Cupra, il CEO Markus Haupt senza filtri: “La concorrenza cinese? Non è equa. E all’UE dico: i limiti CO2 da soli non bastano”

Cupra, il CEO Markus Haupt senza filtri: “La concorrenza cinese? Non è equa. E all’UE dico: i limiti CO2 da soli non bastano”
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Intercettato all’E-Prix di Madrid, il CEO di Cupra Markus Haupt ha parlato senza filtri di Raval, batterie LFP, Tindaya, concorrenza cinese e normative UE. Ecco tutto quello che ha detto.
21 marzo 2026

A margine dell’E-Prix di Madrid, dove Cupra è presente come partner e team del campionato di Formula E, abbiamo incontrato il CEO del brand Markus Haupt per una roundtable con la stampa internazionale.

I temi toccati sono stati numerosi e, in alcuni casi, tutt’altro che diplomatici: dal lancio della Raval alla strategia sui costi, dalla concorrenza cinese alle normative europee, fino al futuro della Tindaya e del motore 5 cilindri.

Cupra Raval
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La Raval: obiettivo 40.000 unità nel 2026

La Cupra Raval è chiaramente al centro di ogni discorso e Haupt ha confermato che la world premiere ufficiale è fissata per il 9 aprile, data in cui aprirà anche il configuratore online per avviare gli ordini.

Sul fronte commerciale, il CEO ha indicato un obiettivo preciso: “Puntiamo a venderne più di 40.000 quest’anno”. Haupt ha inquadrato il modello come strumento chiave per la democratizzazione della mobilità elettrica, sottolineando come il segmento in cui si inserisce la Raval sia di fatto ancora poco popolato: “Il segmento non esiste oggi. Abbiamo pochissime auto in quel range. Per questo vediamo una crescita potenziale importante”.

Ha inoltre evidenziato come le dimensioni esterne - 4 metri di lunghezza - non rispecchino l’abitabilità interna: “Con 420 litri di bagagliaio e lo spazio al sedile posteriore paragonabile a quello di una Golf, è un’auto grande. L’esterno non corrisponde alla sensazione che si ha dentro”.

Sul posizionamento di prezzo, Haupt si è detto soddisfatto: “Siamo nel punto giusto, considerando il DNA di Cupra e le dotazioni che la vettura offre”. Alla domanda diretta sulla marginalità, tuttavia, il CEO ha ammesso che c’è ancora lavoro da fare: “Dobbiamo continuare a ridurre i costi. Vale per tutte le nostre auto. Abbiamo presentato la settimana scorsa un programma di performance diviso in quattro pilastri, uno dei quali è proprio la riduzione dei costi in tutte le categorie. Dobbiamo lavorare duro su questo fronte per migliorare la redditività”.

 

Batterie LFP, architettura e strategia sui costi

Uno dei passaggi più tecnici ha riguardato la strategia sulle batterie. Haupt ha confermato che tutte le versioni “energy” della gamma elettrica Cupra adotteranno la chimica LFP (litio ferro fosfato), mentre le versioni ad alte prestazioni manterranno una chimica differente: “Le batterie energy saranno tutte LFP. Le high performance no, ma le energy sì”. Inoltre, ha aggiunto che anche la Cupra Born riceverà la batteria LFP nel prossimo ciclo produttivo.

Sul piano architetturale, Haupt ha spiegato come la scelta della trazione anteriore per la Raval non sia solo una questione di posizionamento di mercato, ma risponda anche a una logica di efficienza produttiva: “Concentrare tutti i componenti ad alta tensione nella parte anteriore rende il veicolo più semplice da costruire e da gestire in produzione. Questo ci dà un vantaggio concreto sul fronte dei costi dei materiali”.

Ha inoltre citato come esempio concreto di riduzione dei costi l’introduzione di una nuova batteria sulla Tavascan, con un costo inferiore rispetto a quella precedente: “È così che dobbiamo procedere su tutta la gamma”.

 

Il DNA sportivo: sospensioni, sterzo e tarature specifiche

Alla domanda su come Cupra riesca a mantenere il proprio carattere sportivo in un’industria sempre più orientata verso veicoli autonomi e confortevoli, Haupt ha risposto con precisione tecnica: “Ho un team molto forte, particolarmente sofisticato sul powertrain e sul telaio. È così che tariamo le nostre auto”.

Nel caso specifico della Raval, il CEO ha elencato gli interventi che differenziano il modello dai cugini del gruppo: “Tariamo tutte le auto con un assetto ribassato di 50 mm per la sospensione sportiva. Lo sterzo è più diretto rispetto agli altri modelli della piattaforma. Adattiamo la risposta del pedale dell’acceleratore. Cambiamo i silent block per aumentare la rigidità. È così che ci differenziamo, e continueremo a farlo in futuro”.

Haupt ha poi rivelato che il team di Cupra ha ricevuto l’incarico di sviluppare quattro modelli sulla stessa piattaforma: “Sono molto diversi tra loro, sia nel design che nel comportamento dinamico. Ognuno è adattato al DNA del brand specifico. Nel nostro caso, è tutto sportivo”.

 

Cupra è il benchmark del Gruppo Volkswagen? “Scrivetelo”

Un momento della roundtable ha generato un certo interesse e, alla domanda se “Cupra è il nuovo benchmark del Gruppo Volkswagen?”, Haupt ha risposto ridendo: “Grazie. È una bella affermazione. Dovremmo scriverla”.

Ha poi aggiunto un dato concreto a supporto della tesi: “La Born è stata svelata prima della Volkswagen ID.3 Neo. La Raval è stata svelata prima della ID.Polo e della Skoda Epiq. Questi progetti li vediamo prima sugli altri modelli”. Una dichiarazione che, pur pronunciata con ironia, fotografa una realtà sempre più evidente all’interno del gruppo.

Tra le dichiarazioni più nette, quella sulla Cupra Tindaya: il concept presentato all’IAA di Monaco non è destinato a restare tale. “Non è solo una visione. Rappresenta il nostro linguaggio di design per il futuro. È un’auto che vogliamo realizzare in serie”.

Haupt non ha fornito dettagli su tempistiche o specifiche tecniche, ma ha confermato che il modello di produzione sarà “molto simile a quello che abbiamo visto a Monaco”. Si tratta quindi con ogni probabilità di un nuovo SUV in arrivo nella gamma Cupra nei prossimi anni.

 

Il motore 5 cilindri e la gamma termica

Alla domanda sul futuro del motore 5 cilindri, Haupt ha risposto con cautela. Al momento l’unica applicazione confermata rimane la nuova Formentor: “Per il momento ci concentriamo solo sulla Formentor con il 5 cilindri. Non prevediamo ulteriori modelli con questo motore, al momento”.

Ha però aggiunto un dettaglio tecnico significativo: “Il 4 cilindri da 245 kW si sta avvicinando sempre di più alle prestazioni del 5 cilindri. Su alcuni circuiti potrebbe anche essere più veloce, dipende dalla pista”. Sul fronte ibrido, Haupt ha confermato che il full hybrid annunciato da Volkswagen arriverà anche su Cupra Leon, in linea con la strategia di elettrificazione.

 

Le normative UE: “Il fattore 1.3 ci aiuta, ma servono infrastrutture”

Sul tema della regolamentazione europea sulle auto elettriche, Haupt ha espresso una posizione articolata. Da un lato ha riconosciuto che la Raval rientra nei requisiti previsti dalla normativa di Bruxelles, beneficiando del fattore moltiplicativo 1.3 sulla CO2: “Siamo felici di quella regolazione. Ne traiamo vantaggio sul fronte della compliance CO2”.

Dall’altro ha però sottolineato che le sole restrizioni sulle emissioni non bastano: “Non puoi mettere limiti CO2 da un lato e dall’altro non supportare i mercati e non investire nelle infrastrutture. Servono costi energetici più bassi, una rete di ricarica adeguata e un sostegno al consumatore. Tra qualche anno le persone capiranno - soprattutto con la crisi attuale - che l’auto elettrica può costare meno nella fase d’uso rispetto a quella a combustione. Ma ci vorrà tempo”.

Ha poi citato l’Italia come caso specifico, indicando il costo dell’energia come uno dei principali freni all’adozione dell’elettrico nel nostro paese: “In Italia il problema del costo dell’energia è reale. Vorremmo vendervi energia a basso costo, ma non la compriamo a basso costo nemmeno noi. È un problema sistemico che richiede una soluzione congiunta tra governi e industria”.

Haupt ha poi allargato il discorso all’intero continente: “L'Italia e la Spagna sono un buon esempio per l'energia rinnovabile. Abbiamo normalmente tanto sole. Potremmo avere molta più energia rinnovabile a basso costo. Come società dobbiamo fare pressione perché ci sono i modi per rendere l’elettricità economica in Europa”.

 

Concorrenza cinese: “Devono produrre in Europa con il 50% di contenuto locale”

Interpellato sui costruttori cinesi, Haupt non ha usato mezzi termini: la concorrenza è legittima, ma deve avvenire su un piano paritetico. “Finché producono in Cina con i costi manifatturieri cinesi e si confrontano con noi, non sarà mai una competizione equa. È impossibile per noi raggiungere quei costi di produzione”.

La soluzione che propone è quella che l’Europa aveva adottato con i costruttori occidentali in Cina decenni fa: “Dobbiamo invitarli a venire in Europa, come fecero con noi 40 anni fa. Joint venture, produzione locale con almeno il 50% di contenuto europeo. Solo così diventa una competizione equa e fa anche bene all’economia europea, perché abbiamo bisogno di reindustrializzare il continente”.

Una posizione che Haupt ha dichiarato di portare direttamente nelle sedi istituzionali: “Quando mi siedo con il presidente spagnolo o con altri rappresentanti politici europei, è questo il messaggio che porto”.

 

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