Carburanti, ridotto il taglio sulle accise: lo sconto sul diesel si dimezza in due tappe

Carburanti, ridotto il taglio sulle accise: lo sconto sul diesel si dimezza in due tappe
Pubblicità
Mentre l'esecutivo prospetta l'addio al bollo auto nel 2027, la sforbiciata sulle imposte del gasolio cala a 12,2 centesimi da venerdì, per poi scendere a 6,1 centesimi a fine mese. Sullo sfondo resta il nodo delle coperture e il no di Bruxelles alla tassa comunitaria sugli extraprofitti petroliferi.
16 settembre 2026

In concomitanza con l'annuncio relativo alla cancellazione del bollo auto a partire dal 2027, il Governo ha approvato la proroga del taglio delle accise sul gasolio, introducendo tuttavia un progressivo ridimensionamento del beneficio fiscale destinato agli automobilisti. La misura, comunicata dalla Presidenza del Consiglio, prevede un meccanismo di décalage articolato su due distinte finestre temporali da qui all'inizio di ottobre.

A partire da venerdì 18 settembre e fino al 25 settembre 2026, la riduzione delle imposte sul diesel scenderà dagli attuali oltre 17 centesimi al litro (IVA compresa) a 12,2 centesimi al litro. Successivamente, nella seconda fase compresa tra il 26 settembre e il 5 ottobre, l'agevolazione subirà un ulteriore dimezzamento, assestandosi a quota 6,1 centesimi al litro. Per sostenere questo intervento calmierante, l'esecutivo ha stanziato risorse pari a 111,8 milioni di euro per l'anno in corso e 1,2 milioni di euro imputati al bilancio del 2028.

L'operazione ripropone il tema delle coperture finanziarie nel lungo periodo. Gli interventi straordinari sulla tassazione dei carburanti, scattati a fine febbraio in seguito allo scoppio del conflitto tra Stati Uniti e Iran, hanno generato finora un mancato gettito per le casse dello Stato stimato in oltre 2,5 miliardi di euro. In merito alle prospettive future, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ipotizzato il ripristino del canale delle accise mobili, uno strumento che consente di finanziare la svalutazione delle aliquote sfruttando l'extragettito IVA derivante dall'incremento dei prezzi al consumo dei prodotti petroliferi.

Sul fronte diplomatico internazionale rimane invece irrisolta la questione della tassazione sui profitti straordinari della filiera. Nonostante i solleciti formulati dall'Italia e da altri Paesi comunitari per una cornice normativa omogenea a livello continentale, la Commissione Europea ha confermato la propria contrarietà a un prelievo centralizzato sugli extraprofitti delle compagnie petrolifere, demandando a ciascuno Stato membro la facoltà di introdurre in autonomia eventuali misure fiscali nazionali.

Naviga su Automoto.it senza pubblicità
1 euro al mese
Pubblicità