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Il mercato dei carburanti in Italia continua a muoversi in due direzioni opposte. Se da una parte benzina e diesel mostrano segnali di graduale riduzione dei prezzi alla pompa, dall'altra fare rifornimento con GPL e metano diventa progressivamente più costoso. È quanto emerge dagli ultimi dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), che fotografano un andamento differente tra i principali carburanti disponibili sulla rete nazionale. I ribassi di benzina e gasolio, tuttavia, rimangono piuttosto limitati e non rappresentano ancora un cambiamento significativo per gli automobilisti.
Secondo la rilevazione del 5 novembre 2026, il prezzo medio della benzina sulla rete ordinaria si attesta a 2,005 euro al litro, con una diminuzione di 0,002 euro rispetto al giorno precedente. Anche il gasolio segue la stessa direzione: il prezzo medio scende a 2,232 euro al litro, facendo segnare una flessione di 0,003 euro nell'arco delle ultime 24 ore. Si tratta, dunque, di variazioni contenute, che confermano comunque una fase di progressivo arretramento dei prezzi dopo le settimane caratterizzate da aumenti.
La benzina self service si è attestata a 2,013 euro al litro, in diminuzione di 0,8 centesimi, mentre il diesel self service è sceso a 2,248 euro al litro, con una riduzione di 1,3 centesimi. Il calo riguarda quindi entrambi i carburanti tradizionali, ma per chi utilizza quotidianamente l'auto il beneficio economico rimane ancora limitato.
Di segno opposto l'andamento di GPL e metano, che continuano a rincarare. Il GPL raggiunge un prezzo medio di 0,808 euro al litro, in aumento di 0,006 euro rispetto alla rilevazione precedente. Il metano arriva invece a 2,129 euro al chilogrammo, con una crescita giornaliera di 0,007 euro. Alla base di questi aumenti ci sono soprattutto le tensioni sulle quotazioni internazionali delle materie prime. In particolare, nel mese di novembre il prezzo del propano algerino è cresciuto del 23% rispetto a ottobre, superando gli 800 dollari per tonnellata. Ancora più consistente il rialzo del butano, che ha registrato un incremento del 40%, oltrepassando la soglia dei 1.000 dollari per tonnellata.
Un andamento che si sta rapidamente riflettendo sui prezzi praticati dai distributori: diversi operatori, tra cui Eni, IP, Q8 e Tamoil, hanno già ritoccato verso l'alto i prezzi consigliati del GPL. Per gli automobilisti diventa quindi importante prestare attenzione anche al distributore scelto, confrontando i listini degli impianti nella propria zona: le differenze tra un punto vendita e l'altro possono infatti incidere sulla spesa finale per il rifornimento.