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Carlos Ghosn resta in carcere: nuova incriminazione

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Ufficializzata l'incriminazione di Carlos Ghosn per abuso di fiducia aggravato: l'ex numero uno dell'Alleanza Renault-Nissan resterà in carcere

Carlos Ghosn resta in carcere: nuova incriminazione

L'ex numero 1 dell'Alleanza Renault-Nissan, Carlos Ghosn, resterà in carcere: il pubblico ministero di Tokyo ha formalizzato una seconda incriminazione per il top manager. L'accusa è di abuso di fiducia aggravato. Ghosn, 64 anni, è detenuto dal 19 novembre scorso; la seconda incriminazione nei suoi confronti arriva l'ultimo giorno della carcerazione preventiva.

Ghosn è accusato di aver trasferito 15 milioni di dollari ad una succursale in Arabia Saudita come garanzie di credito a fronte di debiti personali. Tra il 2009 e il 2012, Ghosn avrebbe perfezionato quattro pagamenti a questa divisione, imputandoli a servizi per lo studio dell'ambiente e a promozioni di vendita. 

Secondo il diritto societario giapponese, un comportamento di questo tipo rappresenterebbe una speciale violazione della fiducia, un reato penale in cui incorrono i dirigenti che abusano della propria posizione per ottenere un guadagno personale.

Negli scorsi giorni la moglie di Ghosn, Carole, aveva rivolto un appello alle autorità giapponesi per avere maggiori informazioni sulle condizioni di salute del marito, colpito da un forte attacco influenzale. Dal momento dell'arresto, a Ghosn non è stato concesso di vedere alcun familiare, né di avere con sé un avvocato durante gli interrogatori. 

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