CRONACA

Croazia: la morte di Eugenio Vinci, avvelenato dal gas di scarico di un motore a benzina

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Alla base della tragedia che ha colpito l'imprenditore siciliano e la sua famiglia ci sarebbe un'intossicazione da ossido di carbonio emesso dall'uso improprio di un motore a benzina destinato ad alimentare un generatore di corrente elettrica collegato all'impianto di condizionamento dell'imbarcazione che i Vinci avevano noleggiato

Croazia: la morte di Eugenio Vinci, avvelenato dal gas di scarico di un motore a benzina

Le cronache di Ferragosto raccontano della tragedia vissuta da una famiglia siciliana in vacanza in Croazia a bordo di una imbarcazione noleggiata.

In attesa di conoscere gli esiti dell'inchiesta aperta dalle autorità croate, l'ipotesi più accreditata è che Eugenio Vinci, amministratore delegato della catena di supermercati Tuodì, - stordito dai gas - sarebbe caduto battendo la testa.

Alla base del malore ci sarebbe l'ossido di carbonio emesso da un motore a benzina tenuto in funzione durante la notte per fornire energia a un generatore elettrico, destinato ad alimentare il condizionatore di bordo del caicco sul quale si trovava con la famiglia e altre due coppie di amici. Tra questi anche Bruno Mancuso, sindaco di Sant'Agata Militello.

Anche i due figli di Vinci, di 4 e 11 anni, sono rimasti intossicati e sono tuttora ricoverati in ospedale, in coma.

Arrestati l'armatore e lo skipper dell'imbarcazione che Vinci aveva noleggiato per 12 mila euro a settimana, rispettivamente di 23 e 27 anni, entrambi croati.

Secondo una prima ricostruzione, per rendere meno insopportabile il caldo di queste settimane, nell'imbarcazione sarebbe stato installato all’ultimo momento (l'8 di agosto, e senza evidentemente preoccuparsi di seguire le norme di sicurezza previste per questo genere di impianti) un sistema di condizionamento dell'aria elettrico alimentato da un generatore mosso da un piccolo motore a benzina.

Probabilmente lo scarico del motore non è stato convogliato regolarmente all’esterno e quindi una parte dei gas è rimasta nella zona abitata della imbarcazione.

Sembra, inoltre, che per non disperdere il refrigerio del condizionatore tutte le aperture siano state convenientemente chiuse. Ad aggravare la situazione e a rendere difficile la respirazione, è stato anche il consumo di ossigeno da parte del motore.

L’ossido di carbonio è un gas incolore e privo di odore, quindi un veleno subdolo, che viene emesso da combustioni incomplete o in presenza di miscele ricche, cioè quelle tipiche dei motori a benzina, soprattutto se dotati di carburatore e privi di marmitta catalitica.

L’incidente insegna a chi chi adopera piccoli motori ausiliari che i condotti che portano all’esterno i gas di scarico vanno curati in modo particolare.

Per completare l’informazione, dato che sulla stampa si è letto un po' di tutto in queste ore, rileviamo che un motore diesel non avrebbe potuto emettere ossido di carbonio, perché lavora costantemente con miscela povera.

Non solo, ma avrebbe emesso un quantitativo di CO2 inferiore di circa il 25%.

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