Geely alla Milano Design Week 2026: Anima Mundi, la nuova E2 e il Design Center italiano, il Rinascimento Tecnologico prende forma

Geely alla Milano Design Week 2026: Anima Mundi, la nuova E2 e il Design Center italiano, il Rinascimento Tecnologico prende forma
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Geely Auto sceglie la Milano Design Week 2026 per fare il punto sulla propria identità europea: un'installazione immersiva firmata Dotdotdot, l'anteprima italiana della nuova urban car elettrica E2 e la vetrina sul Design Center di Milano. Tre storie che si intrecciano attorno a un'unica visione: il Rinascimento Tecnologico
20 aprile 2026

C'è un organo del 1901 che è guidato dall'intelligenza artificiale, ci sono cinque velari monumentali animati da dati atmosferici reali, e nel mezzo di tutto questo c'è un'automobile elettrica che debutta in Italia per la prima volta. Non è la trama di un'opera d'avanguardia, ma la realtà di quanto Geely Auto ha portato alla Milano Design Week 2026, in scena dal 19 al 26 aprile negli spazi della Fondazione Istituto dei Ciechi, in Via Vivaio 7, nel cuore del Porta Venezia Design District. Il brand cinese ha scelto la kermesse meneghina per dare forma concreta al proprio "Rinascimento Tecnologico", un concetto che fonde tecnologia, design e sensibilità umana, restituendo una visione molto chiara della direzione del gruppo.

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"Anima Mundi. A Visionary Impulse": quando la tecnologia ascolta il mondo

Il cuore della presenza Geely alla Design Week è Anima Mundi. A Visionary Impulse, un'installazione interattiva e immersiva site-specific concepita da Dotdotdot, studio milanese di design multidisciplinare specializzato nella creazione di ambienti narrativi esperienziali. Il principio ispiratore è quello della filosofia neoplatonica dell'anima mundi, l’anima del mondo, il principio vitale che connette e anima tutta la realtà. Un'idea filosofica antica reinterpretata attraverso strumenti tecnologici contemporanei, in un dialogo che è già, di per sé, la migliore sintesi possibile del messaggio che Geely vuole trasmettere.

L'installazione trasforma la grande Sala Barozzi del neoclassico Istituto dei Ciechi in un microcosmo sensoriale che non è mai uguale a se stesso: opera come un organismo vivo, la cui conformazione varia in tempo reale in base a dati ambientali, luce, umidità, pressione atmosferica, e al movimento delle persone all'interno della sala. A guidare l'esperienza è innanzitutto la dimensione sonora: una composizione musicale reinterpretata da un algoritmo e diffusa attraverso le 4.000 canne dello storico organo, il protagonista indiscusso che dialoga con l'intelligenza artificiale creando un equilibrio perfetto tra memoria storica e tecnologia moderna. L'interfaccia MIDI che mette in comunicazione il software e lo strumento è una soluzione tanto essenziale quanto visionaria: l'algoritmo attinge a diversi registri, dall’oboe alla tromba, dalle campane alla voce umana, generando una melodia in continua trasformazione. Chi entra in momenti diversi o quando la sala ha una densità diversa di visitatori, percepisce la stessa sezione musicale colorata da modulazioni ed effetti sonori mai identici.

Ad accompagnare il sound design ci sono le immagini generate su cinque monumentali velari semi-trasparenti, disposti a evocare le quinte teatrali di ispirazione rinascimentale. Ciascuno è allegoria di un diverso ambiente naturale: Aqua (l'ambiente marino), Terra (il sottosuolo), Urbs (il costruito umano), Rus (la natura incontaminata) e Aer (il dominio aereo). I cinque velari si animano con paesaggi che si auto-generano, suoni che si stratificano e si moltiplicano ad ogni passo: il visitatore non è uno spettatore, ma parte di qualcosa di vivo. La narrazione sonora e visiva cresce gradualmente fino al climax, in cui l'organo prende il sopravvento, per poi ritrovare un nuovo equilibrio: non una fine, ma il completamento di un ciclo che si rinnova, sempre uguale nella forma ma sempre diverso nella sostanza.

"Abbiamo immaginato un'installazione site-specific nel senso più autentico del termine, un'opera generativa e partecipativa in cui ambiente e creazione si fondono fino a diventare indistinguibili", spiega Alessandro Masserdotti, CEO e co-founder di Dotdotdot. "La tecnologia ascolta il luogo e la fruizione delle persone, interpreta i dati e restituisce un'esperienza che è di fatto un dialogo tra secoli e linguaggi: umano e non umano, digitale e acustico." È una scelta concettuale coraggiosa per un brand automobilistico: lasciare che un'installazione filosofica e sensoriale parli per te, senza mostrare direttamente il prodotto, richiede fiducia nella forza delle idee e nella capacità del pubblico di percepire connessioni sottili.

Geely E2: la urban car elettrica che fa della bellezza il suo linguaggio

Dentro e attorno all'installazione, integrata nell'esperienza come oggetto vivente e non come exhibit da vetrina, c'è lei: la nuova Geely E2, presentata per la prima volta in Italia — e in anteprima europea — proprio alla Milano Design Week 2026. La E2 si vedrà sulle strade nella seconda metà dell'anno: è una hatchback cinque porte, con dimensioni da segmento B (lunghezza di circa 410 cm) e una motorizzazione elettrica da 116 cavalli, con batteria da 39,4 kWh e un'autonomia dichiarata di circa 325 km nel ciclo WLTP. Ma Geely non ha voluto presentare la E2 come una semplice scheda tecnica. Il brand la descrive come una risposta a una domanda precisa: come si progetta un'automobile capace di migliorare ogni giorno la vita di chi la guida? La risposta passa per tre parole chiave — bellezza, affinità, intelligenza — che diventano parametri di progettazione prima ancora che valori comunicativi.

Il design esteriore si distingue per una ricercatezza che non eccede mai. La carrozzeria è caratterizzata da superfici fluide e continue, senza linee aggressive o spigoli superflui: una scelta non solo estetica, ma funzionale, che contribuisce a un coefficiente di penetrazione aerodinamica particolarmente contenuto. I fanali anteriori a LED full-split sono dotati di 78 sorgenti luminose e il frontale è ispirato al sorriso, scelta progettuale coerente con la filosofia "emotiva" della vettura. Il profilo laterale è tra gli elementi più riusciti del progetto: le superfici si allungano secondo proporzioni studiate con cura millimetrica, con un rapporto altezza/larghezza di 1,15 che conferisce alla vettura una postura bassa, larga e autorevole senza appesantirla visivamente. Non meno importante è il ruolo della sezione aurea: il design della vettura segue la proporzione aurea di 0,618 per garantire armonia visiva e luminosità interna. I cerchi da 16 pollici con disegno a quadrifoglio e le maniglie semi-incassate completano un profilo che unisce raffinatezza formale e funzionalità aerodinamica. I fanali posteriori a LED full-split, con doppio elemento separato per lato, ospitano 78 sorgenti LED che producono un effetto brillante e profondo paragonabile a quello di una pietra preziosa tagliata a mano.

Il design interno è concepito attorno al benessere del conducente e dei passeggeri, con un'attenzione ai materiali, alle texture e alle proporzioni degli spazi che richiama più il mondo dell'interior design residenziale di alto livello che quello dell'automobile tradizionale. Come afferma Marco Santucci, Managing Director di Jameel Motors Italy per Geely Auto e Zeekr: "La nuova Geely E2 è l'espressione più compiuta di questa visione: un'automobile che fa della tecnologia accessibile e del design un'esperienza autentica e quotidiana." La E2 sarà commercializzata tra settembre e ottobre 2026.

Il Design Center di Milano: il ponte tra Italia e mondo

La partecipazione alla Design Week non è per Geely un evento isolato, ma l'espressione più visibile di un investimento strutturale che ha radici profonde nel capoluogo lombardo. Il Geely Innovation Design Center Italy, inaugurato nei primi mesi del 2023, è uno dei cinque centri di design globali del Gruppo, insieme a quelli di Shanghai, Ningbo, Göteborg e Coventry, e rappresenta uno degli investimenti più strategici di Geely per l'acquisizione e lo sviluppo di talenti al di fuori dell'Asia.

Il brand si è posizionato come il più europeo tra i brand cinesi per sensibilità progettuale e culturale, e contribuisce a dare consistenza a questa affermazione la scelta di Milano per uno dei cinque centri di design globali del gruppo. La città garantisce a Geely un accesso privilegiato a un ecosistema creativo d'eccellenza, comprensivo di accademie internazionali, studi di architettura e poli dell'alta moda. Il centro milanese ha consolidato partnership strategiche con dieci prestigiose istituzioni accademiche, promuovendo programmi di interscambio volti a favorire una reale integrazione interculturale tra professionisti italiani e cinesi.

Chen Zheng, Global Head of Geely Design e Vice President di Geely Auto Group, coordina un team internazionale di professionisti provenienti da oltre venti paesi. Sfruttando strategicamente i fusi orari, i team di Shanghai, Ningbo e Milano operano in un flusso di lavoro continuo 24 ore su 24, garantendo efficienza operativa e reattività immediata alle dinamiche di mercato. La direzione creativa ha codificato un framework metodologico rigoroso in nove principi fondamentali di design, tra cui spicca la ricerca di un'estetica universalmente condivisibile: un linguaggio visivo comprensibile in tutte le culture, basato ad esempio sull'ispirazione alla porcellana per i modelli NEV, che si traduce in proporzioni equilibrate e in un raffinato gioco di luci. Un esempio concreto è il Geely EX5, la cui carrozzeria presenta nove transizioni di curvatura fluide progettate per conferire una texture morbida e una tensione naturale.

La validità di questo approccio è certificata da oltre 60 premi internazionali, tra cui l'iF Design Award, il Red Dot Award, l'A' Design Award e il Good Design Award giapponese. Sul fronte commerciale, i risultati parlano chiaro: nel 2025 il gruppo ha raggiunto vendite cumulative di oltre 3 milioni di unità, con una crescita anno su anno del 39%, e le vendite di veicoli a nuova energia hanno superato 1,6 milioni di unità, con un incremento del 90%. Il trend espansivo trova ulteriore conferma nel primo trimestre del 2026, che si attesta a 709.358 vendite complessive, con 203.024 vetture destinate ai mercati internazionali.

Un Rinascimento che non è solo una parola

Alla fine, il filo che lega Anima Mundi, la Geely E2 e il Design Center di Milano è uno solo, e Geely lo chiama Rinascimento Tecnologico: un'evoluzione culturale che trascende i confini dell'industria automotive, pone le persone al centro e trasforma la tecnologia da promessa astratta a esperienza concreta. Il messaggio che Geely vuole trasmettere non riguarda i numeri, ma un cambio di paradigma: la tecnologia non come fine a se stessa, ma come strumento di connessione tra persone, specie e ambienti.

L'installazione di Dotdotdot ne è lo specchio perfetto: un sistema generativo che si trasforma in risposta all'ambiente e alla presenza umana, esattamente come Geely immagina il rapporto tra l'automobile e chi la vive ogni giorno. La E2 è il prodotto. Anima Mundi è la filosofia. Il Design Center è la struttura. Insieme, i tre elementi compongono un messaggio coerente e ambizioso, che Milano — capitale mondiale del design — è il contesto ideale per amplificare.

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