Un anno di crisi profonda per l'auto e per molto di ciò che le sta attorno, ecco le dieci cose che ci hanno fatto mettere il "pollice giù" dei passati dodici mesi
Ma è possibile che dai tempi della Giulia, e forse anche della Giulietta, all’Alfa siano sempre in ritardo sui programmi? Grandi annunci, bellissime concept, ambiziosi traguardi e poi gli alfisti rimangono sempre lì appesi nel “si dice che…”. La Tonale l’abbiamo vista nel 2019 a Ginerva, adesso è il momento di “toccare la merce”.
Da questo punto di vista il 2021 si è chiuso con la dolorosa perdita di Emanuele Sabatino, lo Youtuber dalla grande passione e competenza motoristica, ma fra chi non c’è più ci sono anche Hubert Auriol (campione e direttore della Paris-Dakar), Hannu Mikkola (Campione del Mondo WRC nel 1983), Carlos Reutemann (pilota Ferrari nel 76-78) e Nino Vaccarella (pilota Ferrari nel 1962).
Nostalgia dei grandi show automobilistici neanche più di tanto, ma Ginevra era un avvenimento un po’ a se stante, piccolo e raffinato. E per chi abita al Nord, era anche l’unica manifestazione raggiungibile e visitabile in una giornata. Per ora non ci sono segnali di un nuovo accordo fra gli enti interessati. Se ne riparla (forse) nel 2023.
Trascinata dal costo della materia prima, la benzina nel 2021 è aumentata del 24% e il gasolio del 26%, con una stangata per ogni famiglia calcolata in media di quasi 400 euro all’anno. Si somma agli aumenti dei gas e dell’energia elettrica.
Sembra incredibile, ma anche se le norme sui crash test sono note da anni, nel 2021 ci sono stati almeno tre modelli che hanno avuto delle criticità gravi secondo i criteri di EuroNCAP, con una classificazione al di sotto dello standard. Purtroppo tutti del Gruppo Renault: Dacia Spring, Renault Zoe e Dacia Sandero/Logan
Ci hanno un po’ stufato i tam tam mediatici su quello che succederà nel 2035, con la pretesa uscita di scena dei motori termici, senza che ad oggi, e non solo in Italia, esistano delle reali alternative. Fare programmi per un futuro più green va bene, ma metterci addosso a tutti i costi l’ansia del “...oddio che macchina compro adesso?” anche no.
Qui sappiamo di avventurarci su un terreno difficile, perché la sicurezza ha sempre la priorità ma un limite di velocità urbano di 30 km/h, in via di introduzione in alcune città e quartieri, è praticamente impossibile da mantenere guidando un’auto. Tanto vale rendere queste zone solo pedonali o ciclabili, ma allora perché si paga la tassa di possesso (che è anche un diritto all’uso)?
La crisi dei microchip e anche una certa difficoltà nel “riprogrammare” il sistema delle vendite ha allungato i tempi di consegna che, pare, potranno tornare normali sono verso la fine del 2022. Piazzali vuoti, però, non vuol dire buoni affari: il mercato ha perso a doppia cifra, e l’usato sta salendo di prezzo.
Nonostante i fondi per il PNRR prevedano una quota rilevante per la transizione verso una mobilità più pulita, il Governo non ha messo nella legge di bilancio alcun tipo di incentivo per lo svecchiamento del parco auto circolante, né elettrico né altro. Lo farà, forse, più avanti ma molti se lo aspettavano proprio nei primi mesi dell’anno , quando di solito si affronta la spesa per l’auto nuova.
Se non ci sono incentivi, almeno proviamo a ridurre la tassazione sulle auto, specie quelle imposte che hanno portato solo danni: il superbollo sui modelli che hanno più di 185 kW (251 CV) introdotta dal Governo Berlusconi ma addirittura raddoppiata dal successivo Governo Monti sta generando lo 0,1% delle entrate fiscali, cifre irrisorie. La proposta di una sua abolizione a fine anno è caduta nel vuoto. Anzi, c’è di peggio: c’è una iniziativa parlamentare per reintrodurre l’”ecomalus”, la soprattassa sulle auto nuove particolarmente potenti, scaduta il 31 dicembre 2021.