali parlano infatti di progetti trasversali, frutto di collaborazioni tra case automobilistiche, istituti di ricerca e università, e non di innovazioni sviluppate in solitaria da un singolo marchio.
Il cuore del premio dedicato alla sicurezza riguarda i sistemi di controllo termico capaci di gestire correnti elettriche estreme. La ricerca sulle batterie ad alta sicurezza e lunga durata è stata portata avanti da una cordata che comprende Changan Automobile, il China Automotive Engineering Research Institute, Calb e la stessa BYD. Il punto chiave è che la svolta premiata non è un componente fisico, ma un protocollo software che stabilisce come il veicolo debba monitorare i dati della batteria, con letture ripetute più volte al secondo.
Durante la ricarica rapida il calore sale in fretta e la normativa cinese impone di mantenere le celle sotto i 65 gradi. Il sistema premiato anticipa la formazione di punti caldi e attiva il raffreddamento prima che una cella possa surriscaldarsi, permettendo di spingersi vicino al limite massimo di potenza senza degradare l'accumulatore né rischiare cortocircuiti.
Questo approccio lascia intatta la concorrenza sull'hardware. BYD continua a puntare sulle sue celle LFP lunghe e rettangolari, integrate nella struttura come vere e proprie travi portanti, mentre Changan lavora su celle ad alta stabilità progettate per superare i 5.000 cicli di ricarica. Il protocollo comune definisce le regole di sicurezza, la fisica delle batterie resta un terreno di battaglia privato.
Changan ha rivendicato il riconoscimento come validazione della sua tecnologia Golden Shield, già montata sui modelli del marchio Deepal. La stessa ricerca multimarca sostiene però anche le piattaforme rivali, comprese le celle short blade di Geely, che nei test di validazione statale hanno raggiunto un picco di ricarica certificato di 1.093 kW. Numeri che non restano confinati nei laboratori: circa 100.000 veicoli flash charging circolano già sulle strade cinesi grazie a questo lavoro congiunto.
I premi non si fermano alle batterie. Un secondo riconoscimento è andato ai telai elettrici intelligenti sviluppati dall'Università Tsinghua insieme a BYD, Geely e Great Wall Motors, progettati secondo una logica fail operational: la frenata elettromeccanica con i più alti standard di sicurezza funzionale garantisce il controllo del veicolo anche in caso di interferenze sulle linee digitali primarie. Gli stessi sistemi ottimizzano la frenata rigenerativa, con un guadagno di autonomia urbana reale fino al 15 per cento.
Un ulteriore premio ha riguardato le linee di produzione, con sistemi di monitoraggio a ciclo chiuso per la saldatura a resistenza che regolano istantaneamente le correnti elettriche, eliminando le deformazioni strutturali su acciai ad alta resistenza e pannelli in alluminio.
Il quadro complessivo è chiaro: la standardizzazione lato veicolo sta accelerando l'espansione della rete di ricarica ad alta potenza cinese, con colonnine capaci di erogare fino a 1.500 kW di picco. Una strategia di sistema che riduce drasticamente i tempi di ricarica e che, ancora una volta, dimostra come la Cina stia correndo compatta verso l'elettrico.
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