Cent'anni a destra: quando Milano cambiò senso di marcia (e i milanesi protestarono)

Cent'anni a destra: quando Milano cambiò senso di marcia (e i milanesi protestarono)
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l 3 agosto 1926 la provincia di Milano fu l'ultima in Italia ad adeguarsi all'obbligo di guida a destra. Tra scetticismo, la memoria del primo semaforo e la rabbia di carrettieri e ciclisti, la cronaca di una rivoluzione urbana che ha segnato la viabilità del Paese.
4 agosto 2026

Immaginate di guidare a destra a Milano, varcare i confini della provincia e dover improvvisamente spostarvi a sinistra per non rischiare uno scontro frontale. Quello che oggi sembra un incubo burocratico e viabilistico, un secolo fa era la normale quotidianità delle strade italiane. Cento anni fa, il 3 agosto 1926, Milano metteva fine a questo caos diventando l'ultima provincia del Regno d'Italia ad adottare ufficialmente la guida a destra. Una svolta epocale che cambiò per sempre il volto e i ritmi della circolazione all'ombra del Duomo.

Per capire come si arrivò a quella fatidica data, bisogna fare un passo indietro al 1901. Un Regio Decreto firmato all'inizio del secolo aveva concesso a ogni singola provincia la piena autonomia nel decidere da che lato far circolare i veicoli. Il risultato? Un puzzle incontrollabile di regole discordanti che generava confusione e incidenti ogni volta che ci si spostava nel Paese.

La situazione divenne drammatica durante la Prima Guerra Mondiale:

  • Nel 1915 venne imposto l'obbligo di guida a sinistra in tutte le zone di guerra per ragioni operative e militari.

  • Nel 1917, durante la ritirata di Caporetto, il caos viabilistico toccò il punto di rottura. Lo storico inglese George Macaulay Trevelyan raccontò come gli ingorghi causati dal mancato rispetto dei sensi di marcia aggravassero la tragica fuga delle truppe italiane, contribuendo alla morte di migliaia di soldati.

Per porre fine al disordine, il 31 dicembre 1923 arrivò il decreto governativo firmato dal re Vittorio Emanuele III: obbligo perentorio di marcia a destra in tutta Italia, con due anni di tempo concessi alle singole province per adeguare la segnaletica e i trasporti pubblici.

"El dura minga": lo scetticismo di Milano

Milano si prese fino all'ultimo giorno disponibile. Il capoluogo lombardo era già un laboratorio di sperimentazione urbana: appena un anno prima, nel 1925, in città era comparso il primo semaforo d'Italia. Un'innovazione accolta con ironia e diffidenza dai milanesi, che vedendo l'impianto luminoso borbottavano scettici in dialetto: "El dura minga" ("Non durerà").

Quando il 3 agosto 1926 scattò l'obbligo di marcia a destra anche per auto e tram, la risposta della popolazione non fu priva di scossoni. Se gli automobilisti si adeguarono a fatica, a protestare vivacemente furono soprattutto carrettieri e ciclisti, abituati da decenni a muoversi a sinistra e riluttanti a cambiare le proprie abitudini per far spazio ai primi veicoli a motore.

Nonostante le perplessità iniziali, la riforma superò il test del tempo. L'unificazione del senso di marcia completata da Milano nel 1926 permise all'Italia di modernizzare la propria rete viaria proprio negli anni in cui la motorizzazione di massa muoveva i suoi primi passi. A un secolo di distanza, mentre le strade milanesi affrontano la sfida della mobilità elettrica e della guida autonoma, resta il ricordo di quella calda estate del 1926 in cui la città cambiò strada per sempre.

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