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Chi è Carlos Tavares, Nuovo capo di Stellantis con la passione vera per l'auto (e le corse)

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Il nuovo uomo forte del grande gruppo che include FCA non disdegna la pista e le vetture da corsa, ma dovrà confrontarsi con i numeri dei bilanci e l'azionariato francese. Per Alfa e Maserati, uno come lui potrebbe essere castigatore oppure, manna dal cielo...

Chi è Carlos Tavares, Nuovo capo di Stellantis con la passione vera per l'auto (e le corse)

Carlos Tavares non è il classico manager giacca e cravatta dalle riunioni fiume in cui tutti devono aprire bocca anche se non hanno niente da dire. Carlos Tavares rappresenta la passione per i motori allo stato puro, trasferito nelle stanze di comando di un grande gruppo come PSA. Il manager portoghese di nascita (Lisbona 14 agosto 1958) è francese di adozione, per studi, mentalità e formazione. Uno così più che il volante di una azienda, preferisce quello di una vettura. Da corsa, possibilmente. E infatti non è raro trovarlo in pista al volante di una monoposto di F.3 (corre nel campionato storico francese) oppure mentre collauda direttamente le vetture sport prototipo di Peugeot.

E' lui l'apri pista e starter della 88 edizione della 24 ore di Le Mans. E prima di dare il via alla gara, si è messo al volante del prototipo 908 Peugeot per una dimostrazione. Uno così le auto le ama, le capisce, le blandisce e le immagina. Non è un caso che la rinascita del gruppo PSA, preso in mano nel 2014 a pieno titolo, si chiamasse "back in race" ritorno in corsa. Perché le corse, le auto, sono la sua vita e la sua passione. Ecco, trasferire la propria passione in un consiglio di amministrazione, è questo che ha fatto la differenza. Perché da automobilista appassionato, Tavares sa cosa vuole da una vettura. Un abitacolo con i comandi in un certo posto, prestazioni adeguate e tenuta di strada. Quando si è lanciato nel progetto Peugeot 308 ultima generazione, si è visto il salto di qualità. Di stile e guidabilità, sfornando uno dei migliori telai della categoria.

Da uno così devi aspettarti di tutto, tranne l'ipocrisia, perché capace di rischiare in proprio, in prima persona, quando in pista stacca all'ultimo momento, quando sente la vettura che scivola via. Quando il motore ruggisce alle spalle. E queste sensazioni, per uno che ama le auto, devono essere trasmesse a chi le guida tutti i giorni. In breve, è uno che sa di cosa parla e quando ha un interlocutore di fronte, capisce subito se ci fa o ci è. L'annuncio di Peugeot del ritorno a Le Mans nel 2022 con la Hypercar lo sta a dimostrare. Le corse come occasione di confronto, dove puoi essere anche sconfitto dall'avversario, ma accetti la sfida. E la vivi fino in fondo. Un modo diretto di comunicare, di far capire al cliente finale che tutto quello che trova sulla strada, passa per la passione di chi ha una visione e ama il prodotto che vende. E per farlo, con casco e tuta addosso, Tavares si è messo al volante per capire le difficoltà del progetto, capire dove si può arrivare, capire cosa serve e dare tutto quello che serve per farcela. Oggi se dici PSA dici competizioni.

Nei rally, con Citroen e Peugeot, dove hanno vinto dappertutto e con tutto (dalla C3 alla nuova 208), in pista con i trofei 308, dove una tranquilla berlina di famiglia diventa una belva scatenata che non teme i confronti coi tedeschi. E adesso il ritorno a Le Mans, vinta tre volte in passato, e con una tecnologia nuova, mai sviluppata. Perché il mondo dell'auto va avanti, la tecnica pure. E le corse rappresentano quel biglietto da visita che ti fa accorciare i tempi. Ecco, con uno così metodico, con una visione ben netta, sarà interessante capire cosa succederà con la acquisizione di FCA e di marchi storici ad essa legati. Come Maserati e la nuova MC20, il cui futuro dovrebbe essere sportivo, ma che forse non era nella visione di Tavares al momento. Sarà una bella sfida, senza dubbio, perché Maserati (ma anche Alfa Romeo) rappresentano un fiore all'occhiello di prestigio, di classe e storia. Amalgamare tutto insieme, un'altra sfida di Tavares e della sua visione del mondo dell'auto. Da uno così ti puoi aspettare di tutto. Anche che mandi a vuoto un consiglio di amministrazione. Perché parte la sessione di qualifiche della sua gara in pista e, si sa, alla passione non si può dire di no. Bisogna viverla. Lo sosteneva Enzo Ferrari e Carlos Tavares sembra averne fatto suo il motto.

Ecco chi è il nuovo AD di Stellantis, colui che con 400 mila dipendenti, 15 marchi a disposizione e un fatturato di oltre 18 miliardi di euro, dovrà fra fronte alla sfida del mondo automotive del futuro. Non uomo di finanza, ma di prodotto. Una specie di Ghidella, uno che a suo tempo aveva rilanciato Fiat e i suoi marchi con prodotti unici, leggi Croma, Thema e motori diesel di alto livello, diventati esempi per tutti. Il contrasto con il mondo della finanza, di chi legge i numeri e vede solo il profitto è lampante. Sarà una guerra fra il vecchio e il nuovo, fra chi parla di prodotto e chi di cifre. E di sicuro qualcuno perderà nel confronto. Perché a quei livelli 2 più 2 non fa mai 4 e questo significa che nella riorganizzazione di ruoli, fabbriche e personale, ci sarà da preoccuparsi. In fondo Luca de Meo, presidente Renault, lo ha detto chiaramente: "Dovrò prendere decisioni difficili cercando di salvare più posti di lavoro possibile". Se deve farlo Renault Nissan, non si vede come possano essere esenti a Stellantis. E visto che 6 su 5 del CDA arrivano dalla Francia e ci sono i soldi del governo francese nelle quote PSA, qualche dubbio e preoccupazione sorge spontanea...

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