Gran Turismo World Series - Intervista con Valerio Gallo Campione 2021 - "A tre anni correvo già con Grand Turismo 2"

Gran Turismo World Series - Intervista con Valerio Gallo Campione 2021 - "A tre anni correvo già con Grand Turismo 2"
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Il campione del mondo di Gran Turismo Valerio Gallo racconta rivalità, allenamento, drifting, multiclasse e il futuro del sim racing italiano in un’intervista ricca di visione e retroscena.
11 maggio 2026

Si avvicina la prima storica gara italiana delle Gran Turismo World Series è siamo riusciti a rubare un po’ di tempo al pilota italiano più vincente. Campione olimpico e-sport a Tokyo 202,1 Campione nella Nations Cup del FIA GT Championship sempre nel 2021. 2° posto nelle Gran Turismo World Series del 2022. Dopo un 2025 molto competitivo chiuso con il 5° posto delle Gran Turismo World Series dominate dallo spagnolo Josè Serrano, Valerio Gallo si presenta nuovamente tra i favoriti del campionato 2026. Durante un’ora e passa di quella che si è presto trasformata in una chiacchierata tra appassionati di corse , di simracing e, ovviamente, di Gran Turismo abbiamo avuto il grande piacere di conoscere un ragazzo con i piedi ben piantati per terra e consapevole del suo talento. Ecco cosa ci ha raccontato. Buona lettura.

Quando hai capito che il sim racing poteva diventare una professione?

Valerio Gallo: Direi con Gran Turismo Sport. È il titolo che ha lanciato davvero gli esports su GT. Prima facevo competizioni interne, ma con GT Sport sono arrivati gli eventi ufficiali: Milano con Mercedes, poi Tokyo, Montecarlo nel 2019, Sydney nel 2020. Lì ho capito che poteva diventare qualcosa di serio.

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Qual è stato il tuo primo Gran Turismo?

Gallo: Ho iniziato prestissimo: a tre anni giocavo già a Gran Turismo 2. È una passione di famiglia. Poi crescendo mi ci sono specializzato sempre di più.

Giochi anche ad altri simulatori?

Gallo: Sì, mi piace diversificare. Gran Turismo è la mia casa, ma ogni tanto provo iRacing, Assetto Corsa, Automobilista. Non ci passo troppo tempo per ovvie ragioni, però mi piace vedere come mi adatto a fisiche diverse.

Guidare simulatori diversi aiuta o distrae?

Gallo: Dipende. All’inizio può distrarre, perché ogni gioco ha una fisica diversa. Ma è anche una skill: essere versatili. Anche dentro GT cambi auto o pista e cambia lo stile di guida. Assetto Corsa è più aggressivo, iRacing richiede ancora più precisione.

È un buon allenamento mentale.

Che setup usi per allenarti?

Gallo: Uso Fanatec, il volante ufficiale Gran Turismo. Ho un cockpit completo, monitor a bassa latenza, postazione stabile. Ma ho iniziato come tutti: scrivania e sedia da ufficio.

Quanto conta l’hardware?

Gallo: Secondo me con Gran Turismo non conta tantissimo. Ci si qualifica anche col pad: Moxon, per esempio, si è qualificato per le prossime World Series con Subaru usando il pad. Il volante dà più sensibilità, ma GT lavora molto bene con tutte le periferiche. Il direct drive aiuta nei controsterzi, ma non è un vantaggio enorme. Su simulatori più avanzati sì, fa la differenza.

Cosa dovrebbe prendere Gran Turismo da iRacing o Assetto Corsa?

Gallo: Il netcode di GT è tra i migliori. Su iRacing è molto criticato. Sulla fisica GT potrebbe migliorare: spesso è sottosterzante e le auto si somigliano un po’. GT7 è migliorato rispetto a GT Sport, ma resta un simcade: accessibile, unificato, pensato anche per il single player.

Cosa pensi del sistema di penalità di GT7?

Gallo: Le penalità sono un aspetto che va ancora migliorato. Alcune piste hanno track limits un po’ strani e questo pesa molto quando devi spingere al limite. A volte il sistema non distingue bene tra contatti volontari e incidenti di gara, oppure non riconosce quando riesci a salvare la macchina senza perdere controllo. È un elemento fondamentale per chi compete ad alto livello, quindi spero che venga raffinato.

Quanto conta la preparazione mentale?

Gallo: Tantissimo. Molti pensano che per andare veloci bisogna muoversi velocemente. È il contrario: devi essere fluido, preciso, tranquillo. L’esperienza crea automatismi e riduce l’ansia. Devi gestire gomme, benzina, traffico, pressione. La calma è fondamentale.

Le gare live sono identiche alla modalità Sport?

Gallo: Non del tuito. Usiamo una versione specifica del gioco. A volte il BOP è rivisto per la pista dell’evento. Anche la pioggia può comportarsi diversamente: più realistica, più imprevedibile. Vogliono creare variabilità.

Com’è il clima tra i piloti?

Gallo: Ottimo. Siamo competitivi in pista, ma fuori siamo persone normali. È quasi una famiglia. GT ha sempre puntato sull’accoglienza. Non c’è tossicità come in altri esports dove ci sono montepremi enormi. Noi corriamo per la gloria, non si sono premi in denaro, anche questo aiuta a mantenere un clima sereno.

Chi sono i tuoi piloti di riferimento?

Gallo: Sicuramente José Serrano. È la mia rivalità storica. Ho vinto il Nations 2021 davanti a lui, ora è in grande forma. Ci rispettiamo molto.

E poi Mikail Hizal, campione del mondo 2019. È stato uno dei più forti al mondo e per il suo stile di guida è stato un riferimento anche per me. Oggi lavora in Polyphony Digital come tester per il bilanciamento delle auto e come community feedback manager. Ha influenzato tantissimo il modo di guidare di molti di noi.

Cosa pensi del percorso di Igor Fraga?

Gallo: Fraga è un esempio perfetto di come il sim racing possa aprire porte nel motorsport reale. Lui nasce nei kart e nelle formule, ma a un certo punto si è fermato per i costi. È diventato conosciuto grazie a Gran Turismo: il titolo mondiale gli ha dato un boost enorme.

Adesso corre in Super GT e Super Formula in Giappone, e sta facendo risultati molto buoni. Magari non è arrivato in Formula 1, ma ha trovato la sua strada. È uno dei casi più concreti di sim-to-real.

Di che team fai parte attualmente?

Gallo: Corro per FreeM – Sim FreeM, un progetto che unisce la parte esports con quella più tradizionale del motorsport. FreeM è un marchio italiano molto forte nell’abbigliamento tecnico da gara, e con Sim FreeM stiamo portando avanti un percorso dedicato al sim racing. È un ambiente professionale, molto attento ai dettagli, e mi trovo davvero bene.

Che motorsport segui?

Gallo: Non solo F1. Seguo molto il WEC, le endurance, il multiclasse. Sono patito del multiclasse: categorie diverse, doppiaggi, marchi diversi, strategie incrociate… crea variabilità, è affascinante.

E il drifting?

Gallo: Lo adoro. Mi piace un botto il drifting. È uno sport di stile, di criteri. Non conta il cronometro, ma l’esecuzione. La giuria valuta la linea, l’angolo, la fluidità. E poi il twin drift è spettacolare: devi coordinarti con l’altro pilota. È una disciplina molto particolare.

Cosa servirebbe per far crescere gli esports in Italia?

Gallo: In Italia siamo ancora indietro: manca una vera cultura degli esports e non c’è ancora un riconoscimento istituzionale forte. All’estero, come negli Stati Uniti, esistono team universitari e programmi dedicati. Da noi i centri di simulazione stanno nascendo, ma serve molto di più.

Il sim racing può portare al motorsport reale?

Gallo: Sì, e ci sono esempi concreti: Fraga, Baldwin, Mardenborough. Durante il Covid molti piloti reali hanno streammato e avvicinato il pubblico. GT è una vetrina, ma servono più opportunità.

Hai già guidato auto reali in pista?

Gallo: Non ancora, ma mi piacerebbe tantissimo. Spero che le opportunità crescano.

Da dove nasce il nickname “B-Racer”?

Gallo: Da “Best Racer”. Me lo ero dato da ragazzino per scherzo, quando ancora non esistevano gli esports. Poi è rimasto.

Come vi abbiamo anticipato ad inizio articolo Valerio Gallo è un ragazzo normale con un grande talento per il simracing, a lui vanno i nostri complimenti ed i nostri auguri per la sua carriera.

In questa intervista abbiamo visto che il simracing può essere la porta per una carriera sulle piste fisiche, reali, ma che per crescere ha bisogno di un cambiamento culturale. Forse considerarlo un'attiività che richiede dedizione ed impegno e non solo come una porta di accesso economica al mondo delle corse potrebbe essere il primo passo. Voi cosa ne pensate? Raccontatacelo nei commenti. 

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