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Secondo quanto riportato da Bloomberg, Stellantis starebbe valutando l’adozione delle piattaforme elettriche di Leapmotor per alcuni dei suoi marchi europei di massa, tra cui Fiat, Opel e Peugeot.
L’ipotesi non è nuova, ma ora assume un peso diverso: arriva infatti in un momento delicato per il gruppo, reduce dalla maxi perdita 2025 e da una revisione profonda della strategia sull’elettrico. L’obiettivo sarebbe chiaro: ridurre i costi e accelerare la competitività dei modelli a batteria destinati al mercato europeo.
Non ci sono conferme ufficiali, ma secondo Bloomberg sarebbero in corso colloqui preliminari per ampliare la portata della joint venture Leapmotor International. Restano sul tavolo nodi regolatori e geopolitici - dalla protezione dei dati alle restrizioni statunitensi sulle tecnologie cinesi - ma le parti punterebbero a un’intesa nei prossimi mesi.
Se l’operazione dovesse concretizzarsi, sarebbe la prima volta che un grande costruttore occidentale utilizza intere piattaforme e architetture software cinesi per modelli destinati al mercato europeo. Non semplici componenti o batterie, ma basi tecniche complete.
Durante la conference call sui risultati annuali, il CEO Antonio Filosa ha offerto indicazioni significative, pur senza entrare nei dettagli di eventuali modelli specifici:
“Quella con Leapmotor è una partnership forte dal punto di vista commerciale, grazie alla quale abbiamo aumentato la nostra copertura del mercato, ma anche una partnership tecnica che ci porta a livelli superiori in materia di elettrificazione [...] La collaborazione verrà migliorata sul piano tecnologico"
Antonio Filosa, attuale CEO di Stellantis
Due frasi che confermano come l’alleanza non sia soltanto distributiva, ma sempre più industriale e tecnologica. Tradotto: qualcosa si muove, ma per eventuali annunci concreti bisognerà attendere la presentazione del nuovo piano industriale a fine maggio.
Già lo scorso autunno erano circolate indiscrezioni su un possibile “rebadging” della Leapmotor B10 - SUV compatto disponibile anche in versione EREV - sotto marchio Opel, con l’obiettivo di proporre rapidamente un’elettrica accessibile in un segmento chiave. Il razionale industriale è evidente: utilizzare piattaforme già sviluppate e competitive per evitare nuovi investimenti ad alto rischio e comprimere tempi e costi di sviluppo.
La collaborazione tra Stellantis e Leapmotor ha radici recenti ma profonde. Infatti, nel 2023 il gruppo - allora guidato da Carlos Tavares - ha investito 1,5 miliardi di euro per acquisire circa il 20% della startup cinese. Nel 2024 è nata Leapmotor International, joint venture controllata al 51% da Stellantis, con l’obiettivo di espandere la presenza del marchio cinese in Europa e in altri mercati internazionali.
Il passo successivo sarà produttivo: nello stabilimento di Figueruelas, vicino Saragozza, è previsto l’avvio dell’assemblaggio di quattro modelli Leapmotor, a partire dalla B10 nel quarto trimestre dell’anno.
Infine, il dossier Leapmotor si inserisce in un contesto di revisione strategica più ampio. Dopo aver ammesso di aver “sovrastimato il ritmo della transizione energetica”, il management ha avviato un reset industriale per contenere i costi e migliorare la redditività. L’eventuale adozione di piattaforme cinesi per marchi storici europei rappresenterebbe una scelta pragmatica: meno ideologia tecnologica, più efficienza industriale. Tuttavia, resta da capire se si tratterà di una soluzione ponte per accelerare l’offerta elettrica o dell’inizio di una nuova architettura globale condivisa.