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Il 2026 potrebbe essere ricordato come l’anno in cui il LiDAR smette definitivamente di essere una tecnologia esclusiva delle auto di fascia alta. Con il lancio della nuova BYD Seagull — commercializzata anche come Dolphin Mini o Dolphin Surf nei mercati internazionali — il costruttore cinese porta infatti sensori avanzati di percezione ambientale su una citycar elettrica dal prezzo estremamente competitivo. La novità più significativa della BYD Seagull MY2026 non riguarda il design o le prestazioni pure, ma l’introduzione opzionale del LiDAR all’interno del sistema di assistenza alla guida God’s Eye con piattaforma DiPilot 300. Il sensore laser è installato nella parte superiore del parabrezza e permette un salto generazionale nelle capacità di percezione dell’ambiente circostante.
Finora questa tecnologia era riservata quasi esclusivamente a modelli premium o a veicoli destinati alla guida autonoma sperimentale. Il fatto che venga proposta su una citycar lunga poco più di quattro metri rappresenta un cambio di paradigma: i sistemi avanzati ADAS non sono più un lusso, ma diventano progressivamente accessibili anche sulle elettriche urbane. Il pacchetto con LiDAR resta opzionale e inizialmente limitato al mercato cinese, ma il trend è chiaro: i costruttori asiatici stanno accelerando la democratizzazione delle tecnologie di sicurezza. Un processo simile a quanto avvenuto anni fa con radar, cruise control adattivo o frenata automatica, oggi diffusi su quasi tutte le categorie di veicoli.
Oltre alla rivoluzione legata agli ADAS, la nuova Surf introduce aggiornamenti mirati all’efficienza energetica. La gamma prevede un motore elettrico da 55 kW (75 CV) abbinato a due batterie da 30,1 e 38,9 kWh, capaci di garantire autonomie fino a 305 e 405 km nel ciclo CLTC. Le modifiche estetiche sono limitate a dettagli dei gruppi ottici e dei cerchi, mentre gli interni evolvono con un infotainment aggiornato e uno schermo centrale più grande, ora da 12,8 pollici. Secondo diverse anticipazioni, BYD starebbe inoltre preparando una versione futura capace di superare i 500 km di autonomia, segnale della rapidissima evoluzione delle piattaforme elettriche compatte.
Il posizionamento resta estremamente aggressivo: in Cina i prezzi partono da meno di 9.000 euro equivalenti, confermando la strategia di BYD di espandere la mobilità elettrica verso il grande pubblico, sfruttando l’esperienza maturata nello sviluppo di batterie e piattaforme dedicate ai veicoli a nuova energia.
Il LiDAR (Light Detection and Ranging) è un sistema di rilevamento basato su impulsi laser che misura con estrema precisione distanza, posizione e movimento degli oggetti attorno all’auto. A differenza delle telecamere tradizionali o dei radar, il LiDAR crea una vera mappa tridimensionale dell’ambiente circostante, permettendo al veicolo di “vedere” ostacoli, pedoni e veicoli anche in condizioni di luce difficili. Questa tecnologia rappresenta uno degli elementi chiave nello sviluppo della guida autonoma perché migliora drasticamente la percezione spaziale del veicolo e riduce i margini di errore dei sistemi ADAS.
Integrato con telecamere e radar, consente funzioni più avanzate come parcheggio automatico evoluto, assistenza alla guida urbana complessa e navigazione assistita su percorsi reali. Il vero punto di svolta della Surf non è quindi soltanto l’introduzione del LiDAR, ma il fatto che venga applicato a un’auto urbana accessibile. Significa che nei prossimi anni anche le utilitarie potrebbero offrire livelli di assistenza alla guida finora associati a berline premium o SUV tecnologici.