Opel elettrica con DNA cinese: a Saragozza nasce il C-SUV firmato Stellantis e Leapmotor, debutto fissato al 2028

Opel elettrica con DNA cinese: a Saragozza nasce il C-SUV firmato Stellantis e Leapmotor, debutto fissato al 2028
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Il gruppo guidato da Antonio Filosa allarga la collaborazione con il colosso di Hangzhou: nuova linea produttiva in Spagna, acquisti congiunti e un futuro tutto da scrivere per lo stabilimento di Villaverde, che potrebbe persino cambiare proprietà.
11 maggio 2026

C'è un'immagine che da sola racconta meglio di qualsiasi comunicato dove sta andando l'industria automobilistica europea: una Opel elettrica che scivola lungo la stessa linea di montaggio dove, dal 1982, sono nate 11 milioni di Corsa, accanto a una berlina rialzata cinese pronta a essere spedita nei concessionari del vecchio continente. Non è uno scenario di fantascienza industriale, ma il piano concreto che Stellantis e Leapmotor hanno messo nero su bianco l'8 maggio 2026, ampliando in modo deciso quella partnership strategica che, in poco più di due anni, è già diventata il cavallo di Troia con cui il gruppo di Antonio Filosa intende rispondere all'avanzata dei costruttori asiatici.

11 milioni di Opel Corsa prodotte nello stabilimento di Saragozza
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Saragozza diventa il laboratorio europeo dell'auto a nuova energia

Il fulcro dell'operazione ha un nome preciso, quello dello stabilimento di Figueruelas, alle porte di Saragozza. Qui, accanto alle attuali Peugeot 208 e Lancia Ypsilon, verrà presa in considerazione l'aggiunta di una nuovissima linea destinata a un C-SUV elettrico Opel completamente inedito. Il debutto produttivo è ipotizzato per il 2028, ma non sarà il primo veicolo a battere quei nastri trasportatori sotto la regia congiunta: già nel corso del 2026, infatti, potrebbe arrivare la produzione del B10, il C-SUV con cui Leapmotor ha conquistato i mercati internazionali e che condividerà piattaforma e know how tecnico con il futuro crossover di Rüsselsheim.

La ricetta industriale è chiara e segna una netta inversione di rotta rispetto al passato. Il nuovo modello tedesco, pensato per inserirsi tra Mokka e Grandland, attingerà a piene mani all'ecosistema di componenti sviluppato dalla joint venture Leapmotor International (LPMI), sfruttando l'efficienza della filiera cinese dei veicoli a nuova energia per abbattere i costi finali. Tradotto in parole povere, significa portare nelle concessionarie europee un'elettrica accessibile senza dover rinunciare al design e all'identità di un marchio storico come Opel.

Leapmotor B10
Leapmotor B10 Leapmotor

L'arma segreta si chiama acquisti congiunti

Il secondo pilastro dell'intesa è meno visibile al grande pubblico, ma forse ancora più strategico. Stellantis e Leapmotor hanno deciso di unire le forze sul fronte degli acquisti, sfruttando attraverso LPMI la dimensione combinata dei due colossi per spuntare condizioni migliori dai fornitori. L'obiettivo dichiarato è duplice: da un lato strappare prezzi più competitivi attingendo alla supply chain cinese, dall'altro valorizzare le capacità produttive europee per aumentarne la resilienza e accelerare il time to market dei prossimi modelli. È la prova plastica di come la geografia industriale stia cambiando: non più contrapposizione frontale tra Oriente e Occidente, ma integrazione selettiva delle competenze.

Villaverde, il futuro passa di mano

Capitolo terzo, e non meno significativo: lo stabilimento madrileno di Villaverde, fino a oggi casa della Citroën C4 in via di pensionamento, riceverà nuova linfa attraverso l'assegnazione di un futuro modello Leapmotor destinato all'Europa e ai mercati MEA, con avvio previsto per la prima metà del 2028. Ma c'è di più, perché la proprietà stessa del sito è in discussione per un potenziale trasferimento alla controllata spagnola di LPMI. Un passaggio che, se confermato, segnerebbe il primo caso di un impianto storicamente europeo che cambia bandiera per finire sotto il controllo di una joint venture a maggioranza italoamericana ma con anima sinoeuropea.

I numeri che spiegano perché la partnership funziona

Per capire l'entusiasmo dei vertici basta guardare i dati. Da quando, nell'ottobre 2023, Stellantis è entrata in Leapmotor con una quota di circa il 21% diventandone il primo azionista, la joint venture LPMI ha bruciato le tappe. Lanciata nel 2024 con i modelli T03 e C10, ha già toccato oltre 850 punti vendita in Europa e chiuso il 2025 con più di 40.000 consegne in Europa. Nel corso dello stesso anno l'espansione ha investito Sud America, Asia Pacifico, Medio Oriente e Africa, mentre nell'aprile 2026 il marchio ha messo piede anche in Messico.

Non a caso Antonio Filosa, CEO di Stellantis, parla di "vera vittoria per entrambi", sottolineando come l'accordo porti "supporto alla produzione, posti di lavoro e localizzazione avanzata in Europa". Sul fronte cinese, Zhu Jiangming, fondatore e numero uno di Leapmotor, rilancia evocando una combinazione "straordinariamente potente" tra le tecnologie d'avanguardia del suo gruppo e la portata globale di Stellantis.

Cosa succede ora

Va detto chiaramente: l'intesa è ancora soggetta a studi di fattibilità, accordi definitivi e alle consuete autorizzazioni regolatorie. Le tempistiche precise potrebbero slittare, alcuni dettagli industriali sono ancora da limare. Ma la direzione è tracciata, e racconta un'Europa che ha smesso di temere la concorrenza cinese per provare, finalmente, a giocarci insieme. Con buona pace di chi sognava un'industria automobilistica continentale chiusa nel proprio fortino tecnologico, il futuro elettrico della Opel parlerà spagnolo nella produzione, tedesco nel design e cinese nella sostanza tecnica. Il 2028 dirà se la scommessa avrà pagato.

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