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La navigazione satellitare potrebbe compiere un ulteriore passo avanti. Google Maps si prepara infatti a esplorare nuove possibilità per aiutare automobilisti e utenti a raggiungere la propria destinazione, riducendo la dipendenza dalle tradizionali indicazioni basate esclusivamente su distanze e svolte. Dopo l'introduzione della navigazione basata sui punti di riferimento, sviluppata con il supporto dell'intelligenza artificiale Gemini, emerge una nuova tecnologia descritta in un brevetto depositato da Google. L'idea è quella di sfruttare una prospettiva a 360 gradi, prendendo in considerazione anche elementi del paesaggio che si trovano lontano dalla strada percorsa.
Il principio alla base della tecnologia è piuttosto semplice: anziché limitarsi a osservare ciò che si trova immediatamente davanti al veicolo, il sistema potrebbe utilizzare qualsiasi elemento riconoscibile nell'ambiente circostante per fornire indicazioni più precise. Il brevetto, intitolato "Systems and Methods for Using Visual Landmarks in Initial Navigation", cita esplicitamente riferimenti naturali come montagne e strutture artificiali come ponti, torri ed edifici particolarmente alti.
In determinate situazioni, questi elementi potrebbero risultare più utili delle indicazioni tradizionali. L'automobilista potrebbe, per esempio, ricevere un suggerimento che lo invita a procedere nella direzione opposta rispetto a una montagna, puntando verso una stazione di servizio. Un approccio che potrebbe rendere più immediata la comprensione del percorso, soprattutto in aree poco conosciute.
Per individuare questi punti di riferimento, Google potrebbe affidarsi all'analisi di fotografie disponibili online e alle tecnologie di computer vision. Il sistema sarebbe in grado di confrontare diverse immagini dello stesso elemento, ricostruendo le posizioni da cui sono state scattate e determinando così la direzione utile per orientare l'utente. La novità si inserisce in un percorso tecnologico già avviato: nel novembre 2025 Google ha annunciato l'introduzione delle indicazioni basate sui landmark, con istruzioni vocali più naturali come "svolta a destra dopo il ristorante".
Per individuare i riferimenti più facilmente riconoscibili, Maps incrocia le informazioni relative a oltre 250 milioni di luoghi con le immagini di Street View. Nel marzo 2026, inoltre, l'azienda ha presentato Immersive Navigation, una profonda revisione dell'esperienza di guida con mappe tridimensionali, visualizzazione delle corsie e indicazioni più contestualizzate.
Un altro aspetto interessante del brevetto riguarda l'utilizzo dei dati condivisi dalla community. Non tutti i punti di riferimento, infatti, sono necessariamente permanenti o visibili: il sistema potrebbe prendere in considerazione anche elementi temporanei, come un concerto o un evento all'aperto. In uno degli esempi descritti, le indicazioni potrebbero invitare a dirigersi verso la musica di un concerto segnalato nelle vicinanze. Per riuscirci, Google potrebbe combinare crowdsourcing, riconoscimento automatico delle immagini e informazioni inserite dagli utenti.
Si tratta di un'evoluzione potenzialmente interessante anche per chi utilizza Google Maps attraverso Android Auto e Apple CarPlay, perché potrebbe rendere più semplice interpretare le istruzioni senza dover distogliere continuamente lo sguardo dalla strada. Al momento, tuttavia, non esiste una data ufficiale per il debutto della navigazione a 360 gradi: la presenza di un brevetto non garantisce che la tecnologia arrivi effettivamente nell'applicazione. La direzione intrapresa da Google è comunque chiara: trasformare Maps da semplice navigatore satellitare in un assistente sempre più intelligente, capace di comprendere e interpretare il mondo reale.